XXXV Congresso nazionale della LIDU

scarpaDal 29 al 30 ottobre 2016, si è svolto a Roma il trentacinquesimo congresso nazionale della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo. La LIDU fu fondata nel 1919 per iniziativa di Ernesto Nathan, sindaco di Roma ispirandosi al pensiero mazziniano (Doveri dell’Uomo) e riunendo le Leghe dei Democratici di Garibaldi.
Nel 1922 a Parigi diede vita alla F.I.D.H. Federation International des Ligues des Droits de l’Homme. Dopo l’entrata in vigore delle leggi fasciste che vietavano la presenza in Italia delle libere associazioni, la LIDU si trasferì in Francia. Quasi tutti i politici italiani esuli in Francia erano iscritti alla LIDU. Tra essi vanno ricordati Bruno Buozzi, Ferruccio Parri, Giuseppe Saragat, Fausto Nitti, i Fratelli Rosselli, Filippo Turati, Treves, Pertini e Pietro Nenni che divenne responsabile della LIDU a Parigi.
Dal 2002 fino ieri, Presidente della LIDU è stato l’On. Alfredo Arpaia. Dopo la scomparsa di Paolo Ungari, non è mai venuto meno l’impegno della Lidu in campo internazionale ed in Italia per la difesa dei Diritti Universali dell’Uomo proclamati con la dichiarazione dell’Onu del 1948. In ricordo di Paolo Ungari la Lidu ha istituito il Premio Ungari che viene annualmente assegnato ad una personalità che si è particolarmente distinta in campo internazionale e nazionale per la difesa dei diritti e della dignità dell’uomo.
Nel corso del dibattito, più interventi hanno evidenziato le difficoltà di questo momento storico per il fenomeno delle emigrazioni in massa di popolazioni che sfuggono alle tragedie della guerra ed alle condizioni di vita disumane, di sfruttamento ed anche di schiavitù. Preoccupazioni sono emerse anche per gli atteggiamenti di chiusura ai principi di solidarietà umana da parte di alcuni Paesi della UE, all’incapacità delle organizzazioni mondiali ed alla politica internazionale dei Paesi più ricchi per risolvere alle origini i problemi umani che causano l’attuale fenomeno emigratorio di massa che sta sfuggendo ad ogni controllo e le cui dimensioni e tragicità non ha precedenti storici. La disoccupazione crescente anche nei Paesi più sviluppati è un altro elemento causa della riduzione di uno dei diritti fondamentali dell’uomo : il lavoro nella sua dignità umana.
Numerosi i saluti pervenuti al Congresso presieduto dall’Avv.to Riccardo Scarpa. Tra i più significativi quelli del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, del Ministero degli Esteri attraverso una nota del sottosegretario Benedetto Della Vedova e della Federazione Internazionale delle Leghe per i Diritti dell’Uomo che hanno sottolineato l’importante ruolo svolto dalla LIDU nel tempo ed anche recentemente per la difesa dei diritti e la dignità dell’uomo. Il ruolo svolto dalla LIDU è stato particolarmente riconosciuto dalla Presidenza della Repubblica con l’assegnazione di una medaglia al merito. Anche il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha fatto pervenire un messaggio scusandosi di non poter essere presente.
A conclusione dei lavori congressuali è stato eletto Presidente Antonio Stango. Il Presidente uscente Alfredo Arpaia è stato nominato Presidente Onorario. Alla carica di Segretario Nazionale è stato riconfermato il Dr. Roberto Vismara.
Al nuovo gruppo dirigenti vanno gli auguri di un proficuo ed intenso lavoro continuando l’impegno dell’importante ruolo e della gloriosa storia della LIDU.

Salvatore Rondello

Roma, 2 novembre, conferenza stampa,  
Milano, 7 novembre, spettacolo “Quell’Uomo, chiamato Pertini”,
Roma, 10 novembre il socialista con gli occhiali;
Mantova, 10 novembre incontro con Nencini:
Roma, 16 novembre convegno “Non solo carcere”;
Milano, voto alle donne, non solo 70 anni;

Roma, mercoledì 2 novembre, alle ore 14.45, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Ingresso in Via della Missione 4), il Segretario del PSI Riccardo Nencini, insieme a parlamentari e dirigenti socialisti, terrà una conferenza stampa per presentare le  proposte di modifica della legge elettorale, nell’ambito degli incontri della maggioranza per trovare un accordo per cambiare l’Italicum.

