giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Le giravolte di Gandolfini
Pubblicato il 05-09-2016


Ad alcuni di noi tocca scoprire solo ora che il promotore del Family day Massimo Gandolfini – col suo seguito di tradizionalismo e omofobia – era in gioventù un militante di “Cristiani per il Socialismo” e nel 1974 aveva votato al referendum sul divorzio per il NO all’abrogazione, contro le indicazioni delle autorità ecclesiastiche. In sovrappiù allora “votava per il Psi”, scrive il Corriere della Sera del 1° settembre 2016; qui va aggiunta una precisazione che ricaviamo dal testo più completo della presentazione del suo libro “L’Italia del Family day” apparso sempre il 1° settembre 2016 su altro giornale del gruppo Espresso: “Votava per il Psi prima che il segretario Francesco De Martino fosse scalzato da Bettino Craxi”.

Pare proprio un purissimo di cuore il signor Gandolfini, il quale non è sfiorato dal pensiero che le sue attuali posizioni faranno rivoltare nella tomba proprio De Martino e tanti altri compagni. Si sarà domandato se la sua parabola da giovane laico di sinistra ad incallito tradizionalista pronto a buttarsi in politica catto-integralista se il Papa glielo chiedesse, sia un capolavoro di fermezza morale e coerenza?

Mi chiedo spesso perché tanti voltagabbana di questi anni siano passati proprio da noi del Psi, il partito fondatore del centro-sinistra storico. E mi rispondo così, anche se la risposta non mi tranquillizza: “Il Psi era uno dei partiti più liberi, più accoglienti, più tolleranti; non poteva che finire così”.
Nicola Zoller
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