domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Libia. Rapiti due italiani a cui era stata tolta la scorta
Pubblicato il 20-09-2016


italiani-rapitiA poche ore dal sequestro dei due lavoratori italiani in Libia si cerca di far luce sul fatto che negli ultimi due giorni ai due era stata tolta la scorta armata. I rapitori li hanno fermati in mezzo al deserto, hanno aperto il fuoco contro di loro e poi li hanno prelevati, mentre l’autista che li accompagnava è stato trovato con le mani legate in una zona desertica.
I due italiani rapiti tra le 7 e le 8 di ieri a Ghat, nel sud della Libia al confine con l’Algeria sono Bruno Cacace, 56enne residente a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), che vive in Libia da 15 anni, e Danilo Calonego, 66enne della provincia di Belluno, come hanno confermato i carabinieri di Cuneo. Assieme ai due italiani è stato rapito un cittadino canadese. Tutti e tre lavorano per la Con.I.Cos, società di Mondovì (Cuneo) che si sta occupando della manutenzione dell’aeroporto di Ghat, città sotto il controllo del governo di unità nazionale di Tripoli, internazionalmente riconosciuto.
“Seguiamo il caso minuto per minuto da ieri mattina. L’Unità di Crisi della Farnesina è in contatto con le famiglie. Al momento non ci sono indicazioni ed è troppo presto per attribuire una matrice precisa ai sequestratori”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Secondo una fonte vicina al governo di Tobruk, legato al generale Khalifa Haftar, i due italiani sono nelle mani di un gruppo di criminali comuni che non appartengono ad alcuna fazione fondamentalista. Ipotesi confermata dal Consiglio comunale di Ghat, località del Fezzan, la zona del rapimento. Il sindaco, Qumani Mohammed Saleh, ha garantito il massimo impegno da parte delle forze di sicurezza locali e di quelle militari per ritrovare i due italiani, negando che siano finiti nelle mani di uomini legati ad al Qaeda e ribadendo che “i due ingegneri sono nelle mani di un piccolo gruppo di fuorilegge”.
I rapitori in realtà sono già noti alle autorità locali e in passato hanno effettuato imboscate contro auto e rapine. Lo riferisce il portavoce della municipalità di Ghat, Hassan Osman Eissa, all’Associated Press. Il portavoce ha detto che le autorità stanno indagando ma non ha voluto aggiungere altro. Ora l’obiettivo è capire con certezza chi ha in mano gli ostaggi e che tipo di contropartita vuole; quello che è da scongiurare è il passaggio di mano ad altri gruppi, di matrice jihadista, che potrebbero utilizzarli per rivendicazioni ‘politiche’ contro la presenza italiana e in Libia.
Sulla situazione in Libia e il rapimento dei due italiani è anche intervenuto Claudio Descalzi, AD di Eni: “L’attenzione è massima e rimarrà massima” in Libia. “Il tema della sicurezza – spiega a margine di un convegno Ambrosetti sull’energia – è sempre rimasto ad altissimo livello di attenzione. Siamo assolutamente attenti e tutti i nostri lavoratori sono libici. Questo non implica una minore attenzione o minor sicurezza. Continuiamo ad essere attenti”.

“Spero che non ci saranno nel futuro altre situazioni di possibile rapimento di italiani per estorsione. Speriamo che questa vicenda, sempre molto allarmante, possa andare a buon fine”, sottolinea Descalzi. “La Libia ha bisogno di essere aiutata anche con una visione ottimistica cercando di avere una visione oggettiva della situazione”, spiega.
Per quanto riguarda la produzione Eni di gas in Libia questa “sta continuando come ha sempre continuato. Siamo sopra i 300 mila boe al giorno”, sottolinea l’ad di Eni. “Noi utilizziamo il nostro terminal di Mellitah e quindi dal punto di vista logistico quello che sta succedendo nel Paese non ci sta toccando” attualmente.
“Turkish Stream non ci interessa. Non ci interessa partecipare alla realizzazione di pipeline. Non siamo una compagnia che fa trasporto di gas che non è nostro”, ha poi continuato l’ad di Eni.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento