giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ma che sia matta?
Pubblicato il 28-09-2016


Lasciamo perdere tutto il resto. Lasciamo perdere il caso di un assessore che non c’è più, di un altro nominato e poi decaduto, di un altro ancora che ha rifiutato, di tre capi di gabinetto svaniti e di un posto tuttora vacante, di un assessore indagato, e non si capisce se confermato o meno, di due aziende senza vertici compreso quello appena nominato, di un direttorio che a metà le fa la guerra con un esponente politico di primo piano che la sconfessa sui giornali. Lasciamo perdere anche se tutto questo è accaduto nei primi cento giorni. E lasciamo perdere le sole 30 delibere di giunta, il minimo storico anche rispetto a Marino e ad Alemanno. E concentriamoci sulla dichiarazione apparsa oggi sulla stampa del sindaco di Roma Virginia Raggi.

Afferma testualmente la Raggi: “Abbiamo detto di no alle Olimpiadi non per la corruzione, ma per i costi eccessivi che avremmo dovuto fronteggiare”. Aveva detto esattamente il contrario il 7 marzo del 2015. Riprendiamo la sua dichiarazione: “Dal momento in cui la candidatura alle Olimpiadi è stata presentata noi ci siamo scagliati contro, non perché siamo contro lo sport, ma perché da sempre le Olimpiadi hanno rappresentato terreno fertile per la corruzione”. Prendiamo atto che ha cambiato idea. Dunque il problema sono i costi. Peccato che al comune di Roma non fosse richiesto nemmeno un euro e che le risorse fossero a carico del Cio (1,7 miliardi che andranno altrove), del governo (800 milioni l’anno per dieci anni), degli sponsor e dei privati.

Roma avrebbe avuto solo il vantaggio di usufruire di tanti investimenti. Avrebbe avuto l’occasione di creare nuova occupazione e di alzare il nostro debole Pil. Ma le cose non si fermano qui. La Raggi afferma infatti, contrapponendo impianti comunali sportivi di base e grandi impianti, che la sua priorità resta quella di sistemare i tanti campi comunali che oggi non sono a norma. Proprio quelli che il piano Malagò aveva compreso come beneficiari delle risorse olimpiche. Dunque la Raggi rifiuta i soldi delle Olimpiadi perché vuole fare coi soldi suoi, che non ha, quello che le Olimpiadi le avrebbero assicurato. Un mistero che si tinge di ridicolo e di assurdo. Festeggiano Parigi e Los Angeles pronti a gareggiare per le Olimpiadi del 2024 e assicurarseli per la terza volta, mentre Roma toglie il disturbo perchè non se la sente di organizzarli per la seconda. Ognuno ha quel che si merita. Ma secondo me siamo oggi alla pura follia….

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, non sopravvaluti la Raggi, la follia non c’entra. C’entra il comico genovese: egli detta, la ragazza ripete ad alta voce. Tutto il resto è corrida di Corrado…
    Cordiali saluti, Mario.

  2. L’ho detto io, per Roma (ops non se ne deve parlare), serviva il Nogarin, lui sì che è un campione di realizzazioni e di investimenti; lui sì sa ben governare la sua città e creare sviluppo ed occupazione (di case soprattutto) ….. via, non scherziamo.! Hanno avuto il loro momento di gloria; da qui in avanti, dobbiamo prepararsi al ricambio, meglio se anticipato, prima che frani tutta l’impalcatura peraltro già precaria da troppo tempo. Ovviamente non parlo per Roma, su di essa, la Capitale, deve scendere il velo del silenzio, altrimenti da Genova si incavolano, e via blog mi inviano una fatwa.

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