sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. Nuovo modulo domanda per il SIA
e novità sull’Amianto
Pubblicato il 05-09-2016


Sostegno all’inclusione attiva (Sia)

SOSTITUZIONE NUOVO MODULO DI DOMANDA

Con riferimento al  proprio messaggio interno n.3275 del 2 agosto scorso, con il quale sono stati resi disponibili il modulo di domanda ed il tracciato informatico per l’invio delle domande Sia da parte dei Comuni, l’Istituto informa che, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha provveduto ad apportare alcune opportune integrazioni al modulo citato. In particolare, il Quadro H “Condizioni necessarie per godere del beneficio” è stato integrato con la presa d’atto, da parte del richiedente il beneficio, della necessità di:

presentare nuova dichiarazione Isee, entro il termine di due mesi, in caso di nascita o decesso di un componente, da parte del richiedente medesimo;

inviare il reddito annuo previsto, entro il termine di trenta giorni, nell’ipotesi di variazione della situazione lavorativa, da parte del componente il nucleo familiare di cui sia variata la condizione lavorativa.

Il nuovo modulo di domanda, con le integrazioni apportate, è stato allegato al predetto messaggio e sostituisce quello precedentemente inviato. E’ stato, inoltre, predisposto – prosegue l’Istituto – un flusso di lavoro in grado di gestire i possibili ritorni da parte dell’utenza e le richieste di chiarimento da parte di cittadini e Comuni, con particolare riferimento ai soggetti ai quali verrà comunicata la reiezione della domanda. La gestione delle richieste di chiarimenti da parte dei cittadini e Comuni, in merito alle verifiche già effettuate, è a carico delle Strutture territoriali Inps così come indicato nell’allegato A – Flusso Sia rigetto domanda, dal momento che il Sia viene esteso a tutti i Comuni d’Italia. L’utente – informa ancora l’Ente di previdenza – che riceverà una reiezione della domanda per mancato possesso dei requisiti richiesti, potrà recarsi direttamente presso il proprio Comune (quello a cui ha presentato l’istanza e dal quale ha ricevuto la comunicazione di rigetto/accoglimento) per chiedere informazioni e inoltrare, eventualmente se del caso, una richiesta di riesame. Nell’ipotesi in cui l’utente decida, invece, di rivolgersi direttamente all’Inps, potrà rivolgersi al Contact Center Multicanale (Ccm) o, in alternativa, potrà utilizzare il servizio Web “Inps Risponde” disponibile sul sito www.inps.it.

 

Inps

AMIANTO: ULTIME NOVITA’

Via libera ai benefici pensionistici anche ai non iscritti all’Inps. Se serve loro a perfezionare i requisiti per la pensione d’anzianità in uno degli anni 2017 e 2018, i lavoratori possono incrementare fino a cinque anni i contributi relativi ai periodi di lavoro nel corso dei quali siano risultati esposti all’amianto. A precisarlo è lo stesso Ente di previdenza nella circolare n. 154/2016. Il beneficio fa parte del pacchetto d’interventi disposto a favore dei lavoratori (ex) esposti all’amianto, previsto dai commi 274-279 dell’unico articolo della legge n. 208/2015 (legge Stabilità 2016). Interessa, espressamente, gli ex lavoratori occupati presso imprese che hanno espletato attività di scoibentazione e bonifica, e che siano affetti da patologia asbesto-correlata derivante proprio dall’esposizione all’amianto. L’agevolazione consiste nel riconoscimento di una maggiorazione ai fini contributivi del periodo d’esposizione all’amianto durante l’attività lavorativa, fino a un massimo di cinque anni. In particolare, il beneficio deriva dall’applicazione del coefficiente 1,5 ai contributi maturati in tutto il lasso di lavoro con esposizione all’amianto; l’anzianità contributiva che ne deriva (in misura maggiorata), è valida sia ai fini del diritto sia della misura della pensione. Finora tale possibilità stata una prerogativa dei lavoratori iscritti all’Istituto nazionale della previdenza sociale. L’art. 1, comma 275,della legge n. 208/2015 (Stabilità 2016) l’ha esteso ai lavoratori transitati in fondi diversi dall’Inps. I destinatari della misura, spiega la circolare dell’Inps, sono i lavoratori che:

in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro sono transitati in fondi obbligatori gestiti, prima del 1° gennaio 2012, da enti diversi dall’Istituto, siano forme esclusive, esonerative o sostitutive dell’Ago (assicurazione generale obbligatoria dell’Inps);

possono far valere nell’Ago per Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) e in altre forme non meno di 30 anni (1.560 settimane) di anzianità assicurativa e di contribuzione utile ai fini del diritto alla pensione di anzianità;

risultino in possesso dei requisiti anagrafici e di contribuzione che, con l’applicazione della maggiorazione, in base ai requisiti di accesso (comprese le “finestre”) vigenti prima della riforma Fornero, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione di anzianità negli anni 2017 e 2018;

non hanno soddisfatto le condizioni prescritte per far scattare il diritto alla decorrenza della pensione negli anni 2015 e 2016.

