domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti: flop piano europeo
sui ricollocamenti
Pubblicato il 07-09-2016


Migranti in barcaSi sta rivelando sempre più un flop la politica dei ricollocamenti da Italia e Grecia verso gli altri Paesi europei, pensata come uno dei pilastri su cui poggiare la strategia solidale dell’Unione per far fronte alla crisi dei migranti. Mentre in Italia proseguono gli sbarchi e Viminale e Anci mettono a punto un nuovo piano di redistribuzione sul territorio nazionale, in Europa, ad un anno dall’avvio dei ricollocamenti dei richiedenti asilo, sono stati in tutto 1.026 quelli che hanno lasciato l’Italia, su un totale di 39.600 trasferimenti da completare entro settembre 2017. Dalla Grecia ne sono partiti 3.493 su 66.400.

Secondo la tabella aggiornata pubblicata dalla Commissione Ue, sono stati soprattutto Francia (231), Finlandia (180), Olanda (178), e Portogallo (171) ad accogliere i profughi in arrivo dall’Italia. Sorprende il dato tedesco. La Germania ne ha ricevuti in tutto 20, lo stesso numero del Lussemburgo, meno della Svizzera (34), e poco meno del Belgio (29).

La redistribuzione tra i Paesi Ue procede dunque col contagocce nonostante i vari richiami di Bruxelles, col commissario europeo Dimitris Avramopoulos che ha scritto più volte ai ministri dell’Interno per sollecitare a rispettare i propri obblighi (l’ultima lettera risale al 20 luglio). Ma ci sono cancellerie che di richiedenti asilo non ne hanno accolto nemmeno uno, come Polonia e Ungheria, col premier magiaro Viktor Orban che per il 2 ottobre ha addirittura indetto un referendum sulle quote obbligatorie per Paese di richiedenti asilo. Su questo meccanismo si fonda anche la proposta della riforma del regolamento di Dublino presentata dalla Commissione

Ue a primavera, e arenata nelle secche del Consiglio Ue. Senza dimenticare poi che Ungheria e Slovacchia (Paese alla presidenza di turno del Consiglio dell’Unione) hanno presentato ricorso alla Corte europea proprio contro i ricollocamenti. Nonostante la situazione, la Commissione Ue, per bocca della portavoce alla Migrazione Natasha Bertaud, insiste: “I trasferimenti proseguono. E’ vero che il ritmo potrebbe essere più veloce. E’ vero che sollecitiamo gli Stati membri a rispettare i loro obblighi. Ma ciò che stiamo facendo non è irrilevante”.

Intanto il Viminale vara il Piano per una ripartizione “equilibrata” di richiedenti asilo in tutti i Comuni italiani: si parla di una media di 2,5 ogni mille abitanti, che scendono a 1,5 per i 15 Comuni metropolitani. L’Anci pone le sue condizioni, chiedendo di evitare che i migranti vengano ‘paracadutati’ dal prefetto sul territorio di un comune all’insaputa del sindaco. Il Piano è stato discusso oggi al Viminale in una riunione presieduta dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, cui hanno partecipato – tra gli altri – il presidente dell’Anci, Piero Fassino, il capo della Polizia, Franco Gabrielli ed il capo Dipartimento liberta’ civili ed immigrazione del ministero, Mario Morcone.

Sono 151mila i migranti attualmente ospiti del sistema d’accoglienza nazionale, un numero record. La maggior parte (115mila) è stata sistemata in strutture temporanee ed i continui sbarchi (superata quota 121mila quest’anno) rendono sempre più complicata una gestione ordinata del fenomeno. Sono infatti tanti i sindaci che protestano perché si vedono ‘paracadutati’ migranti sul loro territorio dai prefetti senza preavviso. Un malcontento che Fassino ha portato all’attenzione di Alfano, invocando “un salto di qualità nel sistema di accoglienza” e ponendo una serie di condizioni al ministro, la prima delle quali e’ proprio quella di “non ridurre i sindaci a meri destinatari di flussi decisi dalle prefetture”.

Redazione Avanti!

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