sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Tutti in piedi’
per Antonio Rezza
al Fringe Festival
Pubblicato il 05-09-2016


Io_01Non poteva che concludere la settimana con un artista eccezionale il Fringe Festival di Roma, la più grande vetrina italiana di Teatro Off. Antonio Rezza esalta e rimarca ancora una volta il suo ruolo di attore unico e inimitabile portando a un tutto esaurito e a posti in piedi anche in uno spazio vasto come il laghetto di Villa Ada.

Sul palco di Villa Ada Rezza stupisce e viene acclamato con uno dei suoi primi cavalli di battaglia: IO, con la collaborazione di Flavia Mastrella porta sulle scene l’avanguardia teatrale servendosi solo di una struttura di metallo sottile che sostiene i teli, attraverso i quali parte e si trasforma il personaggio.

Tutto inizia con la società (“Se la società ti disprezza è colpa tua”), culla dell’IO, la quale crea, trasforma e indispettisce l’IO. Il Personaggio di Rezza punta subito l’indice contro se stesso, gli altri e le visioni e i modi di pensare trasformati in frasi ossessive. Tormentoni che però vengono puntualmente analizzati fino ad essere derisi per poi venire completamente svuotati.

I personaggi che incarnano le ossessioni come la salute, impersonata dal radiologo, fino alla pulizia del ‘lavatore di lenzuola’, sono noti, ma Rezza si spinge oltre. Dissacrante come sempre, ma come pochi riescono, Antonio Rezza non risparmia nessuno. Dai ‘salvatori’ del mondo terreno contro stupratori, drogati e terremoto, fino ai ‘redenti’ dell’altro mondo, i fedeli. Ognuno di questi personaggi finisce per essere fagocitato dalle proprie ossessioni e paure… ma solo dopo essere stati loro stessi ad averli creati.
Le antiche ossessioni personali dell’IO vengono nutrite da quelle della società (alcune più che attuali), come l’avere figli, “magari un bel moretto” che finisce per essere ‘soffocato’ già nella pancia della madre. O una cultura distrutta dalle nenie mnemoniche di studenti al suono di un Ta-Ta-Ta. Lo stesso Ta-Ta-Ta emesso dal mitra di un Ministero…antonio-rezza-in-io-L-1

L’IO e la sua stessa vita finiscono per essere solo un ‘gioco’, il gioco dell’Oca. Un continuo battersi e combattere fino allo stremo per vedere i risultati e le gratificazioni solo ‘alla fine’ del gioco. E Rezza non risparmia di ripetere “perché i risultati devo vederli alla fine? Perché non ora?”.

Il gioco e la vita si conclude appunto con l’uscita di scena dell’Io che percorre e attraversa la galassia fino all’ultima preghiera…anch’essa ossessiva e senza senso.

Spettacolo irriverente, non mancano sketch improvvisati con il pubblico.

Il Roma Fringe Festival, iniziato sotto la stella ironica di Diego ‘Zoro’ Bianchi continua ancora nei prossimi giorni, fino al 10 settembre.

Qui di seguito il programma:

Roma Fringe Festival 2016

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