mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

I CONTI NON TORNANO
Pubblicato il 23-09-2016


Pil crescita-renziAnche l’Istat sbaglia. I conti sul Pil del 2015 sono stati corretti: la crescita è stata dello 0,7% e non dello 0,8%, come si pensava precedentemente. Lo ha comunicato lo stesso istituto di statistica che ha rivisto al ribasso la stima preliminare dello scorso marzo. Ma per decifrare completamente i dati bisogna tenere conto del fatto che la revisione si è estesa anche all’anno precedente. E in questo caso la revisione ha dato un risultato migliore facendo passare il Pil 2014 a un + 0,1% rispetto al – 0.3% registrato in precedenza. Una revisione al rialzo di 0,4 punti percentuali. “Questa revisione al rialzo del Pil nel 2014 – ha sottolineato il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, commentando i dati a margine di un convegno alla Camera – è importante perché anticipa rispetto a quanto si riteneva il punto di svolta” che ha visto uscire l’Italia dalla recessione.

Sul fronte dei conti pubblici, l’Istat certifica che il deficit 2015 è stato pari in valore assoluto a -42,93 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 48,48 dell’anno precedente. Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle Amministrazioni pubbliche) è positivo e pari a 19,528 miliardi di euro, a fronte dei 4.642 milioni del 2014. Il miglioramento – spiega l’Istat – deriva da un aumento delle entrate correnti di 9,7 miliardi di euro e da una diminuzione delle uscite correnti al lordo degli interessi di 5,2 miliardi.
Quanto alle famiglie, nel 2015 alla luce di un reddito lordo disponibile delle famiglie italiane cresciuto dello 0,9% sia in valore nominale, sia in termini di potere d’acquisto, la spesa per consumi finali è cresciuta dell’1,5%. L’Istat sottolinea come questo andamento abbia determinato un calo di 0,6 punti percentuali della propensione al risparmio (ovvero il rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile), che è scesa all’8,3%, dall’8,9% del 2014. In leggerissima ripresa (+0,6%) gli investimenti delle famiglie in abitazioni , un dato che ha interrotto la tendenza alla riduzione degli ultimi anni.

“Il primo anno di ripresa coincide con l’insediamento di questo governo, questo ci incoraggia a proseguire nella direzione che l’esecutivo ha preso”. Così un portavoce del Mef commenta le cifre Istat sul Pil e la revisione in positivo del 2014. “I dati sull’economia vanno affrontati con meno emotività. La revisione 2014 fa intendere che le politiche di sostegno della domanda attuate dal governo abbiano avuto un impatto già nel primo anno. L’intensità della ripresa non viene ritenuta soddisfacente, ma la crescita è tornata già da tre anni”.

In riferimento al 2015 l’Istat ha mantenuto invariato il rapporto tra deficit e Pil. Il parametro che viene tenuto sott’occhio in modo particolare dalla Commissione europea: l’anno scorso si è attestato al 2,6%, in miglioramento dal 3% del 2014. Il debito pubblico  si è attestato nel 2015 al 132,2% del Pil, in crescita dal 131,8% del 2014, mentre le ultime stime del 21 aprile scorso indicavano un rapporto al 132,7%.

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