domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Us Open, il Wta: i ‘miracoli’ di Kerber e Pliskova.
Il ritorno della Wozniacki
Pubblicato il 13-09-2016


usa_tennisUn’edizione 2016 degli Us Open di grandi emozioni. A partire dai ‘miracoli’ compiuti da Angelique Kerber e Carolina Pliskova. Nel femminile sono loro ora le tenniste da battere e la loro finale femminile è sembrata una replica al contrario del Wta di Cincinnati, in cui la prima è riuscita a prendersi la rivincita su un’avversaria che sembra ormai destinata a competere alla pari con lei.
Nel match decisivo, la tedesca e la ceca fanno il loro ingresso in campo accompagnate dai raccattapalle, che portano loro il borsone con le racchette, tenendo in mano un mazzo di fiori ciascuna. Effettivamente è come se già avessero vinto, stabilendo dei record. La Kerber è diventata da qualche giorno numero uno al mondo, superando Serena Williams; la Pliskova è salita al n. 6 della classifica mondiale, ma è stata l’unica nel torneo del Grand Slam a battere (senza essere la n. 1 al mondo) entrambe le sorelle Williams (impresa non da poco): rifilando un 7/6(3) al terzo set ai quarti a Venus (in rimonta dopo aver perso il primo per 6/4, per poi ricambiare il 6/4 dell’americana); al turno successivo, poi, la ceca ha continuato a sorprendere eliminando la super favorita Serena per 6/2 7/6(5). Eppure la testa di serie n. 1 del seeding era sembrata davvero ben determinata, ma forse un problema al ginocchio l’ha frenata. Nessun dubbio, invece, sull’ottimo momento che sta vivendo Carolina, in grado di essere devastante con servizio e dritto potentissimi. A distanza di circa un paio di settimane, le due tenniste sono scese in campo per affrontarsi nella finale come a Cincinnati. Con due stati d’animo diversi: la logica del “dovrò dare il massimo e penserò a fare del mio meglio” per la ceca e quella del “sono soddisfatta di essere diventata n. 1 al mondo, ma voglio vincere: solamente che dovrò fare ancora di più rispetto a Cincinnati, dove ho accorciato troppo le traiettorie contro Carolina permettendole di essere molto incisiva; dovrò metterle più pressione essendo più aggressiva. Ho molte aspettative su di me e non sarà facile gestirle –ha replicato la tedesca-, ma sento di essere maturata e di saper approcciare meglio un match decisivo come una finale di uno Slam”. La Kerber è apparsa subito meno tesa rispetto a una Pliskova (testa di serie n. 10) visibilmente molto più nervosa. Ed è questa serenità e tranquillità di gioco che hanno permesso alla neo n. 1 al mondo di compiere l’impresa di controvertere l’esito della finale di Cincinnati. Riscrive la storia, dimostrando tutta la sua solidità. Il 2016 si conferma anno fortunato per lei: due Grand Slam vinti, il primo posto nella classifica mondiale raggiunto e l’argento conquistato alle Olimpiadi di Rio. Per ironia della sorte, ci sono quasi delle coincidenze causali che ritornano a descrivere questi passaggi. Se i suoi due più grandi successi sono stati agli Australian Open e qui agli Us Open, l’esito delle vittorie ha del curioso e si richiama in maniera fortuita quanto evidente: se contro Serena Williams al primo Grand Slam dell’anno vinse per 6/4 3/6 6/4, nell’ultimo della stagione batte la Pliskova sempre al terzo set per 6/3 4/6 6/4. Due risultati simili, così come il confronto con la ceca per la seconda volta consecutiva dopo Cincinnati (dove la tedesca perse per 6/3 6/1 in un match quasi senza partita perché pressoché perfetto da parte della ceca): di fronte pertanto due volte come nel 2015, quando si affrontarono prima a Birmingham e poi a Stanford. Angelique realizza così, a soli 28 anni, un sogno che aveva sin da bambina. Evidente la sua gioia e la sua commozione al momento della premiazione, regalando emozioni non meno forti rispetto alla “speciale” finale tutta azzurra dello scorso anno tra Pennetta e Vinci. Flavia, ormai ritiratasi, è stata protagonista nel sorteggio dei tabelloni oltre che durante gli incontri del marito Fabio Fognini. Roberta, dal canto suo, è stata al centro di uno dei più bei match del torneo, proprio contro la Kerber. Soprattutto nel primo set contro la tedesca, l’azzurra ha lottato molto in una partita equilibrata sino al 7/5, per poi arrendersi e crollare nel secondo parziale (incassando un severo 6/0). L’italiana, testa di serie n. 7, è uscita di scena al quarto turno per mano della testa di serie n. 2, che ha incassato un montepremi di tre milioni e mezzo di dollari. Così come il vincitore della parte maschile Stan Wawrinka: sicuramente un fatto importante che non vi sia disparità di entità nei premi. Inoltre, se dal canto suo la testa di serie n. 10 ha fatto eco alla vincitrice assoluta ed ultima del Grand Slam, essendo protagonista dell’altro forse più entusiasmante e combattuto incontro del torneo contro Venus Williams, non sono mancate nel femminile altre sorprese. Oltre la buona tenuta di Simona Halep (testa di serie n. 5), c’è da segnalare il ritorno in ottima forma di Caroline Wozniacki. La danese, dopo un periodo un po’ scuro, si è spinto sino alla semifinale, dove ha incontrato proprio la Kerber e da cui ha perso con il punteggio di 6/4 6/3.

Barbara Conti

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