venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

DOPO LE PROMESSE
Pubblicato il 05-09-2016


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Comincerà la “fase di dialogo e ascolto” per quanto riguarda la ricostruzione del dopo terremoto. Lo ha detto il premier Matteo Renzi dalla Cina aggiungendo che domani si farà “il punto della situazione delle ricostruzione insieme al commissario Vasco Errani”. “Casa Italia è un progetto di tutto il Paese, al quale ci avviciniamo più da padri che da rappresentanti del governo”, ha aggiunto. Intanto è stato costituito un pool di magistrati della procura di Rieti per fare il punto “sulle misure straordinarie necessarie per assicurare che la procura di Rieti sia posta in grado di proseguire nel difficile impegno di accertare responsabilità penali di singoli, collaborando al contempo con le autorità preposte alla ricostruzione”. Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, intervenendo all’assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti dei consigli regionali, riunita a Roma ha reso noto che Il bilancio delle vittime del terremoto del 24 agosto è salito a 295, “perché oggi è stato recuperato un altro corpo”.

Ne parliamo con l’onorevole Pastorelli, deputato sabino del Psi e componente della commissione Ambiente.

Oreste Pastorelli, deputato e tesoriere del Psi.

Oreste Pastorelli, deputato e tesoriere del Psi.

A meno di due settimane dal terremoto preoccupa la situazione dei cittadini sfollati. C’è il rischio concreto che i comuni colpiti, soprattutto quelli più piccoli, vadano incontro a fenomeni di spopolamento?
“Assolutamente sì, il pericolo è concreto. Per questo giovedì scorso ho chiesto al Governo di intervenire prima di tutto in favore delle aziende colpite. In particolare le imprese agricole e artigianali, vero motore del territorio, devono essere messe in condizione di ripartire subito, altrimenti il rischio concreto è che si possano spostare in altre zone. E questo non possiamo permettercelo. La ricostruzione deve procedere di pari passo con un nuovo inizio dell’occupazione locale”.

A proposito di ricostruzione, i nuovi paesi devono essere edificati lì dove erano o bisogna dar vita alle cosiddette new town?
“In questo senso sia gli abitanti che gli amministratori sono stati chiari: vogliono restare dove erano. D’altronde si tratta di comuni antichi, ricchi di storia e cultura, ai quali la gente è molto legata. Lo Stato deve ascoltare i cittadini e comportarsi di conseguenza. Sotto questo aspetto, la volontà della popolazione è stata espressa chiaramente. Ora bisognerà fare in fretta. L’inizio degli interventi, con la riapertura lampo del ponte di Amatrice, è un primo grande risultato. Le new town, poi, non hanno avuto il risultato sperato, come dimostrato a L’Aquila”.

Riguardo all’inchiesta aperta dalla procura di Rieti, è possibile che qualche edificio non sia stato adeguatamente ristrutturato?
“C’è un’inchiesta in corso, ci penserà la magistratura. Da tempo noi socialisti chiediamo l’istituzione della carta d’identità per gli immobili, iniziando da quelli edificati nelle zone a più alto rischio sismico. In questo modo ogni lavoro effettuato sarebbe ben tracciato”.

Quale deve essere la reazione della politica per dare risposte concrete ai cittadini in difficoltà?
“Dobbiamo andare oltre le rivalità politiche per lavorare tutti nella stessa direzione. Ai cittadini non interessano polemiche sterili, ma la soluzione dei problemi. E su questo percorso dobbiamo proseguire”.

Oltre alla carta d’identità degli edifici avete proposto anche incentivi fiscali per chi mette in sicurezza la propria casa.
“Esattamente. Nella prossima legge di stabilità bisognerà intervenire per ampliare il credito d’imposta del 65% già previsto dall’ecobonus nei confronti di case, edifici pubblici ed imprese che adottano sistemi antisismici. Così come sarebbe corretto dare la possibilità a chi mette in sicurezza il proprio immobile di ottenere mutui a tasso zero. La prevenzione deve diventare una priorità per questo Paese”.

Durante le tue visite nei comuni colpiti, qual è la cosa che ti è rimasta più impressa?
“La grande dignità dei cittadini, che non si sono mai arresi dinanzi alle enormi difficoltà sopraggiunte. Nella tragedia, l’Italia si è dimostrata ancora una volta una grande nazione. I soccorsi si sono messi in moto sin da subito dopo la prima scossa ed è da sottolineare, senza retorica, l’immenso lavoro svolto da Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e volontari”.

Edoardo Gianelli

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Commenti all'articolo
  1. Sicuramente è un punto importante che la ricostruzione tenga conto del volere dei cittadini di restare a vivere nelle loro terre e maggiormente che l’attenzione sia per far ricominciare prima possibile l’attività produttiva del territorio; in questo modo la ripresa può essere più veloce ed è da queste imprese che il territorio può di nuovo riprendere forza.

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