domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna. La rivolta del Psoe per sfiduciare Sanchez
Pubblicato il 29-09-2016


sanchezSoffia forte la crisi dei socialisti spagnoli. Dopo il continuo stallo per la formazione di un Governo si passa alle liti interne che lacerano e scuotono il Partito socialista spagnolo a guida Sanchez.
Il braccio di ferro vede da una parte Pedro Sánchez con il suo “no” al governo Rajoy e che vorrebbe formare un governo alternativo, a guida PSOE, con Podemos e Ciudadanos, decisione alla quale sembrerebbero contrari i principali leader regionali del Psoe: i “baroni” starebbero infatti facendo pressioni perché Sanchez dia via libera a un esecutivo del Pp, ritenuto a questo punto preferibile ad un ritorno alle urne da cui il partito non avrebbe nulla da guadagnare – almeno a giudicare dai sondaggi. Soprattutto poi dopo le elezioni di domenica scorsa nei Paesi Baschi e in Galizia, che hanno visto un’affermazione del PP e un ulteriore crollo del PSOE.
I membri del Psoe spagnolo critici nei confronti di Pedro Sanchez hanno presentato quindi le dimissioni di massa, in tutto 17 che unite alle tre precedenti rappresentano la maggioranza dell’esecutivo del partito, per costringerlo a lasciare l’incarico di segretario generale. L’obiettivo è impedire la votazione sul congresso e le primarie del 23 ottobre, annunciati da Sanchez. Secondo lo statuto del Psoe, le 17 dimissioni comportano l’estinzione dell’organo direttivo e la perdita del potere per il segretario generale. Ma Sanchez si ritiene ancora nel pieno delle sue funzioni e intende convocare oggi stesso i membri dell’esecutivo del partito che ancora lo appoggiano e riunire poi sabato il comitato federale per continuare nel progetto di indire un congresso straordinario.
Il Partito rischia così di essere lacerato, specie dopo che gli stessi membri dell’esecutivo che si sono dimessi hanno cercato di convocare la commissione di garanzia, senza riuscirci, con l’obiettivo di formare una comisión gestora che governi il partito ad interim. Entrambe le parti negano legittimità all’altra.

Liberato Ricciardi

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