mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Germania. Dalla ex RDT,
i voti alla destra oltranzista
Pubblicato il 01-09-2016


La Germania nazista, il Partito Nazionalsocialista tedesco e la figura di Adolf Hitler, sono sicuramente i soggetti che più hanno ispirato i movimenti della destra più estrema dal secondo dopoguerra ad oggi in tutto il mondo.

Ad oltre 70 anni dalla caduta del Terzo Reich, sono due i soggetti politici della destra tedesca che si contendono il ruolo di primo protagonista.
Fino a pochi mesi fa, l’attenzione dei media si focalizzava soprattutto sull’NPD, partito che nasce a metà degli anni ‘60 …Manifestazione dell'Afd


L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (9^ puntata)


La Germania nazista, il Partito Nazionalsocialista tedesco e la figura di Adolf Hitler, sono sicuramente i soggetti che più hanno ispirato i movimenti della destra più estrema dal secondo dopoguerra ad oggi in tutto il mondo.

Ad oltre 70 anni dalla caduta del Terzo Reich, sono due i soggetti politici della destra tedesca che si contendono il ruolo di primo protagonista.
Fino a pochi mesi fa, l’attenzione dei media si focalizzava soprattutto sull’NPD, partito che nasce a metà degli anni ‘60 dalla fusione di movimenti politici che hanno visto alla propria guida esponenti del Partito Nazionalsocialista e importanti figure dell’esercito tedesco durante il periodo nazista, che di fatto rappresentano la continuazione del pensiero e del lavoro del partito di Adolf Hitler. Alla fine degli anni ‘60 l’NPD raccoglie oltre un milione di voti, dopodiché per i neonazisti tedeschi inizia un lungo periodo di crisi dei consensi che dura fino ai giorni nostri. Nel 2014 però, la Corte Costituzionale tedesca sancisce l’incostituzionalità della recente riforma elettorale che stabiliva una soglia di sbarramento del 5%, sostituita da un proporzionale perfetto che permette a sette micropartiti di entrare al Parlamento di Bruxelles. Tra questi anche l’NPD che con 300mila voti riesce ad eleggere al Parlamento europeo, Udo Voigt, leader del partito neonazista per oltre 15 anni. A livello internazionale il partito è alleato dei greci di Alba Dorata e dell’italiana Forza Nuova, nell’‘Alleanza per la pace e per la libertà’. La quasi totalità degli elettori dell’NPD proviene dai territori dell’ex DDR, e in particolare dalle zone confinanti con la Polonia, dove i neonazisti riescono anche a superare il 5%.

Frauke Petry , leader dell'Afd

Frauke Petry , leader dell’Afd

A rubare la scena all’NPD, da qualche mese a questa parte, è il partito nazionalista dell’Alternative fur Deutschland. L’AFD ha sempre avuto, sin dalla sua fondazione nel 2013, percentuali di consenso superiori a quelle dell’NPD, tuttavia i nazionalisti tedeschi hanno dovuto superare il 10% nei sondaggi per riuscire ad attirare su di sé l’attenzione dei media internazionali. I sondaggi di inizio 2016 davano il partito attorno al 15%, ma nei mesi successivi i nazionalisti iniziano a perdere consensi e a scendere verso il 10%.

A metà del 2015 il partito svolta a destra, la nuova leadership formata dal duo Petry-Meuthen viene da subito criticata da tutta l’area più vicina al centrodestra, che abbandona l’AFD per dare vita al partito conservatore ALFA. Il nuovo partito conservatore continuerà a far parte dell’alleanza dei Conservatori e Riformisti, mentre l’AFD comincia un processo di avvicinamento al Front National di Marine Le Pen e all’italiana Lega Nord. La nuova leadership porta il partito su posizioni molto più radicali, la linea del partito sull’Unione europea diventa molto più critica e aumenta l’intolleranza nei confronti di islam e immigrazione.