Insieme al Segretario del PSI Riccardo Nencini, parteciperanno alla conferenza Stampa: Pia Locatelli, Capogruppo PSI Camera dei Deputati; il deputato socialista, Oreste Pastorelli e Vincenzo Iacovissi, responsabile riforme PSI.

Milano, lunedì 7 novembre, ore 19- 21:00 spettacolo “Quell’Uomo, chiamato Pertini”

Fondazione Aldo Aniasi, Circolo di Via De Amicis 17 e Fondazione Sandro Pertini
presentano lo spettacolo “Quell’uomo, chiamato Pertini”- Uno spettacolo sulla nostra storia vita di italiani ripercorsa attraverso le vicende private di un uomo pubblico
Lunedì 7 novembre 2016, ore 19,00-21.00, Circolo di Via De Amicis 17, Via De Amicis 17 – 20123 Milano
Da un’idea di Pietro Milanesi
Chiara Salvadori voce
Ilda Fusco voce
Daniele Bedini chitarra
Pietro Curci chitarra percussioni

Promosso dall’ASSOCIAZIONE PENSIERO SOCIALISTA – Lastra a Signa (FI)
Elaborato e diretto da Fusco-Salvadori

Introducono:
Mario Artali Presidente Fondazione Aldo Aniasi

Umberto Voltolina Presidente Fondazione Sandro Pertini

Pietro Milanesi Presidente Associazione Pensiero Socialista

Info:circolodeamicis@gmail.com

Roma 10 novembre,  ore 17.00, presentazione del libro: Antonio Landolfi. “Il socialista con gli occhiali” presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Sala Igea – Palazzo Mattei di Paganica Piazza della Enciclopedia Italiana, 4.

Questo libro nasce una sera d’estate su una terrazza affacciata sul mare. Quando Antonio Landolfi decise che era arrivato il momento di cimentarsi con la cronaca degli eventi vissuti in prima persona nel corso degli anni trascorsi al PSI. Ci lavorò alacremente, nonostante la malattia che presto lo costrinse a interrompere. Non è quindi una raccolta esaustiva degli scritti di Landolfi e nemmeno un libro di memorie come lo aveva concepito
il suo autore. È il pensiero autentico di un autentico socialista che provò a raccontarci qualcosa della nostra storia.

Ne discutono: Gennaro ACQUAVIVA, Giorgio BENVENUTO, Luigi COVATTA, Luciano
PELLICANI, Paolo PIRANI, Claudio SIGNORILE, Giuseppe TAMBURRANO.

Mantova, giovedì 10 novembre incontro con il Segretario del PSI Riccardo Nencini nell’ambito del tour per sostenere le ragioni del Sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Roma, mercoledì 16 novembre alle ore 10,00, convegno: “Ruolo dell’architettura penitenziaria nell’attuazione del principio costituzionale della finalità rieducativa della pena”, Palazzo Giustiniani Sala Zuccari Via della Dogana Vecchia, 29, su iniziativa del Senatore Psi Enrico Buemi.
Introduce Prof. Arch. Domenico Alessandro DE ROSSI Autore del libro “Non solo carcere. Norme, storia e architettura dei modelli penitenziari”

Ne parlano:
Sen. Enrico BUEMI, Commissione Giustizia;
Sen. Felice CASSON Vice Presidente Commissione Giustizia;
Sen. Nico D’A SCOLA Presidente Commissione Giustizia;
Sen. Luigi MANCONI Presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani;
Sen. Francesco NITTO PALMA Commissione Giustizia.
Interverrà On. Andrea ORLANDO  Ministro della Giustizia.
Modera Dott. ERRICO NOVI Giornalista de “Il Dubbio”.
Si prega di confermare la partecipazione entro il 15 novembre presso il Senato della Repubblica all’indirizzo mail: silvia.anela@senato.it

