giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum Ticino. Non cambia nulla nell’immediato
Pubblicato il 26-09-2016


frontalieriNessuna sorpresa per l’esito del referendum del Canton Ticino contro i lavoratori stranieri, ma l’ironia della sorte vuole che proprio la Regione amministrata dalla Lega nord, la Lombardia, sarà quella più penalizzata. Dopo anni di campagne contro gli italiani che “rubano il lavoro agli stranieri” l’iniziativa popolare “Prima i nostri”, lanciata dalla destra nazionalista dell’Udc, ha conseguito i 58% dei voti, il referendum del Canton Ticino ha stabilito che la priorità all’impiego dei residenti piuttosto che ai lavoratori stranieri. E per stranieri si intendono soprattutto i frontalieri che provengono dall’Italia, in particolare dal Piemonte e dalla Lombardia, e ancora più in particolare dalle province di Como e di Varese. Il totale fa circa 60mila famiglie italiane legate al lavoro in Svizzera.
È quindi proprio la Regione Lombardia, a esprimere maggiore preoccupazione per l’esito della consultazione popolare. “Accettiamo l’esito del referendum – scrive il Presidente della Lombardia, Roberto Maroni – naturalmente, ma vigileremo perché ciò non si traduca in una lesione dei diritti dei nostri concittadini lombardi o (peggio) nella introduzione di discriminazioni o violazioni delle norme che tutelano i nostri lavoratori. A partire da domani, dunque, la Regione Lombardia predisporrà le adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini lavoratori”
Roberto Maroni, chiede al premier Matteo Renzi di istituire nella legge di Stabilità una zona economica speciale con agevolazioni fiscali nell’area al confine con la Svizzera. Maroni lo ha detto in una conferenza stampa all’indomani del referendum svizzero sulla priorità ai lavoratori ticinesi. “Domani Renzi viene a Milano – ha detto l’esponente leghista – e coglierò l’occasione per consegnargli il documento approvato nel 2014 dal nostro Consiglio regionale: è la proposta di legge di una zona economica speciale per le aree confinanti con la Svizzera, con agevolazioni fiscali. Mi pare che possa essere ancora di attualità: giace nel cassetto del Parlamento, gli chiederò di inserirla nella prossima legge di Stabilità”.
E mentre il Governatore della Lega cerca riscontri da Roma, l’Italia cerca un sostegno da Bruxelles che sbraita contro la Svizzera, minacciando che il referendum di ieri “non renderà più semplici i già difficili colloqui” sulla libera circolazione delle persone, ma si guarda bene dal difendere l’Italia.
Il risultato del referendum di ieri in Ticino “non renderà più facili i negoziati” già in corso tra l’Unione europea e la Svizzera per affrontare le conseguenze del referendum nazionale che due anni fa ha chiesto di porre limiti all’ingresso di lavoratori europei, fa sapere il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, ricordando che “il presidente Jean Claude Juncker ha più volte chiarito che le quattro libertà fondamentali del mercato unico sono inseparabili, cosa che nel contesto svizzero significa che la libertà di circolazione dei lavoratori è fondamentale”. Nell’ambito del negoziato già in corso Juncker lunedì scorso ha incontrato il presidente della Confederazione elvetica ed hanno “concordato di vedersi di nuovo a fine ottobre” per continuare il negoziato e “trarre le potenziali conseguenze” anche del voto in Ticino che, ha ricordato Schinas, “deve essere ancora approvato dal governo federale”.
A fare eco alle parole europee anche il ministro degli Affari Esteri italiano Paolo Gentiloni che ha ribadito che ogni discriminazione nei confronti dei nostri frontalieri sarebbe un impedimento
all’intesa tra Ue e Svizzera. L’Italia è impegnata a favorire tale intesa che deve essere basata sui comuni interessi economici e sul comune riconoscimento del principio della libera
circolazione delle persone. Inoltre Gentiloni ha avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro degli Affari Esteri svizzero Didier Burkhalter. Il ministro svizzero ha confermato che il
referendum di ieri nel Canton Ticino non avrà conseguenze immediate sui lavoratori frontalieri italiani e che la normativa sui lavoratori stranieri è attualmente all’esame del Parlamento nazionale.
La prossima settimana ci sarà un incontro tra il presidente del Consiglio di
Stato del Cantone Ticino, Paolo Beltraminelli e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per fare il punto sui lavoratori frontalieri lombardi, come annunciato stamane dallo
stesso governatore lombardo. Anche Beltraminelli ha precisato che le conseguenze del voto non saranno così visibili a breve: “Il lavoro sarà impegnativo e riproporrà le difficoltà dell’applicazione dell’iniziativa federale contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio 2014 con un limite ulteriore legato al rispetto del quadro legislativo nazionale”.

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