Come l’NPD anche i nazionalisti tedeschi riescono ad ottenere la maggior parte del proprio consenso nei territori dell’ex DDR. Dopo aver sfiorato il 5% alle elezioni nazionali del 2013 ed aver eletto 7 propri rappresentanti al Parlamento europeo nel 2014 (5 dei quali passati ad ALFA), lo scorso marzo l’AFD è riuscito a sfiorare il 25% in Sassonia ed è diventata la seconda forza politica della regione, dietro alla CDU di Angela Merkel.

Il terzo fenomeno politico della destra tedesca degli ultimi mesi è sicuramente il movimento Pegida, che rappresenta uno dei movimenti xenofobi con più sostenitori in Europa. Pegida è un movimento islamofobo nato a Dresda verso la fine del 2014, ed è proprio a Dresda che il movimento ha dato vita ad una lunga serie di manifestazioni a cui hanno partecipato diverse migliaia di sostenitori. Ma la presenza del movimento non si limita solo alla città tedesca, anzi, i sostenitori del movimento durante gli scorsi mesi sono riusciti ad organizzare una serie di cortei in diverse capitali europee. A capo del movimento xenofobo vi è Lutz Bachmann, cittadino di Dresda che può vantare una lunga lista di condanne per spaccio di stupefacenti e furto con scasso, e che al momento è a processo con l’accusa di incitamento all’odio razziale.

Altra storica forza politica della destra tedesca è il CSU, sezione bavarese del partito cristiandemocratico CDU guidato da Angela Merkel. Il CSU ha sempre mostrato posizioni più a destra rispetto al partito nazionale, anche le critiche interne al governo più accentuate sulle posizioni che ha espresso la cancelliera negli ultimi mesi su immigrazione e rapporti con la Turchia, arrivano da esponenti del CSU. La destra bavarese è dagli anni 50 il primo partito della Baviera e dalla fine degli anni 50 governa ininterrottamente la regione tedesca. Sempre in Baviera, negli anni ‘80, nasce il partito nazionalista Die Republikaner, che dopo essere riuscito ad eleggere, grazie ad oltre 2 milioni di voti, sette propri rappresentanti al Parlamento europeo nel 1989, ha visto un rapido declino che lo ha portato a percentuali da prefisso telefonico. Negli anni 80 il partito è riuscito a spezzare l’alleanza fra il Front National e l’italiano MSI. Nel corso degli anni le posizioni su immigrazione, islam e Unione Europea sono diventate sempre più critiche, e il partito ha visto un avvicinamento alle organizzazioni tedesche più estremiste. L’elettorato repubblicano è quasi interamente locato nei territori del sud della Germania, dove il partito fatica comunque ad arrivare all’1%.

Sempre negli anni ‘80 nasce il partito ultraconservatore Familien Parti, che come l’NPD è riuscito ad eleggere, dopo decenni, un proprio candidato al Parlamento europeo nel 2014. Al Partito della Famiglia sono bastati 200.000 voti per eleggere l’ex segretario Arne Gericke, che ha intrapreso un’alleanza con i Conservatori e riformisti.

I cittadini tedeschi si recheranno alle urne per eleggere il successore di Angela Merkel nell’autunno del 2017. Al momento i sondaggi danno la CDU saldamente in vantaggio con circa il 35% dei consensi, mentre l’AFD si giocherà il ruolo di terza forza politica della Germania con i Verdi e Die Linke, dietro ai socialdemocratici. Durante il mese di settembre invece si recheranno alle urne per eleggere i nuovi governi regionali i cittadini berlinesi e quelli del Meclemburgo. I sondaggi danno i socialdemocratici dell’SPD in vantaggio in entrambe le elezioni e la CDU, che rischia di essere superata dai Verdi a Berlino e dall’AFD nel Meclemburgo, dati entrambi attorno al 20%, in forte crisi.

Gianluca Baranelli

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