lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pignoramento: ultime news per dipendenti e pensionati
Pubblicato il 20-09-2016


pignoramentoLa legislazione che regolamenta il pignoramento di pensioni e stipendi è in continua rivisitazione.

Una delle ultime modifiche da segnalare riguarda il pignoramento presso terzi di pensioni e stipendi. Questa operazione infatti se eseguita presso il datore di lavoro si collocava nell’ambito di cessione del quinto, massimale che cessava di esistere nei casi in cui il pignoramento fosse eseguito direttamente  in banca o presso un istituto di credito. Il risvolto pratico di questa clausola era importante dal momento che, preso atto di essa, gli avvocati optavano sul pignoramento direttamente in banca, forti anche dell’obbligo di detenere un conto corrente imposto dalle leggi anti-riciclaggio alla maggior parte dei soggetti più o meno direttamente coinvolti. Ricorrendo a questo escamotage, inoltre, ci si sottraeva a possibili concussioni o accordi tra il dipendente e il datorie di lavoro, volti a diminuire lo stipendio dichiarato.

Stando agli ultimi aggiornamenti, invece, vengono chiariti tutti una serie di aspetti e definite alcune limitazioni, come sancito dall’art. 545 c.p.c. Prima di definire la nuova normativa, è bene sottolineare che essa si applicherà ai provvedimenti effettivi dopo l’approvazione del decreto legge.

Entrando più nello specifico, le somme disponibili come pensioni o indennità sostituive della pensione possono essere pignorate assicurando al soggetto debitore un importo massimo pari all’assegno sociale, aumentato della metà. L’importo, se quantificato, si aggira attorno ai 672 euro mensili. Quello che resta potrà essere pignorato secondo la regolamentazione del quinto, o in caso di sentenza dedicata, nei limiti di quanto fissato dal giudice.

Qualora invece il pignoramento venga eseguito sullo stipendio, lo stesso non potrà essere superiore al limite del triplo dell’assegno sociale pari a 1.344 euro a patto che l’accredito abbia una data precedente a quella del pignoramento. Qualora l’accredito abbia invece data successiva, sarà necessario rispettare i limiti del quinto. Varianti e condizioni differenti, impongono una gravosa attività di calcolo e controllo che cade sulle spalle del terzo pignorato.

Nel medesimo decreto si chiarisce anche l’assoluta impignorabilità delle case mobili, degli animali domestici a patto che gli stessi risiedano nella casa del soggetto e la loro detenzione non abbia fini produttivi, alimentari, commerciali. Esclusa anche la pignorabilità di animali con finalità mediche/ di assistenza.

Ulteriori modifiche sono poi state introdotte con il decreto legge numero 59 del 2016 che di fatto ha velocizzato l’iter di reucpero crediti. Una serie di altre iniziative sono invece volte a raggiungere una maggiore tutela del debitore, al fine di evitare un numero eccessivo di aste che in passato più volte avevano portato ad un ribasso dell’immobile fuori mercato. La riforma fissa ad un massimo di 3 le aste che possono essere indette. In questo modo viene risolto il problema di quei creditori che a causa della svalutazione dell’immobile non riuscivano ad entrare nelle spese, ma anche di quei debitori che davanti ad una eccessiva svalutazione dell’immobile non riuscivano a rientrare nelle spese.

Viene chiarito nella medesima occasione che un debitore non può opporsi all’atto di esecuzione di un immobile se il giudice ne ha già disposto la vendita. L’unica eccezione è rappresentata dai casi in cui il debitore stesso dimostra di non aver avuto modo di dimostrare che la causa non era imputabile a lui direttamente

Angelo Vargiu

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