lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ilva, 12 indagati per la morte di Giacomo Campo
Pubblicato il 19-09-2016


Ilva_Taranto_BluR439Di lavoro si continua a morire. Dopo il tragico incidente all’Ilva di Taranto sono 12 gli iscritti nel registro degli indagati. Sabato scorso, Giacomo Campo, operaio di 25 anni, dipendente dell’impresa di appalto Steel Service è stato travolto e stritolato da un nastro trasportatore dell’altoforno 4 che stava ripristinando. Si tratta di responsabili dell’impianto e della ditta esterna per la quale lavorava la vittima. L’ipotesi di reato principale è di omicidio colposo. Nelle prossime ore dovrebbe svolgersi l’autopsia. Le parti hanno già nominato i propri consulenti.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha annunciato che chiederà “la revoca della facoltà assegnata ai commissari di far funzionare” l’Ilva di Taranto “a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata. La pazienza della Regione Puglia, che pure avevamo assicurato in questi mesi, è finita”. Emiliano lo ha detto oggi nel corso dei lavori della Commissione regionale per la sanità. Parole duramente criticate da Forza Italia che per bocca del  coordinatore regionale pugliese di Luigi Vitali parla di “dichiarazioni improvvide, se non irresponsabili”. Ma Emiliano è un fiume in piena: “Esistono delle norme che nonostante il sequestro consentono alla fabbrica di funzionare. Per questo attueremo una serie di iniziative, a partire dalla redazione di una richiesta, attraverso i nostri avvocati in sede di Corte di Assise di Taranto nella prossima udienza, una richiesta di sequestro dello stabilimento chiedendo che la Corte rivaluti la questione di costituzionalità dei decreti che impediscono la vigenza dei sequestri sullo stabilimento”. Inoltre Emiliano dichiara che la Regione sosterrà “i ricorsi già presentati dai cittadini tarantini tesi a conseguire un risarcimento nei confronti dello Stato che, con i suoi decreti, fa permanere le condizioni di criticità e di pericolosità e anche noi valuteremo l’ipotesi di ricorrere presso l’Alta Corte di Giustizia”.

“Ho trasmesso al Presidente del Consiglio il rapporto della Regione Puglia sui dati epidemiologici accertati – ha concluso il Presidente – trasmetteremo lo stesso rapporto anche alla Procura della Repubblica di Taranto e alla Corte di Assise e lo presenteremo pubblicamente il 3 di ottobre con eventuali ulteriori integrazioni da parte dell’amministrazione. La cadenza delle trasmissioni di questo rapporto dipende dalle singole competenze e dalla gerarchia dei singoli soggetti competenti. Il rapporto verrà integrato anche dai dati degli anni successivi che sono in via di redazione”.

Anche i sindacati sono sono sul piede di guerra. Antonio Talò, segretario della Uil di Taranto, dichiara “che non è più sostenibile l’attesa per mettere in campo gli interventi previsti dall’autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento. Le nostre richieste, fino ad oggi, sono state inascoltate. Anche l’ultima relazione dell’Ispra evidenzia, su vari fronti, i ritardi nell’attuazione dell’Autorizzazione integrata ambientale”. Intanto l’Ilva, in una nota, fa sapere che i commissari straordinari, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, hanno convocato le sigle sindacali nazionali e regionali per un tavolo di confronto che si terrà a Roma con l’obiettivo di proseguire la discussione sulla gestione ordinaria e straordinaria dello stabilimento, dagli interventi di manutenzione ai temi relativi alla sicurezza, anche alla luce del tragico incidente.

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