domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

G20. Per la Cina la crescita passa dal commercio
Pubblicato il 05-09-2016


xi cinaIn Cina a tenere banco è proprio il Paese che ospita il vertice del G20. Il summit, iniziato ieri, dei 20 paesi più industrializzati, si è concluso con un consenso sui princìpi in base ai quali promuovere la crescita mondiale che il Quotidiano del popolo cinese definisce “storico”.
In effetti la Cina è riuscita a giocarsi le sue ambizioni globali nella riunione, e per la prima volta nella recente storia del G20, lo Stato ospitante non ha svolto solo il ruolo di cerimoniere, ma è riuscito a imporre l’agenda dei meeting con in mente quali debbano essere i risultati e i documenti da pubblicare al termine delle sessioni.
Il presidente Xi Jinping ha sollecitato l’adozione di misure tali da spingere l’economia mondiale sulla strada della crescita.
“In un momento critico per la crescita economica globale e di trasformazione per il G20, il summit di Hangzhou ha catturato l’attenzione del mondo e ha diffuso molte aspettative”, ha esordito nella conferenza stampa di chiusura il presidente cinese Xi Jinping.
Il presidente cinese Xi ha infatti affermato: “È stato un grande successo. I Paesi hanno deciso di opporsi al protezionismo e fermare il declino nel commercio”. Non è un caso infatti che lo slogan del vertice fosse proprio quello di creare un’economia mondiale “innovativa, rafforzata, interconnessa e inclusiva”.
Su spinta del presidente cinese il G20 invita a continuare la riforma del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale per dare più voce ai paesi emergenti. In questo modo, ha concluso Xi, il G20 non sarà più patrimonio soltanto dei 20 paesi più industrializzati, ma “dell’intero Pianeta”.
Nulla di nuovo invece sulla crisi del ‘fronte orientale’: il tanto atteso incontra tra i due presidenti Obama e Putin sulle crisi siriana e ucraina non ha di fatto registrato alcun accordo. I due leader si sono incontrati a porte chiuse, alla presenza dei capi delle rispettive diplomazie. Obama sulla questione siriana ha invitato il segretario di Stato John Kerry e il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov a lavorare insieme nei prossimi giorni per far arrivare gli aiuti a chi ne ha necessità: Ma per quanto riguarda una vera e propria intesa uno stringato comunicato del portavoce del Cremlino si limita a far sapere che l’incontro è durato oltre un’ora e si è protratto oltre il previsto e che il lavoro continuerà: un modo diplomatico per dire che non si è registrato nessun accordo.
Per quanto riguardo invece l’Italia il discorso di Matteo Renzi verte ancora una volta sul dibattito che si prolunga da mesi sulla riforma costituzionale, detta Riforma Boschi. Il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa conclusiva del summit a Hangzhou, nella Cina orientale, ha risposto sul possibile slittamento della consultazione. “Spero che dopo aver speso tempo a discutere sulla data, si passi a parlare dei veri contenuti della riforma”.
Per quanto riguarda il summit invece Renzi ribatte nella sue e-news mentre si trova nella città di Hangzhou per l’annuale riunione del G20. “Rispetto ai temi del G20 – spiega – l’Italia ha insistito molto sulla necessità di coniugare crescita e giustizia sociale. Di investire contro la paura. Di non intestardirsi sulle architetture finanziarie senza coinvolgere i cittadini. E sul bisogno di lavorare come G20 in una modalità diversa dal passato, più capace di coinvolgere la classe media”. “Abbiamo viste riconosciute come positive molte nostre esperienze – aggiunge – dalle riforme al jobsAct all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Ma solo i prossimi mesi ci diranno se quello di Hangzhou è stato davvero un G20 di svolta. Lavoreremo con determinazione in questa direzione”.

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