venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tribunali e politica
Pubblicato il 23-09-2016


La sentenza definitiva sul nostro congresso di Salerno avverrà tra un mese. La transitoria sospensione degli atti congressuali pare riferirsi esclusivamente alla media del tesseramento che porta a stabilire un quorum effettivamente non raggiunto, ma che dovrebbe, a nostro avviso, completarsi con la più scrupolosa registrazione delle quote lasciate a federazioni in campagna elettorale e al piu basso tetto deciso per i giovani e i pensionati che tra gli iscritti rappresentano il 60 per cento. Lasciamo perdere per ora i termini della sospensiva e concetriamoci sui nostri rapporti interni.

Come del resto scrivono quest’oggi i giornali il ricorso ai tribunali è stato un atto la cui responsabilità cade sulla componente di Area socialista, che decise di non partecipare al congresso di Salerno, non si è capito se in base alla contestazione del tesseramento o al presupposto di non riuscire a raccogliere le firme necessarie per presentare una mozione. Il ricorso ai tribunali di alcuni esponenti di tale componente, non di tutti, perché Bobo Craxi non risulta firmatario dell’atto di denuncia, rappresenta uno strappo difficile da rimarginare. Anche perchè di tribunali il Psi farebbe volentieri a meno. Dopo essere stato sottoposto a giudizi sommari su iniziativa esterna problematico oggi sopportare di esserlo per iniziativa interna.

Ad ogni modo penso che il Psi debba proseguire la sua azione politica e per questo ha convocato un incontro per la prossima settimana al fine di decidere le iniziative da intraprendere. Capisco la difficoltà di mettersi tutti dietro un tavolo per evitare ulteriori danni d’immagine. Già troppi ne abbiamo sopportati in passato e anche negli ultimi venticinque anni, quando ogni segmento socialista è stato attraversato da pericolosi conflitti e questi sono spesso degenerati in risse e in divisioni, a volte in contemporanei ricorsi a organi esterni. Se si potesse ritornare alla politica, al confronto, al buon senso non sarebbe male. Forse è tardi per troncare l’iter giudiziario, ma sarebbe opportuno, comunque vadano le cose, evitare di gettare via quello che faticosamente si è costruito, per tanti anni, anche tutti insieme. E’ ancora possibile?

Mica certo può essere suggerito il vecchio detto di Turati secondo il quale era meglio aver torto nel partito che ragione contro di esso. I tempi sono cambiati. Oggi purtroppo qualcuno pensa a se stesso e preferisce solo che l’avversario interno perda, non importa come. Quanto al partito se restano un mucchio di macerie, meglio. Non credo ci siano state irregolarità nel tesseramento. Conosco da vicino i nostri segretari di federazione e regionali. Sono brave persone che si sacrificano per continuare a fare proselitismo e a finanziare la nostra piccola comunità. Può darsi che qualcuno abbia pagato un po’ meno del dovuto. Ma il nostro tesoriere è in condizione di dare tutte le delucidazioni necessarie. Perché nessuno aveva contestato la platea congressuale di Venezia? Non erano allora gli stessi che oggi hanno fatto ricorso i responsabili principali del partito? Non erano due dei ricorrenti segretari regionali del partito? Non era un altro commissario in due regioni e altri due autorevoli esponenti della segreteria? Suvvia. Resta una grande amarezza per questa storia che con un minimo di buon senso poteva essere evitata. Si può ancora fare qualcosa? Ci si muova…

