giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

E’ MOZIONE
Pubblicato il 21-09-2016


alfano-e-boschi

L’Aula di Montecitorio ha approvato la mozione della maggioranza con cui la Camera si impegna ad avviare una discussione sull’Italicum. Respinte mozioni di Sinistra Italiana, M5s e centrodestra.  La mozione di Si ha avuto 207 voti contrari, 101 favorevoli e 72 astenuti. Il documento dei pentastellati ha avuto 314 voti contrari e 74 favorevoli. Infine quella del centrodestra è stata respinta da 315 voti, ha avuto 43 voti a favore mentre 124 si sono astenuti.
Il documento presentato da Pd e firmato anche da Ap e componenti del gruppo Misto, ha ottenuto 293 sì e 157 no. La maggioranza è pronta a discutere eventuali proposte di modifica all’Italicum “nelle sedi competenti”. Nella mozione si dà dunque la disponibilità ad aprire “una discussione al fine di consentire ai diversi gruppi parlamentari di esplicitare le proprie eventuali proposte di modifica della legge elettorale attualmente vigente e valutare la possibile convergenza sulle suddette proposte”.

Tra le mozioni poste al voto ci sono, oltre a quella della maggioranza e quella di Sinistra Italiana, la prima ad essere stata presentata, anche quelladi FI-Lega-FdI. Maria Elena Boschi, ministro per le riforme,  ha espresso parere contrario su tutte le mozioni all’infuori di quella di maggioranza. La minoranza del Pd ha fatto sapere che non voterà a favoredella mozione di maggioranza.

La mozione di maggioranza
La maggioranza, come si legge nella mozione, valuterà le possibili “convergenze” ma non indica, come invece era stato chiesto da alcuni, anche della minoranza dem, un modello che rappresenti la base del dibattito. Lo stesso premier Matteo Renzi ieri, da New York, aveva auspicato che, dopo la posizione dei Cinquestelle, venissero messe sul tavolo anche quelle di “Berlusconi e Salvini”. Nel documento di maggioranza si ricorda che l’Italicum è entrato in vigore l’11 luglio di quest’anno ed “è attualmente in corso un ampio dibattito politico su possibili e articolate ipotesi di riforma”.

La firma di Ap
Insomma alla fine Pd e Ap hanno trovato una intesa sulla mozione. Una mozione che però non entra nei dettagli dei cambi sul sistema di voto e quindi lascia liberi “i diversi gruppi parlamentari di esplicitare le proprie eventuali proposte di modifica della legge elettorale attualmente vigente e valutare la possibile convergenza sulle suddette proposte”. “Con la firma della mozione di maggioranza  – ha detto il capogruppo di Ap Maurizio Lupi – si riporta finalmente il dibattito nel luogo deputato a discutere delle modifiche all’Italicum, cioè il Parlamento. La strada che noi di Area popolare abbiamo individuato, annunciando la presentazione di una mozione, ha portato infatti alla stesura di un testo comune delle forze di maggioranza che ha come conseguenza la calendarizzazione in Aula”. “In modo da dare attuazione procedurale alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio nonché segretario del Pd che più volte si è detto disponibile a modifiche dell’Italicum e a rimettersi alla volontà del Parlamento. Adesso, aspettiamo di vedere le proposte di ogni schieramento, noi di Area Popolare abbiamo la nostra che articoleremo durante la discussione oggi in Aula”.

Le richieste dei socialisti
I socialisti hanno presentato in Aula le proprie richieste per una revisione dell’Italicum. Le ha avanzate da Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera, nel corso  della dichiarazione di voto sulle mozioni per la riforma della legge elettorale. Queste riguardano l’introduzione del premio di coalizione, la verifica dell’opportunità del  ballottaggio, l’aumento della vicinanza tra elettori e eletti, l’introduzione di un certificato antimafia per le liste. “Insistiamo – ha sottolineato Pia Locatelli – sulla proposta per il premio alla coalizione: i partiti, in particolare quelli che hanno fatto la storia del nostro Paese, non si aboliscono per legge, al massimo li aboliscono gli elettori e le elettrici con il loro voto”.  “Per quanto riguarda il ballottaggio – ha aggiunto – riteniamo che il tema debba essere ‘verificato’ perché è cambiata la situazione nel paese: un sistema tripolare è molto diverso da un sistema politico dove si confrontano due blocchi contrapposti. Va garantita la stabilità dei governi ma non può essere gettata in un cestino la rappresentanza. Va considerata, inoltre, l’esigenza di avvicinare di più eletti ed elette con il corpo elettorale, siamo pronti a dare il nostro contributo per trovare i modi per favorire una ulteriore vicinanza. Infine evidenziamo ancora una volta  che il testo attuale non affronta il tema della disciplina del conflitto di interessi e l’introduzione di un certificato antimafia per le liste, un filtro preventivo alle candidature per togliere alibi ai partiti che a volte fingono di non sapere”.

Le reazioni della minoranza
Le prime reazioni che arrivano dalla minoranza del Pd alla mozione sono tutt’altro che positive. Miguel Gotor definisce la mozione una “divertente presa in giro. Credo che tutta l’Europa ce la invidierà presto”. Molto duro l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani: “La mozione della maggioranza dà l’idea che non si voglia far nulla”. “Il governo prenda una un’iniziativa – ha aggiunto – come fece con l’Italicum”. E su Renzi aggiunge:  “Prima diceva che l’Italicum era una legge perfetta, ora che si può migliorare. Si decida, ammetta che ha fatto un errore, si apra un confronto vero”. E attacca: “A tutto c’è un limite, voglio ricordare che le volpi finiscono in pellicceria…”

La minoranza Pd non parteciperà al voto sulle mozioni, lo ha detto Roberto Speranza, nonostante con la mozione finalmente si riconosce “la non intangibilità dell’Italicum”. Una mozione che per Speranza non serve però a “fare concreti passi avanti. Il massimo che posso fare per dignità è non votare contro una mozione che ritengo debolissima”.

Da Rosato un appello all’unità del Pd
Il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato ha invece definito la mozione “concreta che apre un percorso” per migliorare l’Italicum. E lancio un appello all’unità del partito: “Ci sono molte proposte e le condizioni perché il Parlamento assuma un’iniziativa al di là dei tatticismi dei partiti. Se il Pd è unito il lavoro sarà più facile e vi chiedo fiducia reciproca ad un percorso vero”. E ancora: “Il Pd lavori con coesione separando i destini del referendum dalla legge elettorale. Io penso che l’Italicum vada bene ma se c’è una legge che può tenere più unito il mio partito facciamo uno sforzo”. Il no della minoranza lascia perplesso il presidente del Pd Orfini: “È curioso che la minoranza non voti la mozione, mi sembra una decisione incomprensibile”. E a Bersani che ha detto che la mozione è “polenta” perché non entra nel merito, Orfini replica che “non ci può essere un giudizio sull’Italicum, non si può entrare nel merito perché non siamo d’accordo”. “Se vogliamo cambiare l’Italicum – ha concluso – smettiamo di giocare con le dichiarazioni e lavoriamo sul merito”.

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