domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna, le elezioni in Galizia avvertimento per Sanchez
Pubblicato il 26-09-2016


Pedro Sanchez

Le elezioni regionali in Galizia e Paesi Baschi hanno indebolito i socialisti spagnoli e ora cresce il pressing sul leader del Psoe, Pedro Sanchez, perché permetta la nascita, con la sua astensione, di un nuovo governo guidato da Mariano Rajoy. Il Psoe ha chiuso al quarto posto nella regione basca, scavalcato da Podemos, e in Galizia ha conquistato gli stessi seggi, 14, della coalizione En Marea di cui fa parte anche Podemos che punta a scalzare il Partito socialista come prima forza di sinistra. Nel vertice del Psoe in programma sabato prossimo, Sanchez a questo punto potrebbe rivedere la sua strategia di guardare a Podemos per un futuro governo.

Il segretario del Pp, Maria Dolores de Cospedal, ha affermato che “i socialisti sono stati puniti alle urne per lo stallo istituzionale” e ha invitato il Psoe a “riflettere” su questo risultato. “Non sono risultati buoni per i socialisti”, ha ammesso Cesar Luena, uno dei massimi dirigenti del partito. Il Psoe viene da due risultati negativi nelle elezioni di dicembre e giugno scorsi, da cui non è emersa una maggioranza chiara al punto che la Spagna è senza un governo nel pieno dei poteri da nove mesi.
Le elezioni nelle due regioni settentrionali hanno visto una vittoria dei popolari del premier, Mariano Rajoy, in Galizia e del Partito nazionale basco (Pnv) nei Paesi Baschi. In Galizia, un bastione conservatore di cui è originario Rajoy, i popolari hanno confermato i loro 41 seggi su 75 mentre nei Paesi Baschi ne hanno conquistati 10, solo un meno rispetto alle precedenti elezioni. I nazionalisti baschi moderati del Pnv hanno ottenuto 28 seggi ma dovranno cercare nuovamente il sostegno di altre formazioni per formare un governo di coalizione guidato sempre dal governatore uscente Inigo Urkullu.

Erano più di tre milioni gli spagnoli chiamati alle urne per questo test elettorale che potrebbe aiutare Rajoy a formare finalmente un esecutivo. C’é tempo fino al 31 ottobre per trovare un governo nazionale, dopodiché si tornerà a votare, il 18 dicembre, per la terza volta in un anno, un record.

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