sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Legge di Stabilità: equa e innovativa
Pubblicato il 15-09-2016


nannicinilocatelliUn dibattito sulla legge di stabilità con Marco Gay, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria; Tommaso Nannicini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Ettore Rosato, Capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati e Pia Locatelli, Capogruppo del Partito Socialista Italiano alla Camera dei Deputati. Moderati da Roberto Petrini, Giornalista de La Repubblica.

Marco Gay: “Il presidente di Confindustria Boccia fa ill$$ tifo per le stime fatte dal governo. Saremmo contenti se fossero quelli i numeri. Comunque qualche anno fa guardavamo al futuro con il segno meno, ora abbiamo un più. Certo il più deve essere più sostanzioso e va rafforzato. Occorre guardare con più insistenza alle politiche di bilancio che ci permettano di crescere di più con una logica basata sull’offerta per dare forza e concretezza a un volano economico. Queste considerazioni sono sul tavolo, bisogna avere la volontà di realizzarle. La coperta è corta e quindi bisogna essere selettivi, e da lì partire e continuare. Per noi è essenziale avere una visione a medio e lungo periodo perchè solo su periodo più lunghi le aziende possono fare piani seri di investimento. Inoltre bisogna fare investimenti per ricerca e sviluppo. Occorre una legge che vada a creare dei driver che ci consentano di investire di più, come la detassazione sui premi di produzione. Oppure l’abbattimento del cuneo fiscale, che è un punto essenziale”.

Ettore Rosato: “La lista della spesa è lunga. Bisogna definire delle priorità. Le questioni che ispirano la legge di bilancio vanno nella direzione di creare  un provvedimento composto da poche voci e non da lunghissimi atti con centinaia di commi. Una legge che poi sia poco emendata. Le questioni principali vanno inserite nella legge di stabilità, le altre cose in altri provvedimenti. Renzi ha detto che le cose relizzate grazie ai superammortamenti sono state efficaci. Poi ci sono gli interventi sociali su cui dobbiamo offrire più ipotesi e mettere in campo altri strumenti. Eè indispensabile proseguire con il patto contro la povertà dove lo scorso anno abbiamo messo già un miliardo. Ma vanno messe risorse aggiuntive.  Poi c’è il capitolo della pubblica amministrazione, con gli investimenti sui contratti. Abbiamo fatto riforme serie che intervengono nel cuore dello stato. Anche la politica degli investimenti deve essere produttiva. Ma servono le risorse, che possono arrivare dalla negoziazione con l’Unione europa. E anche dal recupero dell’evasione fiscale. Questo dato è così grande che contene la risoluzione di molti problemi. Come contrastare questo è un altro degli argomenti su cui si deve discutere e trovare una risposta per aggredire il tema dell’economia sommersa. Altro punto è il rapporto con l’Europa: abbiamo ribadito che servono risposte sugli investimenti aggiuntivi che portano sviluppo e che devono essere tenuti fuori dal patto di stabilità. La Ue deve tendere una mano a chi fa degli sforzi. E noi li abbiano fatti imboccando una strada virtuosa”.

Pia Locatelli: “Noi abbiamo già indicato le nostre priorità. Aumento delle pensini basse, premio per gli studenti bravi e bisognosi e un piano casa di 75mila alloggi popolari. Sono contenta che il governo che noi sosteniamo lealmente si stia confrontando con i sindacati. Pensioni: bisogna intervenire sui redditi personali. Ci pare che i modelli econometrici del tesoro dicono che è più efficace intervenire dando prevalenza ai redditi, e quindi sulle pensioni minime. C’è una sorta di terrorismo verso i pensionati. Quando uno va in pensione non ha prospettive di miglioramento economico. Per questo bisogna smettere di fare terrorismo. Studenti: vi è imbarazzo per il livello di laureati, bassissimo. Per questo facciamo innovazione con più difficoltà, e questo fa il paio con un Paese, il nostro, agli ultimi posti in classifica per investimeni in ricerca e sviluppo. Terzo: gli alloggi popolari. Riepto la nostra proposta di un piano di edilizia pubblica. Ho un impegno da chiedere al sottosegretario. In tutti paesi si dimostra che ove il tasso di lavoro femminile è più alto ci sono più figli. Ma c’è una misura immediata da intraprendere: quella della condivisione famigliare degli oneri. Da noi c’è l’idea che i figli siano delle madri e non dei padri. Noi chiediamo una proposta per sollecitare il governo a rivedere la norma sul congedo familare e di considerare anche il congedo di paternità.

L’introduzione in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio dal 2014 (art.81) – peraltro molto italianamente e sistematicamente disatteso – ha indubbiamente complicato la vita del Governo a fronte di una crisi che dal 2008 continua a disastrare i conti pubblici di mezzo mondo e non solo i nostri. Di fatto la novità introdotta nel 2012 impone binari precisi alla nostra economia, ovvero rispetto della libertà dei mercati, politiche monetarie unicamente rivolte al controllo dell’inflazione e divieto per lo Stato di qualsivoglia intervento in deficit spending.
Occorre dire onestamente che la misura venne adottata a fronte di una crisi terribile per il collocamento dei nostri titoli di debito, peraltro innescata da una decisione tutta politica della Germania di alleggerirsi dei titoli italiani, così come molte delle altre misure adottate successivamente anche dal Governo Monti. Altrettanto onestamente bisogna anche dire che le politiche keynesiane anticicliche adottate da molti Governi hanno funzionato poco o nulla e anche in Italia si è visto che hanno dato scarsissimi frutti gli interventi sul lato della spesa.
In sostanza la misura risulta inutile, impraticabile o controproducente a seconda delle situazioni e avrebbe avuto un senso e una dimensione nei suoi effetti affatto diversa se fosse stata inserita in un quadro di omogeneizzazione dell’economia europea con l’unificazione del sistema fiscale, con successive cessioni di sovranità, per arrivare realmente a un’Europa federale. Così com’è è soltanto un altro laccio che impedisce o rallenta i movimenti”.

Tommaso Nannicini: “Molti dei temi su cui abbiamo discusso sono al centro della legge di bilancio. Povertà, competitività, investimenti e poi il capitale umano. Queste le tre linee su cui il governo sta lavorando e cercando di dare risposte. Bisogna evitare di accontentarsi di mettere in fila delle bandierine. Uscire dalla logica degli annunci ed entrare in quella dei risultati. Il governo ha fatto interventi all’interno di una visione, ma alcuni pezzetti per completarla ancora mancano. Occorre dare alla politica un orizzonte di stabilità più lungo e dare potere ai cittadini di valutare davvero le politiche del governo. Sono stati fatti interventi congiunturali, per dare forza maggiore a interventi che hanno orizzonti temporali più lunghi. Siamo intervenuti lo scorso anno con gravi fiscali. Dobbiamo essere consapevoli che la leva fiscale non basta. C’è tutta una serie di riforme su cui intervenire. Si è perso troppo tempo nei decenni che ci siamo lasciati alle spalle. Sulla povertà si deve continuare il lavoro iniziato lo scorso anno, intervenendo sulle pensioni: Il governo interviene non perché pensa che non si sia fatto nulla. Ma perchè serve un corretto rapporto tra le generazioni. E’ arrivato  il momento di intervenire con ottica di equità non solo tra le generazioni ma anche nelle generazioni. Servono risposte anche per la flessibilità in uscita distinguendo tra le scelte personali e quelle legate alla perdita del lavoro.

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