Per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta è consentito fino al raggiungimento della capienza massima

Milano, il voto alle donne: non solo 70 anni! Suffragette italiane verso la cittadinanza (1861-1946).
Mostra storica 20 ottobre – 19 novembre 2016 Unione Femminile Nazionale,  Corso di Porta Nuova 32, Milano
20 ottobre 2016 o r e 11. 0 0 Inaugurazione e conferenza stampa ore 16.30

Convegno.  Alla conquista della cittadinanza femminile
Le donne verso il voto del 1946 nelle carte della prefettura di Milano
Mostra storica 8 novembre – 23 dicembre 2016 Archivio di Stato di Milano, primo piano,
Sala affrescata, Via Senato 10, Milano 8 novembre 2016
ore 14,30 – 18.30 Inaugurazione

Italiane di ieri e di oggi: voto, rappresentanza e partecipazione politica
Convegno. Università degli Studi di Milano-Bicocca,
Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano
16 novembre 2016 ore 9.30 – 12.30

Coordina Massimo Bordin

Pensioni. Le misure che interessano l’Inps
nella prossima manovra

LE NOVITA’ PREVIDENZIALI PER IL 2017

Pensioni: su minime, tetto Ape social a 1500 euro

Arriva, come promesso e come da accordo con i sindacati, un nutrito pacchetto pensioni che potrà contare nel triennio su 7 miliardi (che oscillano tra 1,5 e 2 per il primo anno). Tra le novità dell’ultima ora la soglia di reddito per accedere gratuitamente all’Ape social, che sale da 1350 a 1500 euro. Chi dovesse avere una pensione superiore a tale cifra (ad esempio un’Ape agevolata da 2.000 euro lordi mensili), come ha spiegato il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, pagherà la penalizzazione solo sulla quota che supera la soglia, e quindi circa l’1% di penalizzazione per ogni anno di anticipo. Per l’Ape aziendale gli oneri saranno a carico delle imprese. L’anticipo volontario invece costerà tra il 4,6 e il 4,7%. Potranno accedere i lavoratori che hanno almeno 63 anni e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione, e con un minimo di 20 anni di contributi (che salgono a 30 e 36 per l’Ape social, in caso di disoccupati o persone ancora attive). Nel pacchetto anche l’ampliamento a 3,3 milioni di pensionati della quattordicesima, l’equiparazione della no tax area per tutti a 8.125 euro, il cumulo gratuito dei contributi versati a enti diversi.

Lavoro: 700 milioni per sgravi ‘selettivi’, da under 29 a sud

Dopo lunga riflessione restano anche per il 2017, in attesa del taglio strutturale del costo del lavoro, gli sgravi per incentivare il lavoro stabile. Si tratta di sconti ‘selettivi’ però, che cercano di affrontare i punti che restano più critici nel mondo del lavoro: giovani, ‘adulti’ rimasti senza occupazione ma non ancora in età pensionabile, e Mezzogiorno. Per il pacchetto sgravi ci saranno il prossimo anno 700 milioni (in larga parte fondi europei). Ci saranno due misure ‘nazionali’, una legata alle assunzioni dal percorso Garanzia Giovani (con un doppio binario, anche per i contratti a termine superiori a 6 mesi) e l’altro per chi assume giovani già entrati in azienda in stage grazie ai progetti di alternanza scuola-lavoro. Per questi ci sarà decontribuzione piena per 3 anni in caso di contratto a tempo indeterminato o di apprendistato (fino a un massimo di 8.060 euro, che si dimezza nel caso di tempo determinato con Garanzia Giovani). Per il Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna) ci sarà invece decontribuzione piena per l’assunzione di under 24 e per i giovani tra i 24 e i 29 anni senza lavoro da almeno 6 mesi, ma anche uno sgravio aggiuntivo al 50% già previsto dalla legge Fornero per chi assume gli over 50 (quindi sulla parte rimanente, con tetto però a 4.030 euro). Con la manovra non arriveranno solo misure di sostegno alle assunzioni ma anche un rafforzamento degli incentivi alla produttività, con la cedolare secca al 10% che si applicherà fino a 4 mila euro di premio e 80 mila euro di reddito. Per questo intervento saranno appostati 1,3 miliardi tra 2017 e 2020.

