mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzi rilancia le grandi opere
Pubblicato il 27-09-2016


Ponte stretto Messina

Il presidente del Consiglio ha rilanciato le grandi opere, con particolare riferimento al Ponte sullo Stretto per “togliere la Calabria dall’isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina” e la banda larga, facendo dell’Italia una “gigabyte society”. È quanto ha detto nel corso dell’incontro per i 110 anni di Salini-Impregilo. “Quello che chiedo a voi è che, finita la parte delle riforme, si possa tornare a progettare il futuro”, ha aggiunto Renzi. “Bisogna sbloccare i cantieri e serve la banda larga perché la rete di domani non sarà una diga in Italia né l’autostrada del Sole, ma la banda larga, la gigabyte society, la velocità”.

“Bisogna poi continuare le grandi opere dalla Bari-Lecce alla Napoli-Palermo, con il Ponte sullo Stretto, in un’operazione che sia utile, crei posti di lavoro e ci metta nelle condizioni di togliere l’isolamento della Calabria e avere la Sicilia più vicina”. “Noi siamo pronti”, ha detto citando anche la Variante di Valico ed il Terzo valico tra Liguria e Piemonte. Il Ponte sullo Stretto di Messina può creare “centomila posti di lavoro”. Ha annunciato. Renzi ha indicato l’infrastruttura come parte del completamento della “Napoli-Palermo”. “Se siete nella condizione di sbloccare le carte e di sistemare quello che è fermo da 10 anni – ha detto rivolgendosi a Pietro Salini, numero uno del Gruppo – noi ci siamo”.

“Anas è proprietaria della società Stretto di Messina e se e quando il governo ce lo chiederà, siamo pronti a riavviare l’opera, soprattutto ora che a dicembre sarà terminata la Salerno-Reggio Calabria”. Lo ha affermato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani. “Il progetto va esaminato soprattutto alla luce dello sviluppo dell’alta velocità nel Mezzogiorno verso Palermo e del recupero del gap infrastrutturale del Sud. La cosa importante però è che poi, una volta deciso cosa fare, non si torni più indietro. Il Paese non se lo può permettere”.

In precedenza il Premier aveva visitato l’ospedale San Raffaele dove ha detto che “l’Italia deve smetterla con i tagli lineari. Sulla sanità è evidente che si è tagliato anche troppo”. Il premier ha ricordato che qualche anno fa il Fondo sanitario nazionale era da 106 miliardi, ora è passato a 112, aggiungendo che “la nostra spesa per la sanità sul pil non è più alta degli altri paesi”. “Noi ci lavoriamo. finito il tempo dei tagli in sanità ma dobbiamo gestire meglio in tema dei costi standard”. L’Italia nel settore della sanità è “fra i paesi più forti al mondo”: il presidente del Consiglio Matteo Renzi ne è convinto ed è per questo ritiene che si debba giocare “la partita a livello internazionale”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Sulla Sanità: ma ho letto male io o dal primo gennaio ci saranno tutta una serie di interventi chirurgici (dalla cataratta all’ernia) per i quali i cittadini dovranno pagare un ticket, mentre finora erano gratuiti? Basterà la tredicesima ai pensionati???

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