Assegno verso la pensione

Con messaggio n. 3329/2016, inoltre, l’Ente assicuratore fornisce una precisazione in merito al beneficio cosiddetto dell’assegno di accompagnamento alla pensione, sempre destinato a quanti hanno avuto esposizione all’amianto. Anche tale misura premiale, come l’altra, fa parte del pacchetto d’interventi a favore dei lavoratori (ex) esposti all’amianto previsto dai commi 274-279 dell’unico articolo della legge n. 208/2015 (legge di Stabilità 2016). Consiste in un assegno di accompagnamento (cioè un’indennità numeraria) corrisposto fino alla quiescenza che avvenga entro l’anno 2018. Normato dal dm 29 aprile 2016 l’agevolazione ha quali destinatari i lavoratori che non svolgono attività lavorativa alla data di presentazione della domanda; che perfezionano i requisiti utili alla decorrenza della pensione di anzianità negli anni 2016, 2017 e 2018. La domanda si poteva inoltrare entro il 30 giugno, per ottenere un sussidio pari all’assegno sociale. Nel messaggio l’Inps chiarisce che lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, esercitata dopo la data di trasmissione dell’istanza, comporta l’incompatibilità di accesso al beneficio ovvero la decadenza a partire dall’inizio dell’espletamento dell’attività lavorativa, nonché l’impossibilità di avere nuovamente accesso all’agevolazione al termine dello svolgimento dell’attività lavorativa, con il recupero di eventuali somme indebitamente corrisposte. Il sussidio, spiega infine l’Inps, spetta per dodici mensilità, a prescindere dalla situazione reddituale personale e familiare del richiedente, non è reversibile e non è utile ai fini del calcolo della pensione.

 

Imprese

PER IL 66% DELLE DONNE MANAGER LE QUOTE ROSA SERVONO

Sono ben oltre la maggioranza le donne-manager di tutto il mondo che si dicono convinte dell’importanza di avere le quote rosa come metodo efficace per inserire le donne nei contesti aziendali di leadership. A rilevarlo è un’analisi internazionale condotta dal 2009 al 2015 da Women’s International Networking (Win), rielaborata dall’Adnkronos. Secondo la ricerca di Win, infatti, ben il 66% delle donne-manager di tutto il mondo è favorevole all’introduzione delle quote rosa, una scelta ancora ritenuta importante. Riguardo gli ostacoli alla carriera, il 61% delle donne-manager intervistate evidenzia la mancanza di opportunità, mentre appena il 19% sottolinea il poco tempo a disposizione, due fattori ritenuti comunque ancora i principali ostacoli allo sviluppo della carriera delle donne-manager. “Non bisogna cambiare le donne ma creare il giusto ambiente di lavoro in cui possano esprimere il proprio potenziale” ha affermato Kristin Engvig, imprenditrice, fondatrice e Ceo di Win.”Se accogliamo la diversità di genere e le diversità più in generale, nuove idee e creatività arriveranno di conseguenza” ha osservato. “Promuovo la diversità perché penso che possa portare prospettive più interessanti nella vita e nel lavoro. La diversità comunque è già una realtà” ha sottolineato il Ceo dell’organizzazione nata nel 1997 per promuovere la leadership femminile e le pari opportunità nei luoghi di lavoro. Ma cosa scelgono le donne lavoratrici? Stando all’analisi di Win, dal 2009 al 2015 sono aumentate sensibilmente (dal 17% al 31%) le donne che vorrebbero togliere tempo al lavoro per dedicarlo più a se stesse che alla famiglia, anche se per la maggior parte delle donne (50%) l’equilibrio ideale desiderato è dividere equamente il tempo tra famiglia, lavoro e se stesse. Eppure, evidenzia la ricerca, la realtà è ancora lontana dal desiderio anche se un 10% delle donne-manager ha modificato un bilancio esistenziale prevalente, in cui il lavoro prende il 60% del tempo lasciando il 40% equamente diviso tra famiglia e se stesse, mentre negli ultimi 7 anni è aumentata consistentemente (+16%) la consapevolezza delle donne-manager di essere adeguatamente valorizzate in azienda. Intanto Win continua a spingere sulla leadership rosa nel mondo del lavoro, tema che verrà ripreso alla Win Conference di Roma, l’evento europeo dedicato alla leadership femminile, che torna nella Capitale dal 28 al 30 settembre. Al Forum sono attesi 900 partecipanti per una tre giorni dedicata alle best practice aziendali su conciliazione, pari opportunità e mentoring. E proprio sul mentoring l’analisi di Win rileva che sta crescendo il numero delle donne-manager che ritengono una priorità poter avere un mentor in azienda: a dichiararlo è ben l’86% contro il 79% del 2009. Molto forte, inoltre, la solidarietà fra donne in azienda: ben il 90% ci crede e offre supporto alle colleghe, un dato in crescita rispetto all’89% registrato nel 2009. Inoltre le donne-manager dimostrano molta fiducia nell’utilizzo dei social media per affrontare e superare le difficoltà delle donne sul lavoro. Tanto che a credere nel ‘potere’ dei social è l83% delle manager, contro il 17% registrato nel 2009. E tutti questi saranno i temi al centro della conferenza romana di Win dedicata alla leadership e al networking femminile, la più grande d’Europa e che si svolgerà all’Ergife Palace Hotel.Al forum parteciperanno manager e top manager di aziende multinazionali, rappresentanti della politica, delle istituzioni, del mondo universitario e delle Ong che, sottolinea Win, “stanno contribuendo a cambiare il modo, lasciando più spazio alle donne, alle loro idee e creatività e che plasmano così il dibattito sulla ‘diversity’, l’inclusione cioè delle donne e delle minoranze nelle aziende, e sull’uguaglianza di genere.

Carlo Pareto

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