Lavoro irregolare

ACCERTATI 16 MILIARDI DI EVASIONE IN 10 ANNI

Tra il 2006 ed il 2015 ministero del Lavoro, Inail e Inps attraverso le loro ispezioni hanno accertato contributi e premi evasi per un ammontare complessivo di quasi 16 miliardi di euro (15,7) e pari a oltre 1,5 miliardi di euro in media ogni anno. E’ quanto risulta da uno studio sul lavoro “non regolare”, “irregolare” e “in nero” elaborata, attraverso i dati dell’ attività ispettiva, dal Servizio Politiche del Lavoro della Uil. Il tasso di irregolarità delle aziende è stato del 65,5% mentre sono stati 250 mila di media all’anno i lavoratori trovati irregolari; secondo gli accertamenti degli ispettori erano completamente in nero oltre il 43% degli irregolari. Nel 2015 le attività ispettive hanno accertato 1,28 miliardi di contributi e premi evasi per lavoro irregolare. Il 67% delle aziende visitate è risultata irregolare. Nel primo semestre 2016 sono risultate irregolari il 61,2 delle imprese controllate.

Lavoro

PROSEGUE CALO ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

Le assunzioni di datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-agosto 2016 sono risultate 3.782.000, con una riduzione di 351.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-8,5%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (447.000). E’ quanto informa l’osservatorio sul precariato dell’Inps secondo cui il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -395.000, pari a -32,9% rispetto ai primi otto mesi del 2015. “Come già segnalato nell’ambito dei precedenti aggiornamenti dell’Osservatorio, il calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Nei primi otto mesi del 2016, secondo l’Inps, sono stati stipulati 330.262 contratti a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità (il 40% dei contributi). Si tratta del 32,8% dei contratti rispetto al totale delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato.

Parisi, dati Inps confermano mercato non ripartito – Stefano Parisi, il coordinatore di Energie per l’Italia, considera i dati Inps sui contratti a tempo indeterminato, che hanno segnato un -32,9% negli ultimi otto mesi una conferma “che il mercato del lavoro è tutt’altro che ripartito”. La crescita che si è registrata lo scorso anno è stata “drogata dalla decontribuzione a termine”. In pratica “ogni nuovo occupato – ha spiegato – è costato al Paese 60.000 euro all’anno. “Ma generare occupazione senza crescita – ha avvertito l’esponente di centrodestra – significa ridurre la produttività del nostro sistema economico”. Conclusione: “il Jobs act si dimostra una riforma modestissima, a fronte dei tanti annunci trionfalistici”. “Io – ha sottolineato l’ex segretario generale di Confindustria – sono ottimista sul futuro dell’Italia, ma bisogna cambiare politica economica, fare politiche che liberino dal peso della burocrazia, flessibilità. Ci vogliono riforme, non mezze riforme annunciate, ma riforme vere”. E le riforme, ha ammonito, “sono tali non quando sono approvate” ma quando se ne vede l’effetto. “Nei primi otto mesi del 2016 – ha aggiunto – abbiamo avuto 350 mila nuovi contratti in meno dello scorso anno, a dimostrazione che la stretta sui contratti del governo e il tentativo di spingere le imprese verso il contratto a tempo indeterminato è stato un boomerang. I licenziamenti aumentano e non si vede l’ombra di moderne politiche attive. Per far ripartire l’occupazione bisogna generare crescita economica e abbassare strutturalmente il costo del lavoro, che invece è ancora troppo elevato, come testimonia il massiccio ricorso ai voucher. Occorre dire con coraggio che il mondo del lavoro sta cambiando e che contratti, logiche e meccanismi del Novecento oggi non possono più funzionare”. Invece “come spesso accade questo governo interviene con provvedimenti costosi e di breve termine, utili forse a fini elettorali, non certo al Paese”, discorso che secondo Parisi si può applicare anche alla riforma costituzionale “un provvedimento caricato da Renzi di grandi aspettative, ma che invece aumenterebbe la confusione istituzionale del Paese”.

