venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

MPS. Azioni e bond a picco dopo rinvio piano industriale
Pubblicato il 20-09-2016


Giornalisti, cameraman e fotografi, davanti alla sede della Banca Monte dei Paschi di Siena dove si tiene un'Assemblea straordinaria di Mps, Siena, 25 Gennaio 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

La sospensione in borsa delle azioni del MPS rappresenta un fatto preoccupante sopratutto per i piccoli azionisti della storica banca senese. Dopo la lunga serie negativa di ribassi, il titolo è precipitato alla notizia di un rinvio del piano industriale. In realtà il rinvio del piano industriale non rappresenterebbe di per se un fatto negativo. Bisognerebbe indagare sulle motivazioni che hanno dettato la posticipazione. Un motivo potrebbe essere la possibilità di farne uno più vantaggioso per l’azienda rispetto a quello già ipotizzato.
Eventualità da non escludere. Il problema di fondo tuttavia rimane invariato. In realtà è la sopravvivenza della Banca che preoccupa.

La reazione in borsa per il ritardo nella definizione del piano industriale rappresenta un segnale di sfiducia verso il gruppo dirigente del Monte dei Paschi di Siena. I crediti in sofferenza del MPS sono più alti della media calcolata da Bankitalia per il settore creditizio italiano. Anche se in un recente convegno promosso dalla FISAC/CGIL si è individuata la tendenza ad un miglioramento delle sofferenze bancarie derivante da qualche timido segnale di superamento della crisi economica, tuttavia, restano fondati i dubbi che ciò sia l’inizio di una inversione di tendenza. La stessa Banca d’Italia continua ad invitare tutte le aziende di credito a ridurre i costi per poter fronteggiare meglio le perdite derivanti dai crediti inesigibili. Dopo il tonfo di venerdì scorso della quotazione in borsa delle azioni del MPS con un meno 9,3 % non si è registrato nessun rimbalzo ed il titolo è sceso fino alla quotazione di 0,192 prima della sospensione delle contrattazioni in borsa. L’aumento di capitale di 5 miliardi diventa sempre più urgente. Dopo le dimissioni dell’amministratore Fabrizio Viola e del Presidente Tononi, la guida del MPS è nelle mani di Marco Morelli che assume le cariche di amministratore delegato e di direttore generale. La BCE avrebbe approvato il piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena.

Riuscirà Morelli a riportare il titolo in Borsa? La ricapitalizzazione del MPS avrà successo? Chi acquisterebbe la cessione di 9 miliardi di crediti in sofferenza come previsto dal Piano Industriale? Quale sarà il ruolo di JP Morgan nel MPS?

Dalle risposte a queste domande dipenderà il futuro del MPS.

Salvatore Rondello

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