sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria, ripresi i raid. Salta
il summit con Mosca
Pubblicato il 26-09-2016


siria-bombe-cloroSono ripresi raid intensi su Aleppo e dintorni, nel nord della Siria, raid aerei governativi siriani e russi secondo quanto riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) e giornalisti presenti ad Aleppo orientale assediata dalle forze lealiste. Il Centro di documentazione delle violazioni in Siria ha contato 51 civili uccisi nelle ultime 48 ore nella regione di Aleppo.

La situazione in Siria è “estremamente complicata” e le accuse lanciate da Gran Bretagna e Stati Uniti contro la Russia sono “inaccettabili”: lo ha denunciato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, replicando al ‘processo’ alla Russia e al regime di Bashar Assad durante la riunione d’emergenza sulla Siria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Riteniamo del tutto inaccettabile il tono della retorica dei rappresentanti di Gran Bretagna e Stati Uniti e notiamo che questo può causare gravi danni al processo di soluzione della crisi e ai nostri rapporti bilaterali”, ha affermatato Peskov.

Il “tono” di alcuni funzionari britannici e americani è generalmente “inaccettabile”, ha aggiunto il portavoce Peskov. Tale “retorica”, ha aggiunto, può provocare “grande danno” al processo di pace in Siria e alle “relazioni bilaterali”. Lo riporta la Tass. Peskov ha inoltre sottolineato che al momento “non ha senso” tenere un summit sulla Siria e ha definito la situazione come “molto difficile”.

Intanto in Siria proseguono i bombardamenti su Aleppo che non risparmiano alcun obiettivo: nelle ultime ore è stato colpito l’ospedale Omar bin Abdelaziz, situato nel quartiere assediato di Maadi, reso inagibile da un raid aereo che ha causato un numero ancora non chiaro di feriti.  Dalla città, l’attivista Abu Muyahed al Halabi, della rete di opposizione Red Sham, ha detto che sono stati gli aerei russi ad attaccare il centro ospedaliero e che “ci sono stati solo feriti lievi, tra i quali alcune infermiere e medici”.

Nel suo intervento il Cremlino ha anche bocciato l’idea di un vertice internazionale sulla Siria: “La situazione per ora è troppo amorfa per incontrarsi ad alto livello”, ha spiegato Peskov, aggiungendo che bisogna capire “a livello di esperti” le ragioni dei problemi esistenti e chi ne è responsabile. Secondo il portavoce presidenziale, inoltre, la divisione tra opposizione moderata e terroristi in Siria, su cui si è impegnata Washington, non è ancora arrivata.

“Quello che la Russia sta sponsorizzando in Siria non è lotta al terrorismo, ma barbarie”, aveva denunciato l’ambasciatrice americana all’Onu, Samantha Power, ricordando i 150 raid delle precedenti 72 ore. “Mosca”, aveva rincarato il collega britannico, Matthew Rycroft, “collabora col regime siriano per commettere crimini di guerra”. “Il caos in Medio Oriente”, aveva replicato il rappresentate russo Churkin, “lo avete provocato voi, distruggendo l’equilibrio del passato. Ora usate i terroristi di al Nusra per abbattere il governo siriano”. L’inviato di Damasco, Bashar Jaafari, ha assicurato che “la vera guerra al terrorismo non è ancora cominciata. L’avvento della vittoria siriana è imminente, e porterà all’applicazione di tutte le risoluzioni del Palazzo di Vetro”.  La riunione d’urgenza del Consiglio era stata richiesta dagli americani per denunciare l’offensiva russo-siriana che ha fatto saltare la tregua negoziata il 9 settembre scorso dal segretario di Stato, John Kerry, e dal ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.

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