domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Locatelli: “Riconosciuto genocidio degli yazidi”
Pubblicato il 27-09-2016


yazidiVia libera della Camera alla mozione a prima firma Pia Locatelli per il riconoscimento del genocidio del popolo yazida. Tra gli orrori dell’Isis anche quello di un genocidio, ben 72 le fosse comuni tra la Siria e l’Iraq. Si tratta degli yazidi, appartenenti alla minoranza più superstiziosamente odiata e perseguitata dall’Isis, che presso Mosul e nella provincia di Ninive contava fra le 4 e le 500 mila persone.
Una strage portata alla luce e denunciata da Nadia Murad, irachena di etnia yazida rapita dai miliziani dell’Isis nel 2014, divenuta schiava sessuale, è riuscita a scappare e ora è ambasciatrice dell’Onu per la pace.
“L’intento genocidiario – ha detto Pia Locatelli, presidente del Comitato diritti umani della Camera – si è reso evidente, oltre che con i massacri documentati dalle fosse comuni di sole vittime yazide, dalla politica di stupro sistematico e riduzione in schiavitù delle donne e ragazze yazide, deportate in massa nei luoghi controllati da Daesh e consegnate a veri e propri mercati di schiavi, dove le ragazze sono state vendute sulla piazza pubblica come schiave per 150 dollari. A volte, inspiegabilmente, vengono riproposte per la vendita alle famiglie d’origine per cifre che vanno dai 10.000 ai 40.000 dollari. Migliaia di donne sono state costrette con la forza a contrarre matrimonio con i guerriglieri dell’Isis, vendute o offerte ai combattenti o simpatizzanti. Molte di queste schiave sessuali sono poco più che bambine, ragazze di età compresa tra i 12 e i 15 anni o anche più giovani. Alcune non hanno retto all’umiliazione e hanno preferito suicidarsi”.nadia-murad
Da diversi mesi, la giovane Nadia si è impegnata in un’infaticabile attività per sensibilizzare la comunità internazionale sulla tragedia che ha colpito il suo popolo. Le persecuzioni sono raccolte e raccontate nel rapporto del 2015 dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha dichiarato la responsabilità di Daesh per il genocidio yazida davanti alla Corte penale internazionale, Il genocidio è iniziato con il massacro di almeno 700 uomini e con la cacciata di 200 mila yazidi dalle loro case. Almeno 40 mila in fuga rimasero intrappolati sui monti del Sinjar, con davanti l’unica scelta possibile: la morte per disidratazione ed il consegnarsi al boia di Daesh. Il rapporto dice che nessun gruppo religioso mai è stato sottoposto a forme di distruzione come quelle cui è stata sottoposta questa popolazione.
“Gran parte di queste informazioni ci è stato testimoniato da Nadia Murad Basea Taha, yazida irachena, audita a maggio dal Comitato permanente per i diritti umani, della Commissione esteri”, ha precisato Pia Locatelli che ha aggiunto: “Nadia Murad è una delle giovani donne yazide vittime dell’ISIS: è stata sottratta alla sua famiglia e violentata ripetutamente dai miliziani, riuscendo a fuggire dopo
3 mesi grazie all’aiuto di una famiglia musulmana. Con lei avevamo preso un impegno: oggi lo abbiamo rispettato”.

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