venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Indignarsi!
Pubblicato il 23-09-2016


Dunque il ricorso presentato da Sollazzo, Ciucchi, Biscardini, Potenza e Labellarte almeno per ora ha trovato orecchio: sospeso ‘temporaneamente’ l’esito del congresso di Salerno e conferma in carica degli organismi eletti al congresso di Venezia, segretario in testa. Va spiegata bene la contestazione. Lo dico soprattutto ai tanti compagni che si adoperano da una vita per il tesseramento: non avremmo raccolto soldi a sufficienza per giustificare il numero totale degli iscritti, quindi la platea congressuale non risulterebbe congrua.
I cinque sostengono che il risultato del congresso è stato falsato. Già, e come? Abbiamo respinto compagni che volevano iscriversi? No. Abbiamo modificato le modalità di voto? Nemmeno. Che reato abbiamo commesso per inficiare il risultato del Congresso? Nessuno. Tesseramenti approvati regolarmente anche con il voto di alcuni contestatari, Consiglio Nazionale convocato regolarmente e perfettamente in numero legale per decidere, Congresso tenuto addirittura con un notaio presente in sala al momento delle votazioni. Questi i fatti. Naturalmente ci difenderemo, eccome se ci difenderemo.

Da tempo penso, e l’ho detto e scritto ripetutamente, che si cerchi di distruggere l’unica casa socialista rimasta in piedi dopo la tragedia del ’92. Se non vogliamo essere ipocriti, bisogna risalire alle candidature alle Politiche 2013 per capire fino in fondo. Perché chi ha firmato il ricorso sa bene quanti siano i vecchi compagni iscritti – la maggioranza – e quanto paghino la tessera, sa bene che durante le campagne elettorali alle federazioni viene lasciata una parte del tesseramento, sa altrettanto bene che abbiamo sempre agevolato chi volesse iscriversi, e infine sa che alcuni, soprattutto laddove non vi è presenza nelle istituzioni, danno un contributo scaglionato. I cinque sanno tutto. Sono stati dirigenti del partito, lo hanno rappresentato a lungo in Parlamento e nei consigli regionali.

Per dirla con Bettino, non vengono proprio dalla luna. Penso anche che ‘muoia Sansone con tutti i filistei’ sia la parola d’ordine che si sono dati. Non dobbiamo consentirlo. Io ci sono. I parlamentari ci sono. Segreteria e segretari regionali e provinciali ci sono tutti, ma proprio tutti. E dobbiamo reagire con un’azione politica forte, proprio ora che è in cantiere la revisione della legge elettorale, proprio ora che la politica italiana è sul crinale. E indignarsi!

Chi porta la politica in tribunale per motivi futili deve vergognarsi. Vengano a confrontarsi nei congressi invece di ricorrere a un magistrato. Almeno li vediamo in faccia.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Caro Seg. Mi sono trovato in tante occasioni in disaccordo con la linea politica del Partito. Ma mai mi sarei sognato di portare in Tribunale chi la pensa diversamente da me! Quindi per quel che può contare, ti esprimo la mia solidarietà.

  2. Sono d’accordo che la politica si fa all’interno del partito, ma con regole giuste sia da una parte che dall’altra. Nelle fasi congressuali ho notato che ci sono state delle forti infrazioni da parte della maggioranza, prima di tutto dobbiamo sottolineare che sono stati espulsi compagni senza motivo, e questo credo che sia un atto gravissimo da parte della direzione, inoltre ci si accorge che in pre congresso sempre la maggioranza cambia le regole sul tema di presentazione delle mozioni, credo che prima di tutto sia una vigliaccheria, ma la cosa che può diventare interessante è sul piano politico e la si può semplicemente chiamare debolezza politica. Da socialista non tesserato dal 1993, non credevo che il Psi attuale, vista anche la situazione imbarazzante sul piano politico e elettorale, avesse pure una mazzata dai giudici sulle regole all’interno del partito, questo vuol dire non solo una guerra fratricida fra compagni, ma tutta questa questione fa perdere ancor più credibilità e visibilità da parte dell’elettorato, ancora una brutta tegola e un’amarezza sul popolo Socialista. E questa è la parte dell’articolo precedente visto che non lo possiamo commentare perché non è possibile inviarlo per incompletezza del sito. In questo articolo invece noto che ci sono molti aspetti contorti. Nel leggere alcuni passaggi della sentenza si nota che la presa maggiore dell’accusa è sui numeri in cui si evidenzia da una parte allargata a 22000 iscritti invece la realtà corrisponde a 6000, domanda: per rubacchiare sui delegati? Risposta craxiana: ma è come svuotare la cassetta dell’elemosina in chiesa. Inoltre c’è un altra accusa interessante: Come mai la direzione non mette a disposizione gli elenchi degli iscritti ai tesserati? Credo che questo sia un sistema non adeguato ai tempi che corrono. Parlando sempre sul tema del congresso ci sono due situazioni che si la direzione del partito dovrebbe chiarire: La prima riguarda la nomina di Vittorio Craxi in direzione quando egli al congresso, come riferisce la stampa, era assente. Da Craxiano maligno che sono mi insospettisco e penso che vi faccia ancora comodo il cognome. L’altra vicenda sono i delegati di merito, vorrei sapere come questi personaggi vengono introdotti all’interno del congresso, oppure senza nasconderci dietro un dito, è una pura invenzione della direzione, e allora se fosse la vera la seconda opzione, affittate lo pseudonimo della famiglia Thenardier. C’è un accenno anche al mio caro Bettino, cosa strana che il segretario lo ricordi, chissà il motivo, ma aggiungo volentieri una frase di un compagno di Riccione: Qualcuno aveva preso il Psi come il gioco del monopoli, certamente si riferiva a quello di Bettino, quello che succede oggi, vista la situazione si può paragonare al gioco dei Pokemon-Go.

  3. Caro Segretario, sono profondamente amareggiato per quello che sta succedendo al Partito.
    E’ indecoroso che cinque individui che si professano Socialisti, per fini che non hanno nulla a che vedere con la politica del Partito, assumano un atteggiamento da aguzzini, portando in giudizio i suoi organi,per presunte irregolarità nel tesseramento.
    Condivido pienamente il tuo giudizio nei loro confronti e sono pronto a fare la mia parte, nel modo e nei tempi che tu riterrai opportuno, per riportare normalità all’interno dell’ unica casa del Socialismo Italiano.

    Forza Segretario e Buon Lavoro.

  4. Carissimo Riccardo
    Qualche volta ricevo in lettura articoli di approfondimento tratti da riviste di tradizione socialista e dichiarazioni di compagni, tra cui alcune da coloro che hanno fatto ricorso al Tribunale per avere un giudizio su presunte irregolarità relative al tesseramento e alle relative dinamiche che lo legano all’ultimo Congresso di Salerno. Ricordo confronti aspri, scissioni e ricomposizioni nel PSI, conoscevo le contrapposizioni esistenti tra maggioranza e minoranze prima e dopo il Congresso di Venezia, ma mai avrei immaginato che alcuni compagni potessero approdare a qualcosa di simile!!! Qualsiasi possano essere le ragioni della contesa politica, lo ritengo un atto ingiustificabile e deprecabile all’interno di un Partito Socialista!!!
    Sull’Avanti avevo dedicato alcuni miei commenti per superare l’attuale Diaspora sia interna che esterna incoraggiato anche dall’invito di Caldoro a lavorare per l’unità dei Socialisti e, conoscendo i contrasti e le spaccature esistenti, mi ero proposto d’intervenire nei lavori congressuali con un approccio di ricomposizione dello spirito unitario perduto.
    Alla vigilia del Congresso di Salerno, sulle colonne dell’Avanti ti avevo indirizzato una lettera aperta per esprimerti le mie riserve sull’azione politica del PSI rispetto alle politiche governative, alle votazioni di fiducia da noi accordate sull’Italicum e sulla Riforma costituzionale e alla mancanza di evidenza della nostra identità e della nostra autonomia nei confronti di Renzi.
    Ma era ed è tutt’ora una mia valutazione politica perché a livello personale nei tuoi confronti nutro una grande stima per le esperienze che hai condotto positivamente prima come Presidente della Regione Toscana, poi come suo Assessore al Bilancio ed ora come Vice Ministro, nel cui incarico hai condotto felicemente in porto l’importantissimo e delicato capitolo sul Regolamento degli Appalti. Sei maturo e anche meritevole di poter fare il Ministro. Hai anche una grande cultura, e non solo politica, e disponi di una forte capacità di sintesi. A differenza di tanti famosi o importanti compagni che si sono allontanati dalla vita attiva del PSI o addirittura l’hanno abbandonato, dopo averne ricevuto onori e benefici, tu sei ancora operoso nel ruolo di dirigente politico e amministrativo nella compagine socialista. Solo questo grande merito sarebbe sufficiente per avere nei tuoi confronti il massimo rispetto.
    Ora, purtroppo, qualunque sarà l’esito del giudizio emesso dal Tribunale, chi risulterà perdente sarà la causa socialista e, con essa, continuerà a essere vituperata l’immagine del PSI di fronte all’opinione pubblica.
    Di fronte a questa triste prospettiva, pur condannando fermamente l’azione promossa da questi compagni, evitiamo di produrre ulteriori ferite , impegnandoci invece a rilanciare sul serio la nostra identità nelle scelte di politica economica e sociale e nel renderle evidenti con una chiara autonomia nei confronti del PD. Alleati si, vassalli no !!!
    “Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” ti abbraccio fraternamente.
    Nicola Olanda

  5. Pienamente d’accordo con il nostro Segretario Nazionale. Facciamo in modo tra vecchi e nuovi compagni affinche’ Turati, Matteotti, Rosselli, Nenni, Pertini e Bettino Craxie tanti altri grandi compagni del passato che credevano davvero nell’idea socialista non si rivoltino nelle loro tombe.

