domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pietro Nenni. Socialista, libertario, giacobino
Pubblicato il 17-09-2016


carlonenni“Chi dice Avanti! dice anche Nenni”, per questo la festa dell’Avanti! non poteva non ospitare uno dei suoi ‘padri’. In particolare sono stati presentati i Diari di Pietro Nenni, curati e aggiornati dalla professoressa e nipote Maria Vittoria Tomassi.
Pietro Nenni. Socialista, libertario, giacobino. Diari (1973-1979), un libro presentato da Ugo Intini con Maria Vittoria Tomassi, curatrice dei Diari di Pietro Nenni, Aldo Forbice, resoponsabile cultura PSI e Luigi Covatta, direttore di Mondoperaio e a moderare il dibattito Carlo Correr, Giornalista.

Ugo Intini ha introdotto la presentazione ricordando il personaggio di Pietro Nenni e il suo legame con il giornale Avanti! da lui curato e ‘salvato’ più volte sia dal fascismo, ma anche dal comunismo, portando l’esempio di come evitò che il giornale finisse sotto la bandiera comunista di Gramsci.
L’ex direttore dell’Avanti! ha poi ricordato come i suoi consigli siano ancora validi e come Nenni sia stato  un vero veggente sia nel prevedere la politica che il costume del nostro Paese: dal partitismo, ai ‘puristi’, per finire alle battaglie sociali e a una magistratura “finita in gruppetti peggio dei partiti politici”.

Forbice “E’ il simbolo del socialismo italiano, il socialista italiano più conosciuto al mondo, lo stesso personaggio che è stato penalizzato dalla decadenza del Partito socialista”.
“Nenni in questi diari racconta non solo la politica, ma anche i grandi personaggi del nostro tempo”, ha detto Forbice aggiungendo: “Come non ha mai scordato di ricordare sempre la sua compagna di vita, Carmen”.

Tomassi “Il titolo della raccolta fu inventato da Arfè, per far vedere come Nenni in questi ultimi anni, nonostante si fosse ritirato, rimaneva comunque con il suo animo legato alla sua storia. Noi all’inizio abbiamo avuto qualche perplessità a pubblicare questo diario perché in questo anni Nenni era già fuori dalla politica”, ha ricordato la nipote di Nenni e curatrice del libro precisando: “Abbiamo dato al Senato tutte le agende di mio nonno, saranno donate e pubblicate alla biblioteca del Senato. Quindi gli omissis sono dovuti a ragioni di spazio. I giorni in cui non scriveva erano dovuti alla salute. Censure non ce ne sono”. “Pietro Nenni resta il testimone di un secolo e di eventi sconvolgenti”, ha concluso Tomassi.

“Preveggenza e intuizione”, ha ricordato Correr sintetizzando il personaggio di Nenni.

Covatta
“Nenni coglieva gli umori, ma non nel senso ‘superficiale’ del termine, e rinuncia alla tentazione di sfruttarli sul tavolo della politica. Già nei diari del 46 si vede un Nenni deciso a trovare una soluzione alla forma dello Stato italiano dopo una guerra che vede in lotta comunisti, occupanti e monarchici”, ha detto il direttore di Mondoperaio
“Nenni fa un viaggio nel Nord e torna comprendendo che potrebbe esserci una sollevazione popolare, e chiede di smettere con le ‘chiacchiere’ e passare a un referendum, intuendo così gli umori profondi del Paese, risolvendo i problemi ed evitando risentimenti popolari”, ha spiegato. “Quel ‘giacobino’ nel titolo non mi piace, lui era un rivoluzionario, ma non un giacobino, anzi ha sempre cercato di ricucire gli ‘strappi’. Anche quando sbaglia nel ’48 il suo obiettivo era il tentativo di trovare un’alternativa di governo”. “Io non sono mai stato nenniano – ha concluso – ma Nenni resta un personaggio storico del nostro Novecento”.

 

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