martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Crisi di crescita. Domanda fiacca e produzione in calo
Pubblicato il 05-09-2016


PIL-IstatArriva uno stop alla fase del Pil con il segno più. L’economia italiana, infatti, ha interrotto la fase di crescita: la domanda interna è fiacca e la produzione industriale in calo. Sono le conclusioni che arrivano dalle ultime rivelazioni dell’Istat che ha aggiunto che questa debolezza proseguirà nei prossimi mesi e che anche la dinamica del mercato del lavoro ha registrato una “battuta d’arresto” a luglio. Riguardo all’inflazione inoltre “non si ipotizzano recuperi significativi della dinamica dei prezzi”.

“L’economia italiana ha interrotto la fase di crescita, condizionata dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell’offerta dalla caduta produttiva del settore industriale”, si legge nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. “L’indicatore anticipatore dell’economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell’economia italiana”.

Dopo la crescita registrata nei trimestri precedenti, nel secondo trimestre il prodotto interno lordo, sottolinea l’Istat, “ha subito una battuta d’arresto, segnando una variazione nulla su base congiunturale. La variazione rispetto al secondo trimestre 2015 e’ stata pari allo 0,8%, in calo rispetto all’1% registrato nel primo trimestre”.

Alla variazione congiunturale del Pil, spiega l’istituto di statistica, “ha contribuito positivamente la domanda estera netta (+0,2 punti percentuali): le importazioni sono aumentate dell’1,5% e le esportazioni dell’1,9%. L’apporto degli investimenti e dei consumi finali nazionali e’ stato nullo.
La dinamica della domanda interna e’ stata caratterizzata dalla sostanziale stabilita’ dei consumi finali nazionali, sintesi di una crescita dello 0,1% dei consumi delle famiglie e di una flessione dello 0,3% della spesa della Pa, e dalla contrazione congiunturale degli investimenti fissi lordi (-0,3%), determinata principalmente dalla diminuzione della spesa per macchinari, attrezzature e altri prodotti (-0,8%). Gli investimenti in costruzioni hanno registrato una variazione nulla mentre la componente dei mezzi di trasporto ha segnato una variazione positiva (+1,4%)”.

L’industria in senso stretto, prosegue la nota, “ha mostrato segnali di debolezza registrando una riduzione significativa del valore aggiunto (-0,8% rispetto al primo trimestre). Le attese per il prossimi mesi permangono deboli.

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