martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Chissachilosa
(il Psi e l’articolo 7)
Pubblicato il 22-09-2016


Carissimi pochi ma selezionati e attenti lettori,

quanti che andranno a votare per il mitico referendum costituzionale conoscono veramente la Costituzione? E diciamola la verità, la maggioranza non conosce perfino i primi. Per dire, il 3?, l’11?, l’1?… Qui raccontiamo il genesi del famigerato 7 raccontato da chi c’era, mio padre ..

Tra le questioni politiche di cui il PSI di Pietro Nenni e i suoi eredi possono andare giustamente orgogliosi c’è, senza dubbio, il “no” perentorio all’approvazione dell’articolo 7 della Costituzione, quello che regola i rapporti tra Stato e Chiesa.

Il voto contrario e convintissimo dei socialisti fu espresso alle ore 2 del 25 marzo 1947 in sede di Assemblea Costituente.

Purtroppo il contestatissimo ex articolo 5, poi trasformato in 7, passò per il voto favorevole di 350 costituenti contro 149. A favore 201 democristiani di De Gasperi, 95 comunisti di Togliatti e 54 tra qualunquisti di Giannini, liberali e isolati.

La grande sorpresa (ma non per Nenni) fu il voto favorevole dei comunisti che Togliatti tentò di giustificare in un discorso di logica formale associato a un’assenza totale di comprensione storica del problema. Prima del suo intervento avevano parlato De Gasperi, a favore, e Nenni, contro. Un’altra sorpresa di quella notte furono i voti favorevoli di Nitti, Orlando, Bonomi e Sforza. Senza l’apporto dei comunisti, i cattolici avrebbero vinto con soli 5 voti di maggioranza e, per dirla con Nenni, «sarebbe stato meglio così».

Sul dibattito pesarono due ricatti: quello di De Gasperi, sulla solidità della Repubblica, e quello dell’Osservatore Romano – e dunque del Vaticano – sulla pace religiosa e la riapertura della questione romana. Questo lo scambio di battute fra Nenni e Togliatti:

Nenni: «Abbiamo capito. Voi volete la lotta su questo terreno mentre noi la vogliamo sul terreno sociale».
Togliatti: «De Gasperi ci dichiara guerra. Nenni non l’accetta ed è vero che per fare la guerra bisogna essere in due. Ma per dichiararla basta uno solo. Per togliervi il pretesto di dichiararci la guerra, votiamo con voi l’articolo 7».

Il più puro cinismo, nelle parole del capo del PCI, applicato alla politica; la svolta di Salerno che continua, applicata stavolta alla Chiesa e ai cattolici. Togliatti pensava così di salvaguardare dieci, venti anni di collaborazione con la Democrazia Cristiana.

«Mi sembra un calcolo sbagliato da cima a fondo», osserva Nenni, in tempi di guerra fredda (Diari 1943-1956). «Sono lieto di avere votato “no”».

La Democrazia Cristiana incassò, non ringraziò, e cacciò Togliatti dal governo pochi mesi dopo.

Dopo l’Italia in camicia nera, l’Italia in sottana nera.

Tiziana Ficacci

Libere&Laiche

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Commenti all'articolo
  1. Vorrei chiamarti compagna però mi resta difficile perché sono un po’ stanco di questi giovani – ho settantuno anni e sono un ex-professore di matematica – che sputano sentenze, ma come ti permetti di affermare che pochi conoscono la Costituzione forse tu la conosci da poco perché la vuoi distruggere. Domanda a tuo padre chi era Patrick Henry un costituente che all’assemblea Statunitense nel lontano 1789 disse: “La Costituzione non è un documento per il governo per contenere il popolo; è uno strumento per il popolo per contenere il governo”. Penso che se tu approfondisci l’argomento ti renderai conto che la deforma renzi-boschi è una schifezza o fetenzia in dialetto.

    • Quello renzi certamente non lo riforma è un “lupetto” dell’azione cattolica. Riforma l’art.1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
      La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” perché sta togliendo la sovranità al popolo italiano. Per dimostrare la mia affermazione ti consiglio di andare il 9 ottobre a piazza Venezia alla sede della provincia e vedrai che è giornata di elezione del consiglio provinciale solo che non voterà il popolo voteranno i 1800 consiglieri comunali della provincia di Roma e per il SENATO SARA’ LO STESSO se disgraziatamente passa la DEFORMA COSTITUZIONALE. Se a te sta bene non mi importa ma il popolo italiano non permetterà questo nuovo fascismo.

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