sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Eurostat conferma la battuta d’arresto dell’Italia
Pubblicato il 06-09-2016


Imprese 'rosa' lavoro donneAd aggiungere benzina sul fuoco sulla fiducia ci pensa anche l’Eurostat che conferma la battuta d’arresto in Italia sulla crescita economica, già rilevata dall’Istat.
Su base annuale il Pil dell’Eurozona è salito di 1,6% e quello dell’Ue-28 di 1,8%, rallentando anche in questo caso sull’1,7% e 1,9% del trimestre precedente. In Italia la crescita annuale è confermata a 0,8%.

Italia, Francia e Finlandia sono gli unici Paesi europei con la crescita ferma nel secondo trimestre del 2016. Sotto la media Ue (+0,4%) anche Austria (+0,1%), Grecia e Lituania (+0,2%), mentre volano i Paesi dell’Est: Romania (+1,5%), Ungheria (+1%), Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca (+0,9%). Bene anche la Spagna (+0,8%), mentre rallenta anche la Germania (+0,4% dopo lo 0,7% del primo trimestre).

Ma a peggiorare il quadro dell’Italia rispetto agli altri Paesi è anche la disoccupazione e l’aumento degli inattivi, cioè quelli che hanno smesso di cercare un posto. L’Istituto di Statistica europeo infatti aveva già assegnato un’altra maglia nera all’Italia poco tempoi fa. Tra i 28 Paesi europei l’Italia è quello in cui, nel primo trimestre 2016, più disoccupati hanno rinunciato a cercare lavoro, oltre uno su tre è finito a gonfiare le fila degli inattivi, secondo dati Eurostat pubblicati nei giorni scorsi. La quota delle persone passate dalla disoccupazione all’inattività è del 37,1%, più del doppio rispetto alla media europea (18,9%). Nello stesso periodo, che coincide con la riduzione dal 100 al 40% degli sgravi contributivi sui nuovi assunti a tempo indeterminato, solo il 12,8% dei disoccupati italiani ha trovato lavoro a fronte di una media Ue del 15,4%. Il 50% resta senza occupazione. Mentre in Francia i disoccupati che hanno abbandonato la ricerca nel primo trimestre 2016 sono il 17,1%, in Spagna il 14,2% e nel Regno Unito il 15,2%.

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