sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum. Pisapia si sfila dal fronte del “No”
Pubblicato il 19-09-2016


Pisapia-MilanoGiuliano Pisapia si sfila dal fronte del “No” al referendum, provocando delusione in Sinistra Italiana, un partito ancora senza leader che guardava proprio a lui con interesse. Stefano Fassina, uscito dal Pd proprio per dar vita con Sel al nuovo partito, lo attacca, dandogli del “doroteo”, mentre tra i Dem, l’ex sindaco di Milano riceve apprezzamenti anche per la sua dichiarata preoccupazione per un centrosinistra diviso. “Mi sembra una guerra fratricida che può portare solo danni enormi a tutti”, ha detto Pisapia in un’intervista a “La Repubblica”, in cui difende anche la riforma costituzionale (“Non è pericolosa e l’ha chiesta il Parlamento”). La divisione che preoccupa l’ex sindaco di Milano non riguarda solo i partiti del centrosinistra, ma anche il loro mondo di riferimento, come “sindacati o Anpi”. “Mi sembra di assistere, tra persone che hanno la stessa storia e gli stessi valori, a una continua e disastrosa polemica con grande gioia della destra”, osserva. Quanto al merito del referendum, Pisapia cerca di “raffreddare il confronto”: “Comunque vada a finire, non è in gioco la democrazia”.

“Pisapia – è il commento del segretario del Psi alle parole di Pisapia – ha rotto il ghiaccio e ha fatto bene. Pronti a dialogare, pronti a discutere”. “La sinistra del no parassitario non fa per noi e non fa per gli italiani. Basta Salvini” – ha concluso Nencini.

Da Sinistra Italiana, che ha sostenuto Pisapia nella sua amministrazione, arriva un gelo polare. Stefano Fassina lo attacca definendo “preoccupanti” sia la sua analisi della riforma oggetto del referendum, sia “l’idea di politica espressa”. L’ex responsabile Economia del Pd, poi, boccia la prospettiva di unità del centrosinistra: “Il problema è che il centrosinistra o l’Ulivo, è stato archiviato dagli elettori perché profondamente segnato dall’impianto culturale e dalla fallita agenda liberista”, cioè quella di Matteo Renzi.

Il rilancio della prospettiva di un centrosinistra unito è invece fatta propria dal ministro Maurizio Martina e dal vicecapogruppo del Pd alla Camera, Matteo Mauri: “Più emergeranno toni e contenuti costruttivi di questo segno, proposti oggi da Pisapia – ha detto il ministro – più si potrà fare un lavoro utile per il paese e per il destino del centrosinistra”. “Chi prova – ha detto Mauri in risposta a Fassina e a Sinistra Italiana – a usare strumentalmente questo passaggio per obiettivi solo politici, non dimostra di avere la responsabilità che tutti dovrebbero dimostrare”.

“Auspico – ha aggiunto il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio – che si stia nel merito: che le ragioni del “Si'” e quelle del “No” si confrontino sui contenuti e non su scenari strani”. Il ministro ha detto che si augura anche che “questo dibattito aiuti il Paese a conoscere meglio la Costituzione nella sua prima parte, che non viene toccata dalla riforma e che ha bisogno di essere conosciuta e amata dagli italiani”.

Redazione Avanti!

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