giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Kerry minaccia di rompere con la Russia
Pubblicato il 28-09-2016


kerry-lavrovLa Siria si riconferma il vero punto di snodo nello scacchiere dei rapporti internazionali e di Russia e Stati Uniti in particolare. Il segretario di Stato americano, John Kerry, mette un punto ai continui bombardamenti su Aleppo da parte di Assad e lo fa puntando l’indice contro la Russia. In una conversazione telefonica con il suo omologo russo Sergey Lavrov, Kerry ha chiarito che la cooperazione tra i due Paesi sarà interrotta se la Russia non soddisfa determinate condizioni, in particolare, se non ferma l’offensiva delle truppe siriane ad Aleppo e non prende provvedimenti per ripristinare la tregua.
Le forze militari siriane fedeli al presidente Bashar al-Assad hanno riconquistato il controllo della zona nei pressi del quartiere al Farafira di Aleppo, nel cuore della città vecchia, strappandolo dalle mani dei ribelli sotto un diluvio di bombe. Tutto questo avviene dopo giorni di pesanti incursioni aeree da parte dell’aviazione siriana appoggiata da quella russa sui quartieri orientali di Aleppo, tanto che le potenze occidentali hanno finito con l’attribuire alla Russia la responsabilità di veri e propri crimini di guerra, accuse che il Cremlino ha rispedito al mittente giudicandole inaccettabili.
“Io ancora mi auguro che prevalga il buon senso da parte russa e che la Russia collabori nel far smettere Assad nel suo atteggiamento di massacrare il suo popolo”, dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. “Se non lo farà sarà io credo che inevitabile una rottura drammatica a livello diplomatico internazionale – avvisa Gentiloni – salteranno tutti questi tavoli di negoziati con la Russia che tornerà ad essere isolata e tutto per assecondare un dittatore nella via del declino? Io continuo a sperare che sia possibile riprendere quel filo del negoziato”. Gentiloni infatti ricorda come si fosse “arrivati molto vicini a New York, abbiamo avuto discussioni di ore e ore con la Russia, alla fine il tavolo è saltato, io ancora mi auguro che riprenda, perché purtroppo una soluzione militare non è alla nostra portata in questo momento”. L’obiettivo quindi, ha spiegato ancora il ministro, è riprendere “l’idea di tregua che con i russi era stata negoziata tre settimane fa”.
La Russia rischia ancora una volta di finire nell’isolamento diplomatico, nello stesso tempo però sono gli stessi Stati Uniti a condurre verso uno scontro disastroso. Pochi giorni fa Damasco ha accusato la coalizione a guida americana di avere bombardato una base governativa nell’est del Paese, permettendo ai miliziani dell’Isis di avanzare. L’attacco ha provocato 62 morti tra i militari siriani e ne ha feriti altri cento. Gli Usa: “Rammarico per i morti, ma i russi preavvisati dei raid”. Nello stesso tempo il continuo scontro tra Assad e le forze occidentali ha finito con l’avvicinare i ribelli siriani a tutte le altre fazioni anti-regime, anche quelle di tipo terroristico, pur di difendersi da Damasco, come Jabhat fatah al Sham, ex al Nusra.
Nel frattempo il massacro continua indiscriminato sulla popolazione civile, con il rischio in particolare per i bambini di Aleppo che ora si ritrovano anche senza acqua potabile. Gli intensi attacchi hanno danneggiato le stazioni di pompaggio dell’acqua che fornivano acqua pulita a 250mila persone nella parte orientale della città di Aleppo. Lo denuncia l’Unicef che spiega come “oltre 100mila bambini sono stati costretti a bere acqua da fonti non sicure, o da fori superficiali nelle tubature o da pozze d’acqua che fuoriusciva dai tubi rotti”. Privare i bambini di acqua pulita “li espone al rischio di epidemie di malattie legate all’acqua e si aggiunge alla sofferenza, alla paura e all’orrore che i bambini ad Aleppo vivono giorno dopo giorno”, ha dichiarato Hanaa Singer, rappresentante Unicef in Siria. L’Unicef – si legge – sta supportando interventi urgenti per riparare i danni alle stazioni di pompaggio dell’acqua.

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