domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Torino. Fare chiarezza
sul salone del libro
Pubblicato il 19-09-2016


salone-internazionale-libro-torinoIl Senatore Enrico Buemi, su proposta del responsabile nazionale del PSI per l’editoria, le arti e lo spettacolo, Mario Michele Pascale, ha presentato un’interrogazione al Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini. Oggetto dell’interpellanza  è il destino del salone del libro di Torino, che una parte di editori milanesi, con l’interessamento di Fiera Milano spa, che si dovrebbe occupare dell’organizzazione dell’evento, vorrebbero trasferire in gran parte a Milano, lasciando alla sede Torinese solo alcune attività culturali marginali.

Il salone del libro, giunto alla sua XXIX edizione, oltre a d essere un evento commerciale di carattere internazionale è anche il cuore pulsante della cultura italiana. Dividerlo, dislocarlo in due sedi, vorrebbe dire depotenziarlo. Separare la parte commerciale da quella intellettuale vorrebbe dire fare della sede di Torino un ghetto.

I due esponenti socialisti esprimono la loro preoccupazione sia per l’incertezza della situazione a pochi mesi dalla data di apertura della fiera che per la mediazione operata dal Ministro Franceschini, il quale, nel tentativo di raggiungere, anche giustamente, una pace sociale nell’editoria italiana, ha proposto la dislocazione nelle due sedi, Milano e Torino, contemporaneamente. Nessun editore raddoppierà i costi per essere presente in ambedue le città e sarà molto difficile che gli utenti si diano al pendolarismo sulla tratta Milano-Torino. Così facendo c’è il rischio che l’intera manifestazione si tramuti in un flop, a fronte di una storia fatta di successi ininterrotti.

L’interrogazione chiede, prendendo atto del fatto che gli editori che postulano lo spostamento della fiera a Milano sono effettivamente rappresentativi sia in termini di mercato che di offerta culturale, e che il salone del libro è radicato nella storia del capoluogo piemontese e lì ha creato un indotto di tutto rispetto la cui scomparsa sarebbe un grave danno per la città,  se non sia possibile, dotando l’evento di un’unica cabina di regia e di un’unica organizzazione, che esso si svolga nella sua integrità in maniera itinerante, ad anni alterni, ora a Torino, ora  a Milano.

L’interrogazione e la proposta socialista si inseriscono all’interno di un dibattito ancora aperto, nella speranza che il tavolo tecnico convocato dal Ministro per la giornata di martedì 22 settembre, finalmente decida e che deliberi non sulla base del desiderio dei campanili, ma per il bene dell’editoria e della cultura italiana.

Marilena Selva

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