giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Genocidio di bambini mentre i ‘Grandi’ decidono
Pubblicato il 29-09-2016


siria-bambiniIn Siria si sta consumando un vero e proprio genocidio di bambini che dura ormai da sei anni. Un calvario che avviene nell’indifferenza generale mondiale. “I bambini di Aleppo sono intrappolati in un incubo. Non ci sono parole per descrivere le sofferenze che stanno vivendo”, dichiara Justin Forsyth vicedirettore generale dell’Unicef che aggiunge: “Niente può giustificare un tale violenza sui bambini e una tale non curanza del valore della vita umana. La sofferenza e il suo impatto sui bambini è sicuramente la cosa peggiore che abbiamo visto”
Una situazione tragica che si va ad aggiungere a un sistema sanitario ormai al collasso. “Sono rimasti solo 30 medici, pochissime attrezzature e medicine d’emergenza per curare i feriti, mentre cresce il numero di casi di traumi”, si legge, uno dei medici ha fatto sapere che “i bambini con poche possibilità di sopravvivenza troppo spesso vengono lasciati morire perché le scorte sono poche e limitate”.
Almeno 96 bambini stati uccisi ad Aleppo Orientale da venerdì scorso, altri 223 sono rimasti feriti. In totale i piccoli morti dall’inizio della guerra in Siria potrebbero essere più di cinquantamila. Sono le ultime cifre fornite dall’Unicef del dramma della Siria e in particolare della città assediata, nella sua parte orientale, dalle truppe di Damasco dal 17 luglio.
“Inutile girarci troppo intorno. Le Nazioni Unite hanno smesso di contare i bambini morti in Siria nel 2013, quando erano circa 11 mila. Ora si teme che le vittime minori si siano almeno quintuplicate rispetto ad allora ed anche se non ci sono dati certi sono certamente cifre da genocidio”, dichiara Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.
Ma non è solo l’Unicef a denunciare la strage continua di una popolazione inerme, anche Amnesty International denuncia i tragici attacchi degli ultimi giorni in Siria e riflette sul tradimento del Diritto Umanitario e punta il dito direttamente contro l’Onu e De Mistura:
“Dopo cinque anni d’immobilismo sulla crisi siriana – afferma Gianni Rufini direttore generale di Amnesty International, – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce per la seconda volta in pochi giorni per prendere atto dell’ennesima violazione del cessate il fuoco sottoscritto appena pochi giorni fa”.
“Negli scorsi 4 giorni – prosegue Rufini – sono stati circa 150 gli attacchi portati contro la città di Aleppo, causando la morte di centinaia di civili e dimostrando l’incapacità del massimo organo mondiale di porre quanto meno un freno alla lista di violazioni del diritto internazionale; ai crimini di guerra e contro l’umanità che hanno portato alla morte dei cittadini siriani. Uomini, donne e bambini sono vittime innanzitutto dell’indifferenza, del cinismo e della tragica inettitudine dei governi della comunità internazionale. Cinismo nel decidere a tavolino lo sterminio di vite per perseguire obiettivi politici ed economici immorali; inettitudine nel cercare di fermare il degrado di tutti i principi che hanno guidato i destini del mondo negli ultimi settant’anni”.
L’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini, in conferenza stampa a Bruxelles ha fatto sapere che si sta lavorando a delle nuove idee sul piano del negoziato politico e per cercare di fermare il massacro in corso ad Aleppo: “La situazione ad Aleppo – ha continuato Mogherini – è estremamente drammatica. Ho parlato di possibili misure da parte dell’Ue e della comunità internazionale questa notte con Staffan De Mistura, con i nostri Stati membri e con il segretario generale Onu, la settimana scorsa a New York. Non voglio anticipare niente qui, non è il luogo né il momento”.
E mentre parte la disponibilità da parte delle altre potenze occidentali per trovare una soluzione, la vera partita si gioca ancora nella contesa tra Mosca e Washington.
La Russia ha risposto alle richieste Usa con una tregua in Siria di due giorni, non di più. “Abbiamo ripetutamente proposto una pausa nei combattimenti di 48 ore, ma gli Stati Uniti rimangono fermi alla loro richiesta di sette, che è un periodo sufficiente ai gruppi terroristici per rifornirsi e raggruppare le forze. Un cessate il fuoco di sette giorni per noi è inaccettabile”, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov. “Gli Stati Uniti si sono dimostrati finora incapaci di influenzare la situazione ad Aleppo. In queste condizioni, le forze siriane continuano a combattere contro i terroristi”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov il giorno dopo l’ultimatum del segretario di Stato John Kerry che aveva anticipato la sospensione dei contatti fra Stati Uniti e Russia se le forze russe e siriane non avessero posto fine ai raid su Aleppo.
Tuttavia dopo il problema dell’acqua potabile dopo gli intensi attacchi raid aerei che hanno danneggiato gli impianti idrici che rifornivano 250mila nella parte orientale di Aleppo in mano ai ribelli, ora alcune fonti riferiscono che l’aviazione russa, alleata del regime siriano, ha colpito l’unico forno per la produzione di pane della città di Anadan, nel Rif di Aleppo, mettendolo completamente fuori uso e privando la popolazione locale di questo bene di prima necessità.

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