Novità

RIMBORSI AUTOMATICI IN BOLLETTA ELETTRICA

Sarà garantito in modo automatico il rimborso in bolletta degli importi che verranno recuperati con l’attività di indagine dell’Autorità dell’energia sulla vicenda delle condotte anomale tenute dagli operatori nei mercati all’ingrosso dell’elettricità, in particolare nel mercato del dispacciamento. Lo ha deciso l’ente regolatore, aggiungendo che ciò avverrà qualunque sarà l’esito delle decisioni della giustizia amministrativa. I rimborsi “verranno riconosciuti immediatamente ai consumatori nella prima bolletta utile”.  Per ‘prima bolletta utile’ l’Autorità intende quella che verrà emessa ai consumatori al termine delle indagini, che sono ancora in corso e di cui sono state per ora comunicate le risultanze dell’istruttoria: si presume quindi che i primi rimborsi potrebbero arrivare nella prima parte del 2017 seguendo un flusso che si dipanerà nel tempo. Si tratta dell’ultima puntata di una vicenda partita a luglio scorso, quando il Tar della Lombardia aveva sospeso l’aggiornamento delle bollette per il trimestre luglio-settembre a causa di condotte anomale sul mercato del dispacciamento. Gli aumenti decisi erano stati così “congelati” e si era tornati ai prezzi stabiliti per il trimestre precedente. Il 16 settembre scorso, invece, l’ordinanza collegiale del Tar aveva ripristinato gli aumenti, invitando però l’Autorità ad adottare, entro 40 giorni un provvedimento che predeterminasse da subito le modalità per la liquidazione e corresponsione automatica ai clienti dei rimborsi spettanti se nel giudizio di merito, rimandato al prossimo febbraio, i rincari dovessero essere nuovamente bocciati. Con la delibera di oggi, quindi, l’Autorità annuncia che il rimborso sarà garantito in modo automatico, qualche che sia la conclusione giudiziaria della vicenda. In particolare, si spiega nella nota, “gli importi che verranno recuperati saranno compresi nel calcolo dei saldi tra proventi conseguiti e oneri sostenuti per l’approvvigionamento delle risorse nel mercato per il servizio di dispacciamento (cioè dei costi sostenuti dal Gestore della rete – Terna – per il mantenimento in equilibrio e in sicurezza del sistema elettrico), “scontando” il valore del corrispettivo uplift (a copertura dei suddetti costi sostenuti da Terna) da applicare nel primo trimestre utile. Ciò ne permette l’immediato e automatico riconoscimento a tutti gli utenti del dispacciamento e, attraverso di loro, a tutti i clienti finali sia del mercato tutelato sia del mercato libero, senza alcuna discriminazione”.

Carlo Pareto

 

È in grado il Pd
di guidare l’italia?

Come prima forza politica che oggi guida il Paese il P.D. merita rispetto. Ma il rispetto è sempre più diffusamente sostituito dal disgusto per lo scontro virulento fra i seguaci e i nemici di Matteo Renzi e dalla preoccupata consapevolezza dei danni che questa lotta quotidiana provoca sul  funzionamento del nostro sistema politico e dunque sul corpo vivo della Nazione.

Diciamoci la verità. L’acrimonia e la violenza con cui la minoranza bersanian-dalemiana stronca ogni giorno l’azione del proprio segretario del partito e capo del governo non ha l’eguale in nessun partito europeo.

Se debbo ricercare, però, con il regolo dell’assonanza, un precedente storico, La memoria corre subito alla dura contestazione che il gruppo dirigente del PCI sviluppò quotidianamente nei confronti dell’emergente leader socialista Bettino Craxi e della classe dirigente che assunse la guida del PSI a metà degli anni ’70. L’accusa ricorrente era  questa: è in corso, o è già avvenuta, una mutazione genetica.

