mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

UN UOMO DI PACE
Pubblicato il 28-09-2016


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“L’ottimista e il pessimista muoiono allo stesso modo. Semplicemente vivono due vite diverse. Io preferisco essere ottimista”. Così diceva Shimon Peres, morto a 93 anni. La morte dell’ex presidente israeliano, premio Nobel per la pace nel 1994 è stata riferita dalla radio militare, che ha interrotto la normale programmazione. Peres era stato colpito due settimane fa da un ictus che lo aveva costretto al ricovero in ospedale. Dopo le prime cure i medici avevano parlato di una condizione critica ma stabile. Poi d’improvviso il peggioramento delle condizioni di salute, seguite dall’arrivo in ospedale dei familiari e stanotte dalla morte.

peresLa sua eredità è il domani. Lo ha detto il figlio Chemi: ”Ci ha ordinato di edificare il futuro di Israele con coraggio e saggezza, e di spianare sempre strade per un futuro di pace”. I funerali di Shimon Peres dovrebbero svolgersi venerdì a Gerusalemme, forse alla presenza del presidente statunitense Barack Obama, secondo quanto anticipano i media locali. Domani la sua salma dovrebbe essere esposta alla Knesset, il Parlamento di Gerusalemme. Il Capo dello Stato Reuven Rivlin ha interrotto una visita ufficiale in Ucraina e sta rientrando in patria. I ministri stanno intanto convergendo verso Gerusalemme per partecipare alle ore 10:00 locali (le 9:00 in Italia) ad una seduta straordinaria di lutto del governo. “Ho conosciuto Shimon Peres a Gerusalemme venti anni fa. Un autentico leader”, ha detto il Segretario del Psi Riccardo Nencini. “Nel Medio Oriente tormentato se lo ricorderanno a lungo”. “Ha servito la pace con la dedizione dei neofiti” – ha concluso Nencini.

“Un uomo di pace, un socialista, un patriota convinto che ha lasciato una traccia indelebile nella coscienza del mondo libero ben oltre i confini del suo Paese”, è quanto scrive Pia Locatelli, presidente dei deputati socialisti, in un messaggio inviato all’Ambasciata israeliana. “Nel momento in cui facciamo le nostre condoglianze al popolo israeliano – prosegue la parlamentare socialista – gli rivolgiamo un augurio che estendiamo anche al popolo palestinese, quello di poter lavorare tutti assieme affinché la scomparsa di Shimon Peres, dopo quella di Ytzhak Rabin e Yasser Arafat, non segni il tramonto definitivo degli accordi di Oslo, di quel processo negoziale che a oggi resta l’unica strada percorribile per portare la pace nella cornice di ‘due Stati per due popoli’. Il modo migliore per onorare oggi la memoria di Shimon Peres – conclude Locatelli – è quella di dimostrare con i fatti, che il cammino di una vita al servizio della pace, può essere ripreso e che le sue idee e la sua passione non sono stati inutili”.

Una delle figure più eminenti della travagliata storia recente: “Un uomo – ha detto Bobo Craxi – che ha cercato con la sua azione politica di difendere innanzitutto le ragioni della pace ed oggi ne piangiamo la mancanza. Fu un leader della Sinistra Israeliana ed un uomo di Stato che seppe trovare le ragioni dell’Unione anche coi propri avversari politici di un tempo come Sharon”.
“Ricordo – ha aggiunto Craxi – il suo discorso a noi Socialisti al Congresso dell’Ansaldo in quell’89 che cambiò la Storia del Mondo e suscitò molte speranze per la Pace in Medio Oriente. Ho avuto l’onore di incontrarlo nel dicembre del 2001 a Gerusalemme proprio all’esordio della Seconda Intifadha. craxi-e-peresRicordò con parole di sincera stima mio padre Bettino e disse di aver apprezzato i suoi sforzi per il dialogo con i palestinesi. Ironizzò, ormai con Arafat sembriamo vecchi amici, ma la sua visione delle cose era votata al pessimismo”.

“Rimangono di lui – ha concluso Bobo Craxi –  le esperienze straordinarie di un uomo del Nostro Tempo che merita l’ammirazione di noi tutti. Esse sono illustrate e conservate nel Centro per la Pace a lui intestato ad Haifa (che ha voluto fosse costruito dall’italiano Fuksas) ed è un luogo di riflessione e di pace. Che la terra gli sia lieve”.

Con Shimon Peres, se ne va uno degli ultimi protagonisti della nascita d’Israele. Nato in Polonia nell’agosto 1923, Peres era giovanissimo nel 1948 quando  Yitzhak Ben Gurion lo nominò capo della marina durante la guerra  d’indipendenza che seguì alla proclamazione dello Stato d’Israele. Da allora è stato leader laburista, primo ministro, ministro degli Esteri, della Difesa, dei Trasporti e delle Finanze. Premio Nobel per la Pace, Peres fu anche il nono presidente d’Israele e fino all’ultimo, grazie al suo prestigio internazionale, ha svolto un ruolodi ambasciatore ufficioso del suo Paese.

Nato con il nome di Shimon Perski, nel 1934 Peres emigrò con la famiglia nella Palestina sotto mandato britannico. Fra i fondatori del kibbutz Alumot, entrato nel 1947 nell’esercito della Haganah, il giovane Peres divenne un protetto del fondatore d’Israele, Ben Gurion. Dopo aver guidato la marina nel 1948, diventò direttore generale del ministero della Difesa con l’incarico di acquistare armi per l’esercito del nuovo Stato. Fu lui ad avviare il programma nucleare bellico, la cui esistenza Israele non ha mai confermato o negato.

Peres è sempre stato un politico pragmatico orientato su posizioni a favore del negoziato con i  palestinesi, senza però mai arretrare sulla sicurezza d’Israele. Fra i fondatori del partito laburista nel 1967, ne assunse la guida  nel 1977 e in questa veste fu sconfitto per due volte alle elezioni. E’ diventato primo ministro nel 1984 in un governo di unità nazionale  con il Likud, nel quale si alternò alla guida dell’esecutivo con il  conservatore Yitzhak Shamir. Nel 1992 fu sconfitto nelle primarie  interne laburiste da Yitzhak Rabin. Quando questi diventò primo ministro lo stesso anno, Peres assunse la guida degli Esteri. Fu quello il governo degli accordi di pace di Oslo con i palestinesi, grazie ai quali Rabin, Peres e il leader palestinese Yasser Arafat ottennero il Nobel per la pace nel 1984.

Peres divenne primo ministro dopo l’assassinio di Rabin nel 1995 da parte di un estremista di destra israeliano. Ma fu poi sconfitto di misura alle elezioni del 1996 dal leader del Likud Benyamin Netanyahu. Tornò al governo nel’esecutivo di unità nazionale guidato da Ariel  Sharon, del Likud, con incarichi di ministro degli Esteri (2001-2002)  e vice primo ministro (2002-2005). Nel 2005 lasciò i laburisti per partecipare al partito centrista Kadima di Sharon, che aveva come obiettivo la ripresa del negoziato di pace con i palestinesi. Nel 2007 Peres fu eletto capo dello Stato, mandato che ha esercito fino al luglio 2014 cercando di favorire il più possibile il dialogo con il mondo arabo e i palestinesi. Una delle sue ultime missioni fu la preghiera in Vaticano assieme al leader palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), su invito di Papa Francesco.

Malgrado l’età avanzata – è stato uno dei capi di Stato più anziani del mondo – Peres si è mantenuto attivo fino all’ultimo come ambasciatore ufficioso d’Israele, curando il suo Peres Center for Peace fondato nel 1996.

Redazione Avanti!

 

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