domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Eurogruppo. Roma e Atene nel mirino
Pubblicato il 09-09-2016


dijsselbloem_june272015_web-thumb-largeI ministri finanziari della zona euro riuniti a Bratislava in vista del prossimo Eurogruppo invitano Atene a rimettersi al più presto al lavoro per il progresso delle riforme strutturali poste dai creditori internazionali come condizione per la concessione di una nuova tranche di aiuti. Secondo il programma di bailout – il terzo – siglato l’anno scorso con i partner della zona euro, la Bce e il Fondo monetario internazionale, la Grecia ha diritto a ricevere fino a 86 miliardi di euro entro il 2018 in cambio della messa a punto delle riforme strutturali concordate. Dall’Eurogruppo è arrivato in maggio il via libera alla seconda tranche del pacchetto, pari a 10,3 miliardi, di cui 7,5 miliardi già anticipati, a patto che Atene rispetti alcuni precisi impegni entro fine ottobre.

L’Eurogruppo ha per ora messo in standby la questione dell’alleggerimento del debito ellenico attuale, visto che vi sono problemi più imminenti, come le rate del prestito che attualmente gravano sull’economica greca. Tutto ciò potrà decidere le sorti del Paese, il cui salvataggio dipende anche dalla partecipazione o meno del Fondo monetario internazionale in questa delicata fase. L’Eurogruppo vuole, chiarezza riguardo a diversi temi, tra cui la riforma del mercato del lavoro, e vigilare sulla questione privatizzazioni.

Insomma in occasione della riunione informale nella capitale slovacca sono diversi i ministri che esprimono il timore che Atene son stia rispettando pienamente i tempi stabiliti. Secondo il presidente Jeroen Dijsselbloem si sarebbe già sprecato molto tempo. “Siamo tornati a fare pressione perché occorre davvero fare passi in avanti: l’estate è finita e si deve tornare al lavoro” commenta.

Ma i timori non sono solo per la Grecia. Nel mirino anche l’Italia. La situazione è ben diversa, ovviamente. Il nostro paese i compiti a casa li ha fatti, o comunque li sta facendo. Ma a preoccupare Bruxelles è la ulteriore richiesta di flessibilità richiesta dal Governo italiano. Cosa che Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici e finanziari, ha detto con chiarezza: “L’Italia – ha affermato – ha già beneficiato di molta flessibilità e deve rispettare le regole, che sono flessibili e intelligenti”. Fredda di conseguenza è stata la sua reazione davanti ad un’apertura da parte della Commissione in merito alla concessione della flessibilità. Secondo Moscovici, bisogna aspettare il documento programmatico di bilancio, che arriverà entro il 15 ottobre.

La battaglia per ottenere la flessibilità necessaria al governo Renzi per finanziare gli interventi previsti dalla legge di Bilancio è quindi tutta da giocare. È il concetto che ha ribadito lo stesso Ministro dell’Economia Padoan che ha parlato di vertice informale. “Il che vuol dire che ci sono opportunità per i ministri di parlare di temi molto generali, come la riforma del patto di stabilità, la possibile istituzione di strumenti fiscali comuni e l’approfondimento dell’unione monetaria”.

Alessandro Nardelli

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