Certo, la similitudine è solo approssimativa, anche perchè relativa ad un contesto diverso dall’attuale.  E tuttavia, se è sempre vero, come insegna Giambattista Vico, che la natura delle cose sta nel loro nascimento, non è arbitrario riconoscere nella foga distruttiva del post-comunista D’Alema, ed anche nella “buonista” di Bersani riminiscenze di stampo leninista: i nemici del partito-principe devono essere stroncati..

Non mi pare di esagerare. Questa è comunque la conclusione cui perviene chi interpella i cittadini.

Naturalmente, come ho già detto, l’accostamento ai tempi del nuovo corso socialista è improprio. Craxi aveva alle spalle il riformismo socialista di Turati e di Nenni, ma anche di Riccardo Lombardi e di Fernando Santi. Per di più, il PSI aveva sperimentato, partecipando ai primi governi di centro-sinistra, che è possibile, sia pure a fatica, attuare una politica riformatrice.

Renzi, invece, privo di questo retroterra ideale e programmatico, ha tentato – pragmaticamente e mettendo in campo una nuova classe dirigente – di colmare il vuoto politico-programmatico, associato alla depressione economica, che è il magro lascito della Seconda Repubblica: gli anni in cui hanno governato D’Alema, Prodi e Berlusconi, con il codicillo del deludente governo “tecnico” di Mario Monti, il deus ex cathedra che ha fatto fiasco.

Così stando le cose, merita attenta riflessione l’esegesi della attualità politica di Ernesto Galli Della Loggia, perspicuamente chiosata da Claudio Martelli negli articoli ospitati da Il Piacere della Lettura, supplemento de Il Giorno.

Secondo Galli della Loggia “Cambiando l’identità della sinistra italiana Matteo Renzi obbliga anche la Destra a cambiare la propria. Ma la destra non se n’è accorta e perciò continua ad annaspare”.

L’analisi di Martelli coglie nel segno quando rileva che siamo di fronte alla “crisi d’identità dei partiti e degli schieramenti attuali, di destra e di sinistra”, accompagnata dalla “pratica sparizione di tutte le principali formazioni e culture politiche del ‘900”.

Questo terreno politico terremotato è lo scenario dell’aspra, e ormai quasi stucchevole battaglia sul referendum costituzionale. I propugnatori del Si, a parte Renzi, eccedono in compostezza: dopo molti lustri di conati riformatori improduttivi, finisce il bicameralismo paritario; l’Italia può finalmente diventare una democrazia decidente.  Il fronte  del NO è invece granguignolesco  ed è guidato dalla armata Brancaleone  così ben effigiata sulla Stampa del 16 ottobre: “D’Alema, Fini, Quagliariello, Brunetta, Romani, Bernini, Matteoli, Gasparri, Schifani, i leghisti Giorgetti e Fedriga, Civati, il segretario dell’UDC Cesa, l’ex premier Dini, Giuseppe De Mita, Mario Mauro, Cesare Salvi.”. Ci sono da aggiungere Mario Monti, il deus ex machina Universitatis, aspirante statista senza successo, l’ineffabile Antonio Ingroia e il redivivo Ciriaco De Mita da Nusco.

E’ quasi paradossale che quel che resta della del centro-destra italiano, compreso il troncone berlusconiano – che mal sopporta il “papa straniero“ Stefano Parisi  “al comando” – si unisca al coro di chi, da sinistra, denuncia il pericolo e lo spettro del “partito della nazione” in arrivo, peraltro positivamente sperimentato dal laburista Tony Blair.

Insomma alla crisi della sinistra, incarnata dal post-comunismo e dagli stanchi eredi dell’Ulivo, l’amalgama non riuscito, fa riscontro, sull’altro versante, una destra senza nerbo, accerchiata dal grillismo e dal populismo neo-leghista  di Salvini (“sotto la felpa, niente”). Sullo l’astro sorgente Stefano Parisi. L’ho conosciuto. Ma non so se possieda la leadership necessaria per dar vita a quella destra liberale che non c’è.

L’accusa più sferzante che viene rivolta dalla minoranza del PD a Renzi  è di  aspirazione autocratica, aggravata dalla ricerca di consensi sul fianco destro.

