mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ORA CAMBIARE L’ITALICUM
Pubblicato il 20-09-2016


Italicum-fiducia-renziSull’Italicum la Corte Costituzionale rinvia senza attendere l’udienza fissata per il 4 ottobre, ma con 15 giorni d’anticipo. La Consulta pronuncia così una parola di chiarezza su una questione che aveva già alimentato, non poco, il dibattito politico e le prese di posizione. Si evita così, nelle intenzioni della Corte, il rischio di una interferenza con il lavoro del legislatore nel momento in cui si apre la discussione di una eventuale modifica della legge elettorale. La decisione di posticipare l’esame a nuova data – molto probabilmente a metà gennaio – è stata assunta dal presidente Paolo Grossi dopo aver sentito il collegio dei giudici. Una decisione che non è dispiaciuta neppure al Quirinale in quanto abbassa le tensioni del dibattito politico e allenta il legame tra legge elettorale e referendum. Insomma ora il Parlamento può discutere più liberamente senza la spada di Damocle della Consulta.

La decisione è legata soprattutto all’esigenza di non interferire con il lavoro del legislatore, in una fase in cui è emersa una volontà politica di mettere mano all’Italicum, dichiarata dallo stesso Renzi, e già sono state presentate mozioni in tal senso in parlamento. Favorevole alla mozione di maggioranza il Segretario del Psi Riccardo Nencini per il quale “sarebbe opportuno che la coalizione di maggioranza presentasse una mozione per modificare l’Italicum”. “È il momento giusto – ha aggiunto Nencini – ora che il dibattito sulla modifica della legge elettorale si è aperto e c’è ampia condivisione”.

I centristi di Area Popolare hanno chiesto al Pd di presentare una mozione di maggioranza per modificare l’Italicum, in particolare il capogruppo Maurizio Lupi ha chiesto al Partito democratico di varare un documento comune da presentare per la discussione di domani alla Camera. La posizione dei centristi è infatti determinate in quanto al Senato costituiscono l’ago della bilancia. Ap chiede una mozione di maggioranza (e in alternativa fa sapere che ne presenterà una propria) per cambiare la legge. “Auspichiamo e lavoriamo fino a quando sarà possibile che si presenti una mozione di maggioranza. E’ una richiesta che facciamo al Pd. Se non sarà possibile, presenteremo la nostra mozione”, ha detto il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi. Richiesta che ottiene un’apertura dai dem e la maggioranza si riunisce per discutere del testo della mozione comune. Un documento, però, viene precisato, “snello” che non leghi sin da ora il Pd a intenzioni e azioni messe nero su bianco finché non si conoscerà l’esito del referendum. La riunione del gruppo Pd, prevista per questa sera, viene quindi spostata a domani, prima delle votazioni in Aula.

I Cinque Stelle, dopo la decisione della Consulta, hanno depositato una mozione che sarà votata mercoledì in cui si chiede di cancellare l’Italicum. “Secondo noi – si legge in una nota – deve essere adottato un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole in quanto, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando frantumazioni e scissioni”. Il modello proposto dal M5S prevede anche “modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”. Secondo i Pentastellati “l’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale”.

In discussione da domani nell’aula di Montecitorio anche la mozione di Sinistra Italiana che per prima ha depositato la richiesta di cambiare le legge elettorale.

 

Ginevra Matiz

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