giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma. La Raggi va avanti, senza il minidirettorio
Pubblicato il 08-09-2016


virginia-raggiVirginia Raggi perde un altro pezzo della sua giunta. E il mosaico si complica. Il neo-assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis, si vede costretto a rinunciare all’incarico. Lo annuncia lo stesso sindaco:  “In queste ore – scrive la Raggi su Facebook – ho appreso che l’ex magistrato e già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio in base ai requisiti previsti da M5s non può più assumere l’incarico di assessore al bilancio della giunta capitolina, per tanto di comune accordo abbiamo deciso di non proseguire con l’assegnazione dell’incarico”. E sono due gli assessori al bilancio che lasciano la propria sedia. Intanto il Movimento ha deciso che il minidirettorio non serve più, che il sindaco non ha più bisogno della balia e può camminare da solo. Dopo il caos al Campidoglio dei giorni scorsi, infatti il minidirettorio nato per coadiuvare Virginia Raggi nella sua esperienza di sindaco di Roma si è dimesso. Lo annunciano sul blog gli stessi  componenti Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli. Perché, affermano, “oggi quella macchina amministrativa è partita ed è giusto che ora proceda spedita. Per questo, con lo stesso senso di responsabilità di allora, riteniamo che oggi il nostro compito non sia più necessario”.

“Come portavoce e attivisti del Movimento 5 stelle – spiegano sul blog i 5 Stelle Taverna, Castaldo e Perilli – abbiamo accettato con senso di responsabilità ed entusiasmo il compito di supportare Virginia Raggi per coadiuvarla nelle scelte giuridicamente più complesse e delicate che il sindaco di una città come Roma si trova ad affrontare nei primi mesi del suo mandato. Sono stati mesi intensi e difficili: mesi nei quali il nostro apporto è stato di primaria importanza, in particolare, per l’individuazione della Giunta e per avviare la complessa macchina amministrativa. Mesi in cui non sono mancati neanche i dibattiti interni – ammettono – e le divergenze di opinione – come è giusto che sia in un movimento che ha fatto dell’orizzontalità e della democrazia diretta i suoi obiettivi e valori – ma sempre animate da uno spirito franco e costruttivo: non abbiamo mai omesso di esprimere con zelo e meticolosità il nostro punto di vista”.

Si tratta di un tentativo in extremis di lasciare la sindaca Raggi libera delle proprie scelte, (e forse per  prenderne le distanze?) svincolandole dalle influenze di partito e sottraendola dal fuoco incrociato delle critiche.

“Si poteva sperare che – ha detto il consigliere regionale del Psi Daniele Fichera –  a fronte del consenso ricevuto, la Giunta 5 Stelle di Roma avesse la forza di proporre un progetto alla città, magari non condivisibile ma comunque chiaro e democraticamente verificabile. Invece nulla di tutto questo, non una proposta né un’idea né un impegno. Ciò che è emerso in poche settimane è solamente un guazzabuglio di conflitti tra mal celati interessi e fin troppo evidenti ambizioni. Quanto di più lontano si possa immaginare dai principi di trasparenza e responsabilità che una forza nata per contrapporsi alle degenerazioni della politica dovrebbe sostenere”.

Marilena Selva

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