sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. 348 mln di euro dall’Ue per i siriani in Turchia
Pubblicato il 08-09-2016


RIGONCE, SLOVENIA - OCTOBER 24:  Migrants are escorted through fields by police and the army as they are walked from the village of Rigonce to Brezice refugee camp on October 24, 2015 in Rigonce, Slovenia. Thousands of migrants marched across the border between Croatia into Slovenia as authorities intensify their efforts to attempt to cope with Europe's largest migration of people since World War II. (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images)

Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images

L’Europa ci riprova, dopo il Piano sugli immigrati con la Turchia, stavolta punta direttamente sui profughi. L’Unione europea ha infatti lanciato il programma umanitario più grande della sua storia, per un valore complessivo da 348 milioni di euro, con un “sistema altamente innovativo”, attraverso cioè trasferimenti di denaro diretti ai profughi siriani in Turchia.
Ma la novità non consta tanto nell’ammontare quanto nel metodo innovativo scelto dalla commissione: il denaro giungerà infatti, mensilmente, su apposite carte elettroniche che saranno consegnate, entro il primo trimestre 2017, a circa un milione di migranti – coloro che sono nelle peggiori condizioni – che si trovano attualmente in Turchia e che sono scappati dai Paesi mediorientali.

“Questo è un modo efficace di dare assistenza alle persone, ma con dignità, piuttosto che fornire loro cibo e alloggio”, fa notare il commissario europeo alle Crisi umanitarie Christos Stylianides. Quanto denaro andrà a ciascuno sarà deciso caso per caso, a seconda delle singole situazioni. I rifugiati che riceveranno la carta saranno liberi di decidere come spendere i loro soldi in modo da lasciare loro la dignità della scelta ma “seguiremo il programma da molto vicino per assicurare che ogni singolo euro sia ben speso”, assicura il commissario. Visto che i rifugiati spenderanno il denaro in Turchia, il programma dovrebbe anche contribuire positivamente all’economia del Paese. Secondo Stylianides, il nuovo sistema può rappresentare “una svolta” nello schema degli aiuti umanitari poiché “riduce i costi intermedi e massimizza gli effetti”.

Nei giorni scorsi proprio Angela Merkel ha difeso l’accordo con la Turchia sostenendo che si tratta di un “modello” da replicare con Egitto, Tunisia e anche con la Libia, almeno quando avrà un governo incontrastato.

Fino ad ora l’Ue ha impegnato 652 milioni di euro, di cui 164 per aiuti umanitari. 181 milioni sono già stati effettivamente sborsati e questi fondi si aggiungono quindi ai 164 milioni di euro che l’Ue ha già stanziato per i progetti di aiuto umanitario in Turchia dall’inizio del 2016. L’annuncio di questo ambizioso programma giunge poi alla vigilia della visita in Turchia dell’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e del Commissario Ue per l’Allargamento, Johannes Hahn.

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