mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TURBOLENZA TEDESCA
Pubblicato il 30-09-2016


deutsche-bankl-reuters

Un vero e proprio rimbalzo quello della Deutsche Bank che dopo una mattinata passata in rosso con perdite del titolo quasi al 9% a Francoforte è riuscita a rimbalzare del 6% a Wall Street nel pomeriggio. Secondo alcune fonti, incluso Der Spiegel, il recupero è dovuto alla riduzione della pena da parte del Dipartimento di Giustizia Usa che aveva chiesto 14 miliardi di dollari. Con un accordo la multa potrebbe essere ridotta a 5,4 miliardi di dollari.

Da Berlino arriva un vento gelido su tutte le Borse europee. Deutsche Bank è infatti investita da violente turbolenze di mercato e la situazione dell’istituto tedesco sta contagiando tutto il comparto bancario, portando sul listino rosso le Borse del Vecchio Continente. Stamattina le Borse europee sono partite in rosso a metà seduta, anche se in parziale recupero rispetto ai minimi della mattinata. Madrid e Milano, in calo rispettivamente dell’1,7% e dell’1,56%, sono i listini più deboli, davanti a Parigi (-1,4%), Francoforte (-1,1%) e Londra (-0,9%). Gli investitori continuano a risentire dei timori su Deutsche Bank (-4,4%), dopo che alcuni fondi hedge hanno preferito lasciare la Banca per cercare un’altra controparte nelle loro operazioni in derivati.

Lo sbandamento fa seguito a un’indiscrezione pubblicata ieri da Bloomberg riguardo agli hedge found, ma la causa scatenante della tempesta tedesca è dovuta alla richiesta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di una multa verso l’Istituto teutonico di 14 miliardi di dollari per scorrettezze nella vendita di titoli cartolarizzati, nell’ambito di un contenzioso sui mutui subprime e la crisi finanziaria del 2008. Dopodiché Molti hedge fund hanno assunto posizioni corte sulle azioni e altri hanno sospeso o ridotto l’attività con la Banca, preoccupati per le sue condizioni finanziarie così il titolo di Deutsche Bank è crollato quasi del 9% a Francoforte. Tra gli hedge fund che hanno fatto marcia indietro dal colosso tedesco ci sono Millennium Partners, Capula Investment e Rokos Capital Management, anche se una “vasta maggioranza” dei clienti di Deutsche Bank non hanno modificato la loro esposizione nella banca.

Il gruppo tedesco confida di raggiungere un’intesa per chiudere con una transazione a valori molto più bassi, in scia a quanto successo ad altre banche d’affari, ma i mercati restano dubbiosi e il titolo crolla. Anche perché sulla testa del colosso teutonico pesa il fardello di 55mila miliardi di derivati, una cifra pari a 15 volte il Pil tedesco.

Il Ceo di Deutsche Bank John Cryan ha scritto ai dipendenti invitandoli a mantenere la calma nonostante le turbolenze del momento. “Non vi sono basi per tale speculazione – vi afferma -, anche l’incertezza del risultato delle azioni legali negli Usa non è una ragione per questa pressione sulle nostre azioni, se prendiamo a confronto i nostri diretti concorrenti”. Il testo della lettera, di cui danno notizia diversi media tedeschi, viene riportato da Bloomberg. “La nostra banca è oggetto di violente speculazioni”, scrive Cryan ai dipendenti, per sottolineare invece in un altro passaggio che l’istituto ha “solide fondamenta”. “Il nostro compito – aggiunge – è preoccuparci solo che questa percezione esterna distorta non influenzi in modo più forte la nostra attività quotidiana”. “Mai negli ultimi vent’anni Deutsche Bank è stata così sicura come oggi per quel che riguarda il bilancio – dice -. Con riserve superiori a 215 miliardi di euro la banca ha un buffer di capitale molto confortevole”.

