mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cyberbullismo, via libera della Camera alle norme
Pubblicato il 21-09-2016


EVIDENZA-CyberbullismoL’Aula della Camera ha approvato le norme per il contrasto al cyberbullismo. Un odioso fenomeno di cui spesso sono piene le cronache e i notiziari e di cui sono vittime giovani e giovanissimi, ma non solo loro,  che usano il web con troppa superficialità e disinvoltura. I Sì dell’Aula di Montecitorio sono stati 242, 73 i no e 48 astenuti.  Ora il testo passa al Senato. Tutta l’opposizione si è astenuta tranne il M5S, che ha votato contro.

La normativa afferma che chiunque anche se minorenne, potrà chiedere ai gestori dei siti internet la rimozione o l’oscuramento di contenuti che costituiscano oggetto di cyberbullismo. Il testo offre la prima definizione normativa del bullismo e del cyberbullismo, e consente di richiedere la rimozione di contenuti oggetto di persecuzione online sia al minore sia al suo genitore. Il Garante per la Privacy verifica l’intervento del gestore del sito e, se questi non abbia adottato le misure entro 48 ore dalla richiesta, vi provvede direttamente. I gestori dei siti dovranno dotarsi di specifiche procedure per il recepimento e la gestione delle richieste di oscuramento, rimozione o blocco dei dati; ed analoghi obblighi riguardano la comunicazione di tali procedure sull’home page degli stessi siti. Il bullismo viene  definito come l’aggressione o la molestia, da parte di singoli o più persone, nei confronti di una o più vittime allo scopo di ingenerare in essi timore ansia o isolamento ed emarginazione; sono manifestazioni di bullismo una serie di comportamenti di diversa natura: atti vessatori, pressioni o violenze fisiche e psicologiche, istigazione all’autolesionismo e al suicidio, minacce e furti, danneggiamenti, offese e derisioni anche relative alla razza, alla lingua, alla religione, all’orientamento sessuale, all’opinione politica, all’aspetto fisico o alle condizioni personali e sociali della vittima.

I socialisti hanno votato a favore. Il voto è stato motivato in Aula dal Capogruppo Pia Locatelli. “Secondo l’Istat nel 2014 – ha detto Locatelli – più della metà dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo da parte di coetanei. Uno, una su cinque ha subito azioni di bullismo più volte al mese, e per uno/a su dieci gli atti di prepotenza si sono ripetuti con cadenza settimanale. Un quarto erano casi di cyberbullismo. Più numerose le vittime tra le ragazze. E’ stato giusto ampliare il testo arrivato dal Senato, includendovi il bullismo perché bullismo e cyberbullismo non possono essere considerati due reati separati anche se, nel caso di cyberbullismo possono avere conseguenze ben più gravi: ne sono amplificate la portata e la pericolosità. Questo provvedimento punta non solo alla ‘punizione’ ma soprattutto  alla prevenzione, trattandosi spesso di minori che vivono situazioni di disagio.  Certamente la vittima, lasciata spesso sola, ma anche per chi compie atti di bullismo, troppo spesso inconsapevole delle conseguenze, così come lo è chi vi assiste senza reagire, anzi a volte incoraggia. La scuola – ha continuato Locatelli – è ambiente ‘privilegiato’: molti casi di bullismo e cyberbullismo nascono a scuola e si possono risolvere a scuola, in un processo di collaborazione con le famiglie. La legge è un primo passo ma, essendo un grave problema sociale, va affrontato con tutti i mezzi e le azioni possibili”.

Pia Locatelli ha ricordato il caso di “molestie sessuali telefoniche citato da Linda Laura Sabbatini su ‘la Stampa’: qualche anno fa i dati dell’Istat riportarono una diminuzione drastica delle molestie sessuali telefoniche contro le donne: fu l’effetto della introduzione della visibilità del numero chiamante, un deterrente eccezionale per i molestatori.  Non è possibile che soluzioni altrettanto efficaci non si possano individuare. Questa non è una legge inutile, non è una legge che limita la libertà di espressione: insulti e vessazioni non sono indice di libertà, ma atti di violenza che vanno eliminati e contrastati. I socialisti – ha concluso – voteranno a favore di questo provvedimento”.

Redazione Avanti!

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