giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Festa dell’Unità a Catania: ritorna lo “scelbismo”?
Pubblicato il 19-09-2016


Le drammatiche vicende di questi giorni, con gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti di sinistra alla Festa dell’Unità a Catania e la tragica morte di un operaio a Piacenza, travolto da un camion che ha forzato un picchetto sindacale davanti un’azienda, hanno rievocato lo “scelbismo”, dal nome del ministro degli Interni dei governi centristi, il siciliano di Caltagirone (il paese di don Sturzo) Mario Scelba, con i reparti mobili muniti di camionette, che caricavano i manifestanti della Cgil e dei partiti di sinistra, socialista e comunista, con gravi violazioni delle libertà costituzionali e del diritto di sciopero.

Torna in mente una strofa di una canzone di Fausto Amodei dal titolo “Per i morti di Reggio Emilia” “…di nuovo a Reggio Emilia di nuovo là in Sicilia sono morti dei compagni per mano dei fascisti di nuovo come un tempo sopra l’Italia intera fischia il vento e infuria la bufera…”, che ricorda l’uccisione di cinque operai, il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale contro il governo Tambroni (un monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno del Movimento sociale), che aveva concesso al partito neofascista la città di Genova (medaglia d’oro della Resistenza) come sede del congresso nazionale.

Un clima, spazzato via dal centrosinistra con il Psi al governo e, successivamente, dall’autunno caldo sindacale del 1969. E’ davvero un paradosso che dei manifestanti siano stati caricati dalle forze dell’ordine in occasione della Festa dell’Unità. Già le Feste dell’Unità, in cui, nella prima Repubblica, leader come Togliatti e Berlinguer parlavano a masse oceaniche composte essenzialmente da operai; oggi, nella transizione verso la terza Repubblica, a quelle feste gli operai vengono caricati: povero Antonio Gramsci, fondatore del partito comunista e del giornale L’Unità!

Quanto ai socialisti e al Psi non dovrebbe sfuggire ciò che affermò Sandro Pertini in occasione di un’intervista a Oriana Fallaci per l’Europeo nel 1973: “Un socialista che si stacca dalla classe operaia e contadina cessa d’essere un socialista: io non mi staccherò mai da loro, Oriana. Mai”.

Maurizio Ballistreri

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Commenti all'articolo
  1. Con permesso: ma cosa volete che sappia Renzi di classe operaia e contadina? Lui sta con Marchionne, quello che quando visitò una fabbrica Fiat – e gli operai erano stato schierati ad attenderlo – chiese: “ma perché non mi applaudono?” (alla maniera americana).

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