Tuttavia rimane l’incertezza su come si procederà con una Banca che ha sul groppone una multa che arriva direttamente dagli States e rischia di metter in forse la credibilità della più grande Banca in Germania. Deutsche Bank proverà a trattare con le autorità americane per tagliare le sanzione anche perché per il momento non è chiaro quanto del totale sarebbe da versare in contanti e quanto andrebbe a rimborsare clienti. Un altro punto su cui l’Istituto potrebbe far leva è certamente il governo della Merkel che però al momento non sembra avanzare alcun tipo di disponibilità e si limita anch’esso a fare delle rassicurazioni. Il settore bancario in Germania “è ben messo” le “attuali condizioni per il finanziamento delle nostre imprese” sono “eccellenti, sia per quanto riguarda l’accesso al credito sia per le condizioni” cui viene concesso, ha fatto sapere una portavoce del ministero dell’Economia tedesco alla conferenza stampa del venerdì a Berlino rispondendo a una domanda sul “ruolo” e “peso della Deutsche Bank” per l’economia reale tedesca.

Mentre dall’Europa si continuano a negare ipotesi di ‘aiuti di Stato’. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che Deutsche Bank deve sopravvivere “da sola”, senza aiuti di stato dalla Germania. Il portavoce di Dijsselbloem Michel Reijns ha confermato la dichiarazione rilascata ai giornalisti a margine dell’incontro settimanale del governo olandese.
Dall’Italia invece permane l’ottimismo che l’Esecutivo tedesco troverà una soluzione alla crisi della Deutsche Bank. “Sono certo che le autorità tedesche faranno tutto ciò che è necessario per evitare che la crisi di Deutsche Bank si aggravi” ha detto Matteo Renzi ai giornalisti italiani dopo i funerali di Shimon Peres. “Abbiamo sempre detto che sul tema del credito l’Ue deve fare tutto ciò che serve per rimettere a posto la situazione delle banche. Comunque, pieno appoggio al governo tedesco nella speranza e nella convinzione che saprà fare fronte alle problematiche di Deutsche Bank”, ha concluso.

Mentre il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, punta dritto alla soluzione e in un’intervista a La Stampa sulla posizione dell’Italia in caso di intervento del Governo tedesco sulla situazione della Deutsche Bank afferma: “Qualsiasi piano pubblico o di mercato dovrebbe essere costruito all’interno delle regole dell’Unione bancaria. Questa vicenda ci ricorda che bisogna ancora fare molti sforzi per migliorare il grado di tenuta dei sistemi bancari. Conviene a tutti trovare soluzioni, da gestire con la dovuta cautela”. E precisando che “così come i problemi delle sofferenze vanno risolti in tempi ragionevoli, così deve essere per quelli di Deutsche Bank”.

Affermazioni che non sono piaciute ai media teutonici tanto che si obietta che gli italiani vogliano approfittare della crisi della loro Banca per far pressioni sulla Germania.
Tuttavia sembra quasi che sull’onda di un probabile intervento tedesco Roma stia già scaldando i motori. Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sulle banche afferma che “un intervento dello Stato, se necessario, si deve fare”. In merito alla difesa dell’italianità dei nostri istituti Visco spiega che “non è importante a priori”.

“Senza volermi riferire a casi specifici – prosegue Visco – è saggio prepararsi anche all’ipotesi di un intervento pubblico, pur se ciò non vuol dire che sarà necessario. Al momento però le regole europee considerano l’intervento pubblico l’extrema ratio, ammissibile soltanto per evitare l’insorgere di un rischio sistemico, e con la partecipazione possibile di azionisti e creditori”.

Nel frattempo arriva il primo ok dall’Ue per l’Italia. La Commissione europea vede “buoni motivi” per accogliere la richiesta dell’Italia di prorogare il termine del 30 settembre riguardante la cessione di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti. “La Commissione ha in corso contatti stretti e costruttivi con le autorità italiane”, spiega un portavoce

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