  6. Chi non fa vita di partito ha una oggettiva difficoltà a comprendere la vera natura del “contenzioso”, e il pronunciarsi al riguardo può dunque configurarsi come un’inopportuna ingerenza, ma mi permetto nondimeno di esprimere un’opinione in ordine ad aspetti che definirei paralleli all’argomento, e lasciando in ogni caso fuori le qualità politiche del Segretario e di chi, sul fronte opposto, ha avviato la contestazione. .

    Non credo, innanzitutto, che le diatribe interne ad un partito possano farlo particolarmente “sfigurare” agli occhi degli elettori, vuoi perché la nostra intera società sembra diventata piuttosto conflittuale, e di conseguenza ne risentono, bene o male, tutte le sue espressioni, senza che ormai ci si faccia gran caso, vuoi perché l’intero panorama politico, anche fuori dai nostri confini, appare un po’ in subbuglio, probabilmente per il fatto che ci si trova davanti a scelte non facili, le quali creano divisioni e spaccature anche nelle fila del medesimo partito.

    Da quanto posso capirne, mi pare invece che vi sia una quota di elettorato – tra cui iscritti o simpatizzanti del vecchio PSI – che in questi anni è rimasta “alla finestra”, o ha orientato diversamente il proprio voto, ma facendolo senza troppa convinzione, la quale guarda piuttosto alle azioni politiche che sviluppano, o mettono in campo, o si propongono di farlo, le formazioni socialiste nate dalla “diaspora”, indipendentemente dai loro contrasti interni, i quali peraltro possono sorgere proprio riguardo al “da farsi”, cioè alla linea da tenere.

    Quanto alla “indignazione” è certamente un sentimento legittimo, ma mi sembra più adatto e consono alla sfera privata, dove l’indignarsi può essere il terminale dei nostri comportamenti, vedi ad esempio la conclusione di un rapporto, o di quanto ci lega ad altri, mentre in politica vige la regola del confronto-scontro, anche duro, che non è però mai fine a se stesso, ma prelude a qualcosa d’altro, ossia il prevalere dell’una o altra posizione, o una mediazione, ed è appunto in questo modo che nascono, si selezionano, e si perfezionano, le azioni politiche (e credo lo avvertano anche gli elettori).

    P.B. 02.10.2016

  7. Chi non fa vita di partito ha una oggettiva difficoltà a comprendere la vera natura del “contenzioso”, e il pronunciarsi al riguardo può dunque configurarsi come un’inopportuna ingerenza, ma mi permetto nondimeno di esprimere un’opinione in ordine ad aspetti che definirei paralleli all’argomento, e lasciando in ogni caso fuori le qualità politiche del Segretario e di chi, sul fronte opposto, ha avviato la contestazione. .

    Non credo, innanzitutto, che le diatribe interne ad un partito possano farlo particolarmente “sfigurare” agli occhi degli elettori, vuoi perché la nostra intera società sembra diventata piuttosto conflittuale, e di conseguenza ne risentono, bene o male, tutte le sue espressioni, senza che ormai ci si faccia gran caso, vuoi perché l’intero panorama politico, anche fuori dai nostri confini, appare un po’ in subbuglio, probabilmente per il fatto che ci si trova davanti a scelte non facili, le quali creano divisioni e spaccature anche nelle fila del medesimo partito.

    Da quanto posso capirne, mi pare invece che vi sia una quota di elettorato – tra cui iscritti o simpatizzanti del vecchio PSI – che in questi anni è rimasta “alla finestra”, o ha orientato diversamente il proprio voto, ma facendolo senza troppa convinzione, la quale guarda piuttosto alle azioni politiche che sviluppano, o mettono in campo, o si propongono di farlo, le formazioni socialiste nate dalla “diaspora”, indipendentemente dai loro contrasti interni, i quali peraltro possono sorgere proprio riguardo al “da farsi”, cioè alla linea da tenere.

    Quanto alla “indignazione” è certamente un sentimento legittimo, ma mi sembra più adatto e consono alla sfera privata, dove l’indignarsi può essere il terminale dei nostri comportamenti, vedi ad esempio la conclusione di un rapporto, o di quanto ci lega ad altri, mentre in politica vige la regola del confronto-scontro, anche duro, che non è però mai fine a se stesso, ma prelude a qualcosa d’altro, ossia il prevalere dell’una o altra posizione, o una mediazione, ed è appunto in questo modo che nascono, si selezionano, e si perfezionano, le azioni politiche (e credo lo avvertano anche gli elettori).

    Paolo B. 02.10.2016

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