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Commenti all'articolo
  1. Credo che questa vicenda sia molto brutta, e purtroppo è capitata ad un partito che già ha una situazione politica e elettorale molto imbarazzante, ora per dei capricci della direzione si ritrova anche la tegola della via giudiziaria. Noto nell’articolo che si cerca il buon senso, ma leggendo i fatti e la storia di come è andata credo che sia troppo tardi. Area Socialista può essere incolpata solo di non aver partecipato al congresso, e di essersi fidata fin troppo delle promesse del congresso di Venezia, ma la direzione e la segreteria di errori ne ha compiuti uno dietro l’altro, e questo, dico forse, ha determinato la situazione attuale. La sentenza del giudice Cardinale si sofferma su due accuse, la prima riguarda il gonfiamento degli iscritti, immaginari 22000, reali 6000 di cui metà irregolari, almeno questo riporta la stampa. Poi abbiamo il fattore delegati che visti i parametri degli iscritti hanno avuto un aumento sproporzionato, e certamente se i segretari provinciali e regionali adottano certe regole, Roma non può dire non so, le direttive saranno, sono e devono essere dettate dalla direzione e segreteria nazionale.
    Il terzo argomento è ancora sugli iscritti, i dirigenti del partito, almeno si legge nella sentenza, negano l’accesso agli elenchi e alla contabilità, c’è da domandarsi, anche incuriositi, come mai? Questi sono i capi d’accusa dove certamente la difesa deve dimostrare il contrario, e ribaltare la sentenza.
    Ci sono da dire anche alcune cosette sul congresso, perché secondo me anche lì la maggioranza del partito non si è comportata correttamente. Prima di tutto non si capiscono a pochi mesi dall’evento quelle espulsioni senza motivo, senza un chiarimento e questo credo che sia molto grave, inoltre nel leggere i reporter si trova anche che ad un certo punto si cambiano le regole per presentare le mozioni, chiamarlo atto vile, viste le circostanze mi sembra giusto, ma politicamente è un atto di debolezza.
    Ieri nel leggere i vari articoli noto che c’è all’interno del congresso una fascia chiamata delegati di merito, domando chi sono, da dove provengono, e quale è il sistema e il modo per la nomina?
    E sull’andamento del congresso c’è da notificare anche la nomina di Vittorio Craxi in direzione del partito, quando lo sappiamo tutti che era assente nell’assise, da craxiano ripeto come ho scritto nell’altro post, vi fa ancora comodo il cognome?
    Concludendo mi chiedo come mai il Psi attuale con una direzione e una segreteria che vanta di essere in parlamento e al governo e di essere l’unica casa dei Socialisti (e questo mi sembra fondamentale) si sia ritrovata per quattro capricci in questa situazione fratricida.

  2. Sollazzo, Ciucchi, Biscardini, Potenza e Labellarte sulle macerie del PSI dopo il 92 ci si sono aggirati come sciacalli come dopo un terremoto. La ricostruzione li vede aggirare smarriti e confusi perchè il panorama cambia e loro non possono più aggirarsi sciacallando perché ci sono nuove facce a presidio della ricostruzione. Ex filistei senza patria, in cerca di un Sansone che li riconosca.

  3. Totalmente d’accordo con quanto espresso da Mauro Del Bue. Occorre ora uno scatto d’orgoglio da parte di tutti i vecchi e nuovi compagni socialisti per ridare slancio e dignita’ al piu’ glorioso Partito della nostra Storia Nazionale. Facciamo in modo che i nostri Turati, Matteotti, Rosselli, Nenni, Pertini e Bettino Craxi non si rivoltino nelle loro tombe.

  4. Certamente una grande amarezza di tutti i socialisti per questa vicenda assurda per un partito politico perché le controversie si risolvono nel Partito e non nelle aule di tribunale. Ora l’attuale dirigenza e, in primis, il segretario Nencini devono fare tutto il possibile per riportare serenità fra tutti gli iscritti e consentire al Partito di andare avanti. Da convinto militante devo condannare i compagni che hanno fatto ricorso, ma sono convinto che il Partito debba porre a base della sua attività la trasparenza nei confronti degli elettori e dei propri iscritti. Quindi è inconcepibile che gli elenchi degli iscritti non possano essere resi pubblici. Il Partito non può essere considerato come una loggia segreta.

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