domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
La fattoria degli animali
di casa nostra
Pubblicato il 14-09-2016


Mentre leggevo l’articolo di Nuccio Ordine  “La tirannia esemplare del maiale Napoleon”, mi rendevo conto di stare in Italia e che  la famosa favola “ La fattoria degli animali”, scritta nel 1943, ben si adattava al nostro Paese e ai nostri giorni. L’autore George Orwell allude al passaggio dall’utopia egualitaria comunista al feroce totalitarismo staliniano.

Finora, non avevo letto niente a dimostrazione del fatto che gli avvenimenti descritti e le acute riflessioni potessero adattarsi anche a sistemi non perfetti, come sono le democrazie europee e, in particolare, quella  italiana. Invece, ogni parola mi rimandava alla situazione italica. Il culto della personalità, la corruzione, la sistematica distorsione della storia e della cronaca e la volontà di cancellare i valori sociali costitutivi della comunità sono estraibili dalla favola e sistemabili nell’Italia di oggi.

Rottamare ciò che era  la causa di tutti i mali doveva portare a una nuova alba.  Cacciati  gli Zar, doveva arrivare  la “Città del Sole o l’Isola Utopia”.  Nell’Italia degli anni ’90, si diceva che bisognava fare pulizia. Poi, abbiamo saputo che  dovevano essere rottamati quelli, che rappresentavano il vecchio, la politica delle estenuanti mediazioni, i residui di tangentopoli, ecc. Questi erano da eliminare, come gli Zar.

Finita la società corrotta, doveva arrivare l’onestà e la pulizia. Tutti i cittadini sarebbero diventati uguali. Purtroppo, non è stato così. I fatti hanno dimostrato che bisognava rottamare i nemici e qualche concorrente dei poteri forti, che aspettavano l’occasione per riprendersi la Sovranità. Gli animali della  “Fattoria” corrispondono agli imprenditori, tra i quali ci sono molti Stalin, che stanno mandando la classe media nel “Gulag” sociale. La Fattoria è la Confindustria e le Assemblee degli animali-imprenditori  si svolgono a Cernobbio, a Capri  e a Roma. Come gli animali della Fattoria, gli imprenditori  ripetevano: “Eliminiamo l’uomo (Politica e Sindacato)  e il prodotto del nostro lavoro sarà nostro”.

Lo Zar, per i poteri forti , ai tempi di tangentopoli, era Craxi e, dopo la sua morte, è diventato la Costituzione, perché garantisce la “categoria degli umani” contro quella degli Animali. Gli animali dovevano stracciarla e sostituirla con i loro “comandamenti” (efficienza, riduzione della previdenza statale, niente posto fisso, non conoscenza del luogo in cui si morirà, niente tasse, imposte sui servizi e sui consumi, niente IMU sulle Ville  e sugli immobili della Chiesa, blocco dell’ascensore sociale, ecc.). Un’altra similitudine mi ha impressionato. Gli animali  inizialmente si consideravano tutti uguali, dopo un po’ qualcuno si sentiva più uguale degli altri.  C’erano due maiali, uno si chiamava Palla di Neve e l’altro Napoleon. Questi, proseliti del verro Vecchio Maggiore  erano molti amici e avevano capitanato la rivolta. Dopo, però, Napoleon , ambizioso sfrenato elimina Palla di Neve. Mentre leggevo, vedevo Renzi, che faceva fuori Bersani e Letta.  Come gli animali della Fattoria, tutti quelli  del PD furono ridotti al silenzio e iniziò il processo di demolizione dei Sette Comandamenti. Il sesto Comandamento recitava “ Nessun animale ucciderò un altro animale”. Napoleon aggiunse  ” Senza motivo”.  Ormai, nella mia mente una certezza si era formata:  La Fattoria degli animali è il PD e  i sostenitori dell’attuale Governo. Napoleon è Renzi. I Sette comandamenti rappresentavano la nostra Costituzione e gli altri animali erano i gufi.  La conclusione alla quale sono arrivato è che degli antichi sogni non è rimasto  più nulla. Mi sono posto una domanda: Quando vedo i Poteri forti  assediare   la Costituzione, come Napoleon assediava i Sette Comandamenti, mi devo preoccupare? La risposta  è arrivata ed  è  come quella che diede il saggio Asino della Fattoria,  SI.

E, da militante, non posso non agire.

Luigi Mainolfi                                                                                                                           l.mainolfi@alice.it

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