martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Modificare l’Italicum? Nencini: si è aperta la strada
Pubblicato il 06-09-2016


Italicum-modificheL’estate volge al termine e torna nel dibattito la modifica della legge elettorale. Da più parti in questi mesi si sono levate da diversi partiti voci in dissenso sull’Italicum. Una legge che sembra disegnata su misura, almeno nelle intenzioni, sulle esigenze di Renzi e del Pd. Al centro delle critiche soprattutto il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione, che sommato all’impianto maggioritario dell’Italicum, darebbe al solo partito vincitore, e tagliado fuori tutti gli altri, un peso elettorale sproporzionato rispetto a quello ottenuto nelle urne. Ma ora anche nel partito di maggioranza governativa sta maturando un nuovo clima e un dibattito sulla possibilità di modifiche. Anche il premier si è espresso in tal senso affermando di non essere contrario a patto che si trovi in Parlamento una maggioranza disponibile.

In una intervista alla Stampa, Maria Elena Boschi, ministra per le Riforme ha parlato di riforme e di legge elettorale. Italicum per il Ministro  può cambiare, ma resta  slegato da referendum. “Il Senato – ha detto – resta, indubbiamente. Anche perché c’erano delle proposte per abolirlo del tutto ma non c’erano i voti. E se non ci sono i voti, quelle proposte non possono passare. Non è la riforma perfetta ma è un grande passo in avanti. Oggi se vogliamo approvare una legge non sappiamo quanto tempo ci vorrà. Spesso servono anni, e nel frattempo non rispondi ai bisogni dei cittadini. Noi abbiamo bisogno di un sistema più veloce e più semplice – ha aggiunto – La Costituzione tedesca è il modello a cui ci siamo ispirati, e prevede un Senato dei territori che ha meno poteri della Camera. Con la nostra riforma, che prevede il superamento del bicameralismo paritario, nella stragrande maggioranza dei casi, è la Camera ad avere l’ultima parola sull’approvazione delle leggi”.

Poi su referendum ha aggiunto: “È importante però sottolineare che la legge elettorale è slegata dal referendum. Al referendum non si voterà sulla legge elettorale. Anzi, se vince il sì la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sull’Italicum”. “Personalizzazione del referendum? Noi abbiamo accolto il suggerimento e l’invito a non farlo. Credo che l’invito a non personalizzare possa valere per tutti”.  La pensa diversamente invece l’ex capogruppo alla camera Roberto Speranza, che nei giorni scorsi aveva detto che “la somma tra riforma costituzionale e legge elettorale produce un risultato non positivo. Va cambiata la legge elettorale. Se arriveranno, spero già alla Festa Unità dove il segretario di solito fa un discorso importante, segnali in questa direzione, allora si potrebbe lavorare per riunire il Pd. Se questo non dovesse avvenire, sarò coerente con quanto già fatto: sulla legge elettorale mi sono dimesso da capogruppo del Pd alla Camera”.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini “finalmente si è aperta la strada. Ci lavoriamo da un anno – ha detto – e cominciano ad arrivare i risultati”.

Il senatore della minoranza PD, Federico Fornaro ha definito “preoccupante e al tempo stesso stupefacente che dal Governo – da ultima la ministra Boschi in una intervista a ‘La Stampa’ – continuino a non arrivare parole chiare sulle modalità di elezione del nuovo Senato e che si continui ad ignorare la proposta di legge presentata pubblicamente nel gennaio scorso e sottoscritta da 24 senatori PD. Manca anche un impegno vero sull’approvazione in questa legislatura (e non nella prossima) di questa legge attuativa della riforma costituzionale. Se si andasse alla prossima legislatura, infatti, le norme transitorie per la composizione del nuovo Senato rimarrebbero in vigore fino al 2023: francamente inaccettabile”. “E’ arrivato il tempo per dare una risposta sulla soluzione da noi proposta che conferisce – in modo inequivocabile – agli elettori il potere di scelta dei senatori della propria regione”. “E’ inutile continuare a far finta che non vi sia un legame democraticamente indissolubile tra leggi elettorali e riforma costituzionale, mentre diventa ogni giorno più urgente una presa di posizione chiara del PD sul superamento dell’Italicum e sulla legge elettorale per la scelta dei 74 senatori-consiglieri”.

Ginevra Matiz

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