lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

SI CRESCE, MA POCO
Pubblicato il 13-09-2016


Pier carlo PadoanIl Pil cresce meno del previsto. Ma non fa niente. L’ottimismo del premier rimane inalterato. A riferire il dato è il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenuto all’Euromoney Conference a Milano. “L’economia italiana – ha detto il Ministro – sta crescendo, non così velocemente come vorrei, le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il Governo sta per rilasciare”, in occasione dell’aggiornamento al Def a ottobre. Padoan si è soffermato più volte nel suo intervento sulle riforme strutturali, che “stanno diventando sempre più importanti” per la crescita dell’Italia anche se “ci vuole un po’ di tempo perché portino benefici. I cittadini sono impazienti di vedere risultati, e hanno ragione: una delle sfide della politica è quella di fare riforme che possano portare alla crescita il prima possibile”. Uno dei fatti positivi è la crescita dell’occupazione perché in questo caso “è il Jobs Act, la riforma del lavoro, che sta dando i suoi frutti”. Quella delle riforme sarà la strada da seguire anche in futuro, secondo il ministro: “Stiamo iniziando a vedere i risultati”.

Padoan ha anche parlato della manovra per il 2017. Risorse importanti potrebbero arrivare dalla nuova operazione di rientro dei capitali dall’estero, la cosiddetta voluntary disclosure 2. La prima edizione ha fruttato alle casse dello Stato 4 miliardi di euro. La riedizione non raggiungerà con ogni probabilità gli stessi incassi, nettamente superiori alle aspettative iniziali, ma il ministro dell’Economia spera comunque di potersi avvicinare il più possibile a quel traguardo.

“Il ministro Padoan oggi ha detto che i dati del Pil sono più bassi del previsto. Ma noi diciamo la verità. I dati del Pil sono tornati positivi, ma non vanno con la velocità che vorremmo, non è abbastanza, ma il governo non nasconde i dati”, ha detto dal canto suo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi che ha confermato che i dati di stima del Pil sono inferiori al previsto. “E’ la verità – ha detto a Milano -. Ricordo solo che erano negativi fino a qualche anno fa: -2,3% nel 2012, -1,9% nel 2013. Ora sono tornati positivi. Ma noi diciamo la verità, e dunque dico che siamo ancora inferiori a quello che ci aspettavamo e per questo dico che possiamo fare di più. Ma questo – ha aggiunto – è un Paese che ha messo la marcia su innovazione, banda larga e ricerca”.

Padoan ha anche parlato di tasse:  “Continueranno a essere abbassate – ha detto – anche perché questa è una richiesta continua della comunità finanziaria”. “Stiamo guardando altre voci di spesa per abbassarle”, spiega, citando il caso dell’Ires, che “sarà più bassa”. Ma sul deficit il ministro ha parlato chiaro: non può essere aumentato. Una posizione che riduce quindi gli spazi di manovra. questo  Padoan è stato persuasivo nei confronti di Renzi sul fronte del deficit. Con il premier convinto di utilizzare tutto il margine disponibile fino al 3% e il ministro determinato a mantenere un percorso di risanamento del bilancio pubblico rispettando gli impegni europei.  Il Ministro dell’economia non vuole farlo salire ulteriormente: sarebbe grave, è il suo punto di vista,  per i costi di reputazione che il Paese pagherebbe.

Edoardo Gianelli

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