Ricordo a me stesso che anche i socialisti di Craxi furono accusati di cercare consensi a destra: rinverdendo il “socialismo tricolore”, rivalutando l’idea stessa di Nazione e rivendicando il primato italiano in campo alimentare, nella moda, nello sport ed anche enfatizzando ilvalore delle nostre Forze Armate. Ho ancora in mente una riunione della Direzione del PSI che si tenne dopo un risultato elettorale incoraggiante. Craxi ci disse dei risultati della ricerca sulla provenienza del “nuovi voti”.  Un gruzzolo era di ex elettori del M.S.I. “Per parte mia – celiò –, ho contribuito con i miei stivali!”.

Si tratta ora di vedere se “Il trasformismo del Giovin Premier” – così lo definisce il sotto-titolo del saggio di Martelli su Il Giorno – concorrerà alla vittoria del Si nel Referendum del 4 dicembre.

Se poi, quale che sia l’esito del Referendum, continuerà la guerra guerreggiata all’interno del PD, questo partito diventerà unfit to lead Italy, per mutuare la sferzante battuta dell’Economist nei confronti di Berlusconi e del suo partito. In ogni caso, quale che sia l’esito del referendum, la situazione internazionale, la crisi disastrosa dell’Unione Europea, il rischio del figlio di Gianroberto Casaleggio alla guida del Paese, rendono necessario un governo di larghe intese che comprenda almeno una parte di Forza Italia: con il riconoscimento implicito che Pierferdinando Casini e Angelino Alfano hanno avuto ragione. Non è dunque senza significato l’incontro al Quirinale di Berlusconi con il Presidente della Repubblica.

Fabio Fabbri

Maria Cristina Pisani
Una opportunità per partecipare da protagonisti al cambiamento

Qualche giorno fa sono tornata nel liceo classico del mio meraviglioso paese, tra i banchi di scuola, gli stessi in cui mi sono diplomata, terrorizzata come quando il lunedì mattina alla prima ora avevamo versione di greco, ma felicissima di ripercorrere quei corridoi che hanno formato la mia vita. Il compito questa volta era un po’ più complesso, spiegare ai ragazzi le ragioni della riforma costituzionale. Una scelta scolastica saggia perché come ripete Marco da qualche parte in cielo, occorre sempre ‘conoscere per deliberare’.

In questi anni come portavoce del Psi mi sono spesso chiesta la ragione per cui la politica, le istituzioni sono e continuano a essere luoghi a noi lontani tanto da apparirci irraggiungibili. Io non ho mai nascosto la difficoltà che ho incontrato dentro e fuori il partito, tanto che ho pensato che probabilmente, come sempre è avvenuto nella mia vita, avrei dovuto compiere un percorso, una sorta di excursus honorum. E anche in questo anno di presidenza del Forum Nazionale dei Giovani ho dovuto indossare scarponi e scalare montagne altissime nonostante le ragioni per cui continuassi a battere i piedi non fossero le mie, ma quelle di una intera generazione.

I sondaggi ci dicono che i giovani sono tra i più convinti sostenitori del No forse perché hanno bisogno di  contestare un Paese che tende a invecchiarsi senza coltivarsi. Sia ben chiaro, avrebbero ragione a protestare contro tutto e tutti perché l’Italia è un paese a noi ostile,bloccato da logiche corporative, convenienze e blocchi di potere sempre identici e impenetrabili.

Ma non è questo il nostro strumento per rompere gli schemi, aprire spazi di opportunità, partecipare da protagonisti al cambiamento dell’Italia. Abbiamo un’occasione importante. Ci sono misure – nella riforma costituzionale – di cui godremo proprio noi: il superamento del bicameralismo perfetto obbligherà quei politici che poco ci piacciono ad adeguarsi a un nuovo assetto istituzionale più solido e stabile che aiuterà ad avere governi che durano finalmente il tempo di una legislatura; una politica con meno conflitti tra Stato e Regioni semplificherà il quadro burocratico per chi fa impresa e per chi lavora; una democrazia che arricchisce gli strumenti di democrazia diretta, come i referendum propositivi e le proposte di legge di iniziativa popolare, aprirà spazi di azione e di impegno civico per chiunque, anche per noi.

