sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istigazione al suicidio
Oggi #JeSuisTiziana
Pubblicato il 14-09-2016


web-tastieraTiziana, una bella ragazza napoletana di trentuno anni, è divenuta famosa sul web – e non solo – poichè venne diffuso un video hot nel quale pronunciava le parole: “Stai facendo il video? Bravo”. Della trentunenne non si conosceva soltanto la voce, ma anche il volto, il nome ed il cognome. Il tutto senza consenso: Tiziana era finita in rete a sua insaputa ed il filmino era divenuto virale, al punto che vennero realizzate – e destinate alla vendita – cover per smartphone, magliette ed altri gadget con la frase da lei pronunciata. Non solo, quelle parole vennero addirittura utilizzate da alcuni negozianti per realizzare uno slogan pubblicitario durante i saldi nella città di Salerno. Dai Vip, che non hanno risparmiato le citazioni, al commerciante sotto casa, tutti erano venuti a conoscenza del video, tanto che la vita di Tiziana era divenuta impossibile. La ragazza si era infatti rifugiata in Toscana insieme alla madre e desiderava cambiare identità per potersi costruire un futuro.

La trentunenne aveva fatto causa a diversi siti web, tra cui Facebook, per ottenere la rimozione del video divenuto virale. Se, da un lato, la sentenza ha riconosciuto il sacrosanto diritto all’oblio, dall’altro l’aveva condannata al pagamento di alcune spese legali per i siti che erano stati riconosciuti non colpevoli, per un totale di 20.000 Euro. Era però stato chiaramente sancito che Tiziana aveva diritto ad ottenere l’immediata rimozione del video, ma la sentenza è arrivata troppo tardi: soltanto pochi giorni fa. Ormai tutta Italia conosceva la ragazza per quel filmato e gli sfottò, le citazioni ed i “meme” erano già stati ampiamente diffusi.

Tiziana è stata ritrovata senza vita Martedì 13 settembre. La ragazza si è suicidata, la vergogna era troppa. All’indomani del gesto, la Procura indaga per istigazione al suicidio. Si tratta, però, di una istigazione collettiva, poichè a parte le responsabilità oggettive di coloro che hanno diffuso il video, in pratica tutto il Paese ha preso in giro Tiziana. Basti pensare alla realizzazione del “merchandising” per capire fino a che punto questa ragazza possa essersi sentita giudicata e rifiutata dalla società. Questo caso è emblematico per quanto rispecchi la superficialità del Paese: quando si parla di bullismo e di cyberbullismo, infatti, la persona è vittimizzata da un gruppo circoscritto e, tendenzialmente, riesce a trovare appoggio in altri gruppi sociali. La trentunenne, però, non è stata attaccata da un gruppo di persone, bensì da quasi tutta Italia.

Anche se ci sono persone che nulla c’entrano con quanto le è accaduto, la percezione che può aver avuto Tiziana è di aver avuto il mondo contro di sè. Per cosa poi? La ragazza non aveva fatto nulla di male e, qualora venisse confermato il fatto che il video venne girato durante un tradimento sentimentale, questo non costituisce di certo un reato. La giovane ha avuto una sola colpa: lasciarsi andare durante un momento di leggerezza senza pensare alle conseguenze che quel video avrebbe potuto portare. Tiziana, in quegli istanti, non aveva riflettuto su un’eventuale diffusione pubblica. Non avrebbe immaginato si sarebbe verificato, ai suoi danni, il grave reato di violazione della privacy.

La realtà dei fatti è che ogni donna avrebbe potuto trovarsi al posto di Tiziana. Ognuna avrebbe potuto fidarsi delle persone sbagliate e sottovalutare l’ignoranza altrui. Perchè è di ignoranza che si parla quando si diffonde un video del genere senza consenso, dato che manca la conoscenza del dolore che una persona può provare, quasi come se si trattasse di un deficit di empatia. E’ un ulteriore sintomo di ignoranza collettiva ridere di una vittima e sfruttare il fatto a proprio vantaggio per realizzare sfottò di ogni tipo o vendere gadget.

Contro l’ignoranza e la superficialità che hanno ucciso Tiziana, contro un Paese che non è in grado di rispondere ad emergenze come queste applicando in tempi celeri i provvedimenti necessari a rispettare il diritto all’oblio, contro la violenza psicologica, contro un’Italia che istiga le vittime al suicidio, oggi scrivo: #JeSuisTiziana .

Alessia Malachiti

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