mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lavoro, meno giovani a casa
Pubblicato il 12-09-2016


Disoccupazione-giovaniMeno giovani a casa e numeri un pochino migliori dal fronte della disoccupazione. E Matteo Renzi esulta su Twitter. I dati dicono in sostanza che diminuiscono i giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training). E secono l’Istat nel secondo trimestre del 2016 la maggiore partecipazione dei giovani al mercato del lavoro è testimoniata proprio da questa diminuzione tendenziale. L’incidenza dei Neet, cresciuta dall’inizio della crisi fino al 2013 (dal 17,7% del secondo trimestre 2008 al 25% del secondo 2013), è rimasta stabile tra il 2014 e il 2015, per poi scendere al 22,3% nel secondo trimestre 2016.

Complessivamente, nel secondo trimestre 2016 i giovani Neet sono 2 milioni 35 mila (-252 mila in un anno): 892 mila disoccupati (il 43,8% del totale), 622 mila forze di lavoro potenziali (il 30,6%), e 521 mila (il 25,6%) inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (in più della metà dei casi mamme con figli piccoli). Nel dettaglio, l’incidenza dei Neet è maggiore tra le donne (24,4% contro 20,3% gli uomini), è doppia nel Mezzogiorno in confronto al Nord (31,5% e 15,3%, rispettivamente), è minima tra i 15-19enni (8%) – in gran parte ancora studenti – fino ad arrivare al 31,0% tra i 25-29enni. La disoccupazione nel suo complesso, dopo la stabilità nei due trimestri precedenti, secondo l’Istat diminuisce in misura lieve (-0,1 punti) rispetto al trimestre precedente, attestandosi all’11,5 per cento. “Dati ufficiali Istat di oggi. Nel II trimestre 2016 più 189mila posti di lavoro. Da inizio nostro governo: più 585mila. Il Jobs act funziona”. E’ il tweet con cui il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, saluta i dati Istat sul lavoro, appena resi pubblici.

Un altro dato arriva dall’Ocse secondo cui Italia e Spagna sono i paesi dell’Eurozona in cui il tasso di disoccupazione è calato maggiormente a luglio. L’Ocse aggiunge che in Italia il tasso è sceso di 0,2 punti percentuali all’11,4% e in Spagna di 0,3 punti percentuali al 19,6%. Al contrario, aggiunge l’organizzazione parigina, la disoccupazione è aumentata in Francia di 0,2 punti percentuali al 10,3%. Nel complesso, aggiunge l’Ocse, la disoccupazione nell’area euro è rimasta stabile a luglio al 10,1%.

Grillo invece parla di una Italia che non viene raccontata e attacca direttamente, oltre al governo, media e giornalisti. “Stagnazione, disoccupazione, sfiducia. I media dovrebbero mettere il Bomba davanti ai suoi continui fallimenti, ma preferiscono tacere”. Così il blog di Beppe Grillo in un post del Movimento 5 Stelle che afferma: “Tv e quotidiani sono diventati mezzi di distrazione di massa o forse i giornalisti sono una massa di distratti che non si accorgono di quello che sta succedendo nel Paese”. Per questo il blog propone: “Aiutiamoli e togliamogli questo alibi. Segnaliamo ai giornalisti i fatti drammatici che solo loro non vedono”.

Edoardo Gianelli

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