giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

PKK, Turchia e Curdi. Soluzioni di pace dall’Ue
Pubblicato il 09-09-2016


erdogan-e-mogheriniDopo le purghe di Erdogan a seguito del mancato Golpe, l’Europa torna in territorio turco cercando un’intesa.
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e il Commissario Ue per l’Allargamento, Johannes Hahn, si trovano oggi ad Ankara per il dialogo e i rapporti Ue-Turchia. Durante l’incontro, cui hanno partecipato anche il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu e il ministro degli affari europei Omer Celik, verranno discussi i principali temi di interesse comune tra Ankara e Bruxelles.
In particolare Mogherini in conferenza stampa ha fatto sapere che l’Unione europea continuerà a lavorare con la Turchia sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi.
Tuttavia la dichiarazione che tiene banco in queste ultime ore è l’affermazione di ‘Lady Pesc’ sulla questione curda. Secondo la Mogherini l’Unione europea è pronta ad “accompagnare” il processo di pace tra la Turchia e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Il capo della politica estera dell’Ue, ha poi aggiunto: “Crediamo che tutta la violenza e gli attacchi terroristici debbano fermarsi, che le armi debbano essere abbandonate e che un processo politico debba iniziare. L’Unione europea, ovviamente, sarebbe pronta ad accompagnare questo processo”, ha detto Mogherini in un briefing. L’ex numero uno della Farnesina ha parlato dopo un incontro ad alto livello con il ministro turco per gli Affari europei Omer Celik. Tuttavia la Mogherini ha comunque ribadito che l’Unione europea e ciascuno Stato membro considera la milizia curda PKK un’organizzazione terroristica.
Una posizione che apre allo spiraglio di un nuovo tentativo da parte europea di trovare una soluzione alla situazione del popolo curdo in Turchia, denunciata da anni da parte di dissidenti e reporter.
Non è la prima volta che ‘Lady Pesc’ esce ‘fuori dal coro’ della diplomazia per quanto riguarda il Sultano turco. Dopo il tentato colpo di Stato del 15 luglio, Mogherini aveva risposto prontamente alle accuse di Erdogan di mancata condanna: “l’Unione europea è stata la prima a farlo pubblicamente”, ribadendo la sua posizione “a difesa delle istituzioni democratiche legittime in Turchia”. E puntando l’indice contro il Presidente turco, poiché “le reazioni al tentato colpo di stato devono essere nel pieno rispetto della democrazia, Stato di diritto e delle libertà fondamentali”.
Nel frattempo però continua in questi giorni la ‘pulizia’ del Governo a guida AKP contro i dissidenti, e in particolare contro ogni forma di simpatia verso la popolazione curda.
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha confermato l’inizio delle procedure di sospensione e licenziamenti nel settore pubblico, che avranno come destinatari tutti coloro che sono sospettati di simpatizzare con il Partito curdo dei lavoratori (Pkk). Un nuovo filone di epurazioni, destinato ad affiancare i più di 40 mila provvedimenti presi nell’ambito delle indagini scaturite dal fallito golpe del 15 luglio scorso. “Abbiamo compiuto i passi necessari nei confronti di chi ha legami con i golpisti, ora dobbiamo agire con la medesima decisione nei confronti di chi ha legami con un’altra organizzazione terroristica, il Pkk”. Il presidente turco ha tuttavia voluto precisare che i destinatari di provvedimenti di sospensione “potranno dimostrare la loro estraneità dinanzi una Corte”. Oggi licenziati 11.285 insegnanti nel sud est della Turchia, perché accusati di essere simpatizzanti o legati al Pkk, la cui guerra con Ankara dopo 32 anni stenta a trovare una soluzione.
Non solo, ma le autorità turche hanno anche commissariato le municipalità di Sur (centro storico della ‘capitale’ curda della Turchia, Diyarbakir) e Silvan, nel sud-est del Paese, dopo che gli amministratori locali del partito Dbp, branca locale del Partito Democratico dei Popoli Hdp, sono stati sospesi perché accusati di avere legami con “l’organizzazione terroristica” Pkk. Alle elezioni politiche dello scorso anno, l’Hdp aveva conquistato ampie maggioranza in entrambe le città. Ora a governarle saranno esponenti dell’Akp, il Partito islamo-nazionalista turco al potere.
E mentre le Istituzioni continuano con ‘pallidi’ tentativi di riconciliazioni, l’opinione pubblica si mobilita a favore della popolazione sotto assedio da anni.
“Erdogan terrorista, con Kobane fino alla vittoria”: sono gli slogan che poco fa si sono sentiti sul red carpet della Mostra del cinema di Venezia, mentre in Sala Grande entravano i protagonisti dell’emozionante documentario ‘Our war’.
In tuta mimetica da combattenti, con lo stemma giallo del YPG curdo, tre occidentali che sono tra i foreign fighters anti Isis in Siria – protagonisti del film di Benedetta Argentieri, Bruno Chiaravalloti e Claudio Jampaglia – guidavano il piccolo corteo accanto a rappresentanti dei centri sociali veneziani, schierati con la protesta contro il regime turco. Tra loro anche Eugenio Finardi che ha composto la canzone tema del documentario, coprodotto dalla Rai.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento