sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

POSTO VACANTE
Pubblicato il 27-09-2016


campidoglioE con Salvatore Tutino sono tre i mancati assessori al bilancio del Campidoglio. Dopo Marcello Minenna,  dimessosi insieme all’ormai ex capo di gabinetto Carla Raineri circa 20 giorni fa,  quel posto rimane vacante. Il  sindaco, nei giorni successivi, aveva individuato nell’ex magistrato della Corte dei Conti Raffaele De Dominicis, l’uomo giusto per occuparsi del bilancio capitolino. Una volta nominato, tuttavia, la sindaca ha dovuto fare marcia indietro, risultando l’ex magistrato indagato per una vicenda legata al suo precedente incarico. Sulla sua nomina, come sull’ultimo nome individuato, quello del magistrato contabile Salvatore Tutino, c’erano state aperte critiche tra i vertici e non del M5S.

A raffreddare l’entusiasmo del magistrato la cui nomina era attesa nelle prossime ore, l’accusa di far parte della casta che gli è stata mossa da alcuni esponenti grillini a cominciare da Roberto Fico. Per queste polemiche, sempre più aperte anche negli ultimi giorni, il magistrato ha deciso di rinunciare e gettare la spugna prima ancora di cominciare. Le guerre intestine del Movimento continuano a fare vittime e Tutino è  rimasto stritolato dalle faide interne e dai veti incrociati dei vari direttori. Una lotta interna per ottenere peso e posizionamento all’interno di un Movimento senza regole e senza democrazia.

Insomma la giunta del comune di Roma, dopo quasi 4 mesi dalle elezioni, non è ancora completa. E a essere vacante è una casella fondamentale. “Non posso accettare – ha spiegato Salvatore Tutino – accuse totalmente infondate e prive di ogni elemento di verità. Avevo dato la mia disponibilità consapevole delle difficoltà e dei rischi che l’impegno avrebbe comportato. Ma pensavo a difficoltà legate all’impegnativo lavoro che mi sarei trovato ad affrontare come assessore al bilancio della Capitale. Invece da diversi giorni – continua Tutino- sono sulla graticola sottoposto a esami surreali. Sono diventato oggetto di una contesa in cui, più che i curricula, contano le illazioni e dove le falsità e le beghe di una certa politica fanno aggio su professionalità e impegno. Gli attacchi, del tutto ingiustificati, da parte di esponenti della forza politica che dovrà sostenere le scelte della giunta, minano alla base ogni possibilità di un proficuo lavoro”.

“Perciò, nel ringraziare la sindaca per la considerazione, ritiro la mia disponibilità a fare l’assessore al bilancio. Continuerò, con serenità e rinnovato impegno, a dare il mio contributo alla Corte dei conti”. Parole che fanno ben capire quale sia il clima attorno al sindaco di Roma Virginia Raggi, il cui prima nemico sempre essere proprio il Movimento dei 5 Stelle che  giorno dopo giorno perde credibilità ancor prima di essere stato messo alla prova sulla capacità concrete di soluzione dei problemi della città eterna.

Bebbe Grillo affida il suo pensiero a poche parole scritte su twitter in cui mette il Movimento in silenzio stampa: “Ringrazio di cuore tutti i portavoce M5S che non faranno né dichiarazioni né interviste su Roma nei prossimi giorni. Grazie di cuore a tutti”. Evidentemente teme, e come dargli torto, che ogni parola può peggiorate una situazione che, come minimo, si può definire ridicola.

“Come nel romanzo di Agatha Christie ‘Dieci piccoli indiani’…. alla fine non ne rimase nessuno” ha commentato il segretario della federazione romana del Psi Loreto Del Cimmuto. “L’ennesima vicenda dell’assessore al bilancio mancato proietta un che di inquietante sul governo del Campidoglio. Eppure, sinceramente, non vorremmo essere costretti nel ruolo dei contestatori a priori. Ci piacerebbe che la Raggi cominciasse a governare, nell’interesse dei romani. Vorremmo veramente metterla alla prova e cominciare a giudicare nel merito i suoi atti di governo. Ma nonostante molte offerte di collaborazione istituzionale, peraltro doverose, non ultima quella del Presidente Zingaretti, si evocano gli attacchi esterni e i poteri forti per coprire le proprie nefandezze. Allora – ha continuato Del Cimmuto – ci sentiamo di dare un consiglio spassionato alla Raggi: assuma su di se  la delega al bilancio, dato che si tratta in fin dei conti di un ruolo politico. Poi si appoggi ad un bravo ragioniere generale e ci dica finalmente cosa intende fare nei prossimi anni. Perché è vero che siamo solo all’inizio, ma il tempo passa e dopo aver detto no alle Olimpiadi sarebbe molto interessante capire ‘dove si va a parare’, come direbbe Totò”.

A dirsi preoccupato è Roberto Giachetti, il candidato uscito battuto dal ballottaggio con Virginia Raggi. Roma “è una città che è paralizzata da mesi, un’amministrazione che non amministra e quello che amministra inevitabilmente in queste condizioni lo amministra male, è di ieri la notizia che è saltato il bando per gli asili nido in convenzione su cui
invece la sindaca aveva fatto roboanti dichiarazioni”. “Sono quattro mesi che siamo in balia di lotte fratricide che stanno paralizzando la città”, ha aggiunto. “L’incompetenza, le bugie, la mancanza di prospettiva politica e amministrativa e le lotte intestine del movimento 5 Stelle – ha aggiunto Ernesto Carbone del Pd – stanno portando la Capitale al collasso. I cittadini non meritano questa lenta agonia”. Per Carbone “Roma si è dotata di un suo evento rievocativo: la giostra dell’assessore”.

“Cercasi assessore al bilancio disperatamente. Possibilmente senza scheletri nell’armadio come inchieste giudiziarie in atto o pesanti conflitti di interessi”, ha ironizzato il senatore Stefano Esposito. “Dopo la rinuncia di Tutino – ha sottolineato l’esponente Pd – la deriva della Giunta Raggi è ormai evidente. La situazione appare sempre più patetica”.

Alla Raggi non rimane che minimizzare. “Era una delle persone che stavamo esaminando, ma il nome arriverà presto”. Ora tocca avanti il prossimo.

Ginevra Matiz

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