giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lussemburgo. Pil da record
governo senza sorprese
Pubblicato il 08-09-2016


eurodeputes_csvIl personaggio principale della politica lussemburghese degli ultimi anni è sicuramente Jean Claude Juncker. L’attuale Presidente della Commissione Europea è stato Presidente del partito cristiandemocratico CSV dal 1990 al 1995 e capo del governo del Lussemburgo dal 1995 al 2013, succedendo al compagno di partito Jacques Santers, anche lui divenuto dopo il termine del suo mandato Presidente della Commissione Europea.
Ma Santers e Juncker non sono due casi isolati, la piccola nazione infatti…


L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (10^ puntata)


Il personaggio principale della politica lussemburghese degli ultimi anni è sicuramente Jean Claude Juncker. L’attuale Presidente della Commissione Europea è stato Presidente del partito cristiandemocratico CSV dal 1990 al 1995 e capo del governo del Lussemburgo dal 1995 al 2013, succedendo al compagno di partito Jacques Santers, anche lui divenuto dopo il termine del suo mandato Presidente della Commissione Europea.

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Jean Claude Juncker

Ma Santers e Juncker non sono due casi isolati, la piccola nazione infatti ha visto per tutta la sua vita democratica, governi guidati da esponenti del centrodestra. D’altronde non ci si sorprende che nello Stato con il più alto PIL pro capite al mondo non abbia fatto breccia il pensiero marxista, tuttavia, il Partito Socialista del Lussemburgo negli ultimi 80 anni non è mai sceso sotto il 20% ed è praticamente da sempre la seconda forza politica della nazione. Seconda forza politica dietro al CSV, il partito di Juncker che ha guidato il paradiso fiscale del centro Europa quasi ininterrottamente dalla fine della seconda guerra mondiale al 2013, quando, a seguito allo scandalo che ha visto coinvolti i servizi segreti del Lussemburgo, Juncker si dimette, il CSV passa fra i banchi dell’opposizione e dopo 34 anni la guida del governo torna ai liberaldemocratici del DP, l’altra principale forza politica del centrodestra lussemburghese, che attualmente governa con i socialisti e i verdi.

I due principali partiti del centrodestra sono riusciti sempre ad ottenere più del 50% dei consensi, ma la loro difficoltà nel trovare un percorso di governo comune ha permesso ai socialisti di essere forza di governo del piccolo paradiso fiscale per molti anni.

Altra forza politica con la quale DP e CSV faticano a trovare un dialogo costruttivo è l’ADR, partito nazionalconservatore fondato nel 1987 che rappresenta il principale soggetto politico della destra lussemburghese. Nato come movimento pro-pensionati, l’ADR vede la svolta a destra sotto la guida di Robert Mehlen alla fine degli anni ‘90, dopo aver superato il 10% alle elezioni nazionali, risultato che però il partito non è riuscito a replicare negli anni successivi. I nazionalconservatori lussemburghesi non sono mai riusciti ad entrare nel Parlamento europeo, tuttavia questo non ha ostacolato l’entrata dell’ADR nell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti, a fianco del Partito Conservatore inglese e dei nazionalisti polacchi al governo del Paese. Negli anni il partito ha più volte preso le distanze da altri esponenti dell’estrema destra europea, e in particolare dai francesi del Front National, e seppur venga indicato spesso come l’unica forza politica euroscettica del Lussemburgo, il partito non si pone come obbiettivo l’uscita del piccolo Stato dall’Unione Europea.

I cittadini lussemburghesi si recheranno alle urne per eleggere le nuove amministrazioni locali il prossimo anno, elezioni locali che in Lussemburgo tendono a premiare i partiti del centrosinistra. Le elezioni nazionali invece si terranno nel 2018, gli ultimi sondaggi danno in crescita i cristiandemocratici di Juncker, sopra il 35%, e la destra dell’ADR, sopra il 10%, in forte crisi invece i liberaldemocratici dell’attuale primo ministro Xavier Bettel, dati sotto il 10%.

Gianluca Baranelli

9 – Germania. Dalla ex RDT, i voti alla destra oltranzista
8 – La destra in Europa. L’Olanda e il ruolo ambiguo di Wilders
7 – Belgio. Il terrorismo aiuta il radicalismo politico
6 – Destra. Il calderone francese dai neofascisti agli antisemiti
5 – Spagna, per i sondaggi stallo destinato a continuare
4 – Portogallo. Destre arginate dal ricordo di Salazar
3 – Dal Bnp a Ukip, gli inglesi così civili così di destra
2 – Irlanda, il Fine Gael prepara il bis al governo
1 – La destra in Europa. Anche in Islanda la crisi ha un costo

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