sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, con l’Ape un anticipo di 3 anni e 7 mesi
Pubblicato il 12-09-2016


Pensioni-bonus PolettiL’Ape, l’anticipo pensionistico, potrà essere chiesto dall’anno prossimo a partire dai 63 anni di età e quindi a 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia. Lo hanno riferito i sindacati dopo l’incontro con il Governo, spiegando che questa è una “mediazione arrivata oggi”. Il periodo di sperimentazione del sistema dovrebbe essere di 2 anni. Per le categorie disagiate, per le quali l’anticipo dovrebbe essere sostanzialmente gratuito, dovrebbe essere fissato un limite dell’importo della pensione a 1.200 euro netti. Potranno quindi uscire dal lavoro nel 2017 coloro che sono nati fino al 1954, una volta compiuti 63 anni. Per chi ha un lavoro l’anticipo sarà pagato con rate di ammortamento sulla pensione mentre, per coloro che sono disoccupati e non hanno ammortizzatori sociali, l’anticipo sarà gratuito.

Nell’incontro di oggi con il sottosegretario Nannicini – secondo quanto hanno spiegato i sindacati – si è discusso anche di ricongiunzioni tra i periodi assicurativi in diverse gestioni che dall’anno prossimo non dovrebbero essere più onerose. Dovrebbero allargarsi le maglie, inoltre, per quanto riguarda le attività usuranti facendo rientrare probabilmente categorie come quelle dell’edilizia, maestre d’asilo e degli infermieri. Si è parlato poi dei lavoratori precoci e dell’aumento delle pensioni più basse confermando l’intenzione di intervenire con la somma aggiuntiva, la cosiddetta quattordicesima per coloro che hanno redditi personali complessivi fino a mille euro al mese.

“Sessantre anni è la mediazione arrivata oggi, ma che era in viaggio da un po’ di tempo”, ha riferito il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli. Il sistema – ha riferito il segretario confederale Uil, Domenico Proietti – avrà una sperimentazione di due anni”. Proietti ha spiegato che “non ci sono parti completamente definite  e ci siamo dati appuntamento al 21″. “In quella data stringiamo e chiudiamo”.

La segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, si è limitata a dichiarare: stiamo continuando a lavorare”. In particolare, la parte che secondo i sindacati deve essere ulteriormente approfondita è quella che riguarda il pensionamento dei lavoratori precoci e di coloro che hanno svolto lavori usuranti: “Occorre definire meglio la platea e il bonus a contributivo”. Proietti ha spiegato che potrebbero rientrare i lavoratori dell’edilizia, le infermiere di sala operatoria, le maestre d’infanzia e i macchinisti, attraverso un allargamento della normativa esistente. I sindacati hanno, inoltre, riferito che il sottosegretario Nanninici non ha ancora parlato delle risorse che il governo è pronto a mettere sul tavolo: “C’è una posizione positiva sulla 14esima – ha detto Proietti – e sull’equiparazione della no tax area per le pensioni dei lavoratori dipendenti”.

Il sottosegretario Nannicini ha sottolineato infine che “l’anticipo pensionistico è per tutti, indipendentemente dalla gestione previdenziale. Quindi vale per gli autonomi, per le partite Iva della gestione separata, vale per artigiani e commercianti.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che non ha partecipato all’incontro ma ne ha parlato a margine di un incontro alla Camera di Commercio italo-tedesca, a Milano, si è detto fiducioso sul buon esito dell’accordo con i sindacati: “Poiché parliamo di un contesto molto largo, credo che comunque sia importante e ragionevolmente prevedibile un apprezzamento del lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo proprio perché abbiamo portato questo tema dentro la legge di bilancio e lo faremo in maniera condivisa o, comunque, a seguito di un confronto molto approfondito”

Redazione Avanti!

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