Per questo ragazzi, studiate, approfondite e se la riforma non dovesse convincervi votate pure No, ma non lasciatevi affascinare dalle storture di un Paese che in questi anni si è fermato avvolto da un inutile spirito di conservatorismo che ha travolto soprattutto noi. Per cambiare occorre coraggio, quel coraggio che ci appartiene e che votando Si sapremo ancora una volta dimostrare.

La nuova Costituzione sarà la Costituzione di tutti per la democrazia del XXI secolo italiano, i cui protagonisti politici e civici saremo soprattutto noi.

Maria Cristina Pisani

“Altri tempi, altri miti”.
La Quadriennale
torna a Roma

cristiana-perrella-la-seconda-voltaDopo otto anni di pausa la Quadriennale torna a Roma, con il titolo “Altri tempi, altri miti”. Al Palazzo delle Esposizioni fino all’8 gennaio 2017 sarà possibile ammirare una importante selezione di opere di arte contemporanea. La mostra presenta 99 artisti con 150 opere tutte recenti, molte realizzate per l’occasione, che sono raggruppate in 10 sezioni espositive. Il percorso espositivo è libero e il visitatore – a partire dalla rotonda centrale, che durante la mostra sarà animata da performance, incontri, proiezioni che sono parte integrante dei progetti espositivi di molti curatori – può iniziare la propria esperienza di visita da una qualsiasi delle sezioni espositive.

La 16a Quadriennale è concepita come una mappatura mutevole delle produzioni artistiche e culturali dell’Italia contemporanea e ognuna delle dieci sezioni espositive approfondisce un tema, un metodo, un’attitudine, una genealogia che connota i progetti artistici.

Si può ad esempio partire da Periferiche, un progetto dedicato ad otto artisti che hanno scelto di lavorare nella “periferia” italiana, intendendola non più come un luogo di ritardo culturale, bensì come postazione, etica e poetica, per le proprie ricerche. E qui ci colpisce, tra le altre opere, “Listening is making sense”, una scultura musicale di Michele Spanghero, una composizione in cui le assi di legno sono usate come veicoli vibranti di suoni. Una scultura apparentemente silente: l’unico mezzo per entrare in contatto con il suono che emana è toccare la struttura stessa. Forse una metafora dell’isolamento contemporaneo.

La mostra Cyphoria – neologismo composto da Cyber e Dysphoria – analizza l’impatto dei media digitali su vari aspetti della vita, dell’esperienza, dell’immaginazione e del racconto. Qui ci è particolarmente piaciuta l’opera di Federico Solmi “The father of this Nation (Giulio Cesare)”, che si inserisce in una serie di composizioni molto originali di questo artista, a metà tra il tradizionale ed il contemporaneo. Nel caso specifico si tratta di una installazione video che riproduce in forma ironica la marcia trionfale di Giulio Cesare, contestualizzata in un frame pittorico dai colori molto allegri ed altrettanto ironico.

Di assoluto interesse è anche la sezione La democrazia in America, che invita ad approfondire alcuni aspetti della storia dell’Italia contemporanea attraverso una rilettura del pensiero di Tocqueville. In questa sezione ci ha colpito l’opera di Adelita Husni-Bey dal titolo “Agency – Giochi di Potere”. Un racconto video del2014 in cui alcuni ragazzi si cimentano con la costruzione di un nuovo modello sociale: a fare da sfondo sono le relazioni di potere tra caste in una società di tipo contemporaneo.

denis-viva-perifericheNella mostra La seconda volta,  troviamo un nucleo di autori accomunati da un interesse per l’uso di materiali densi di storie già vissute che reinterpretano in insospettabili combinazioni, secondo una poetica della trasformazione. Il nostro interesse è stato catturato da Lara Favaretto con il  trittico dal titolo “032-212”: l’artista trevigiana dovrebbe proseguire in questa sperimentazione che sembrerebbe avere notevoli potenzialità.

Entro metà novembre saranno proclamati l’artista vincitore assoluto della sedicesima Quadriennale, a cui andrà un premio da 20.000 Euro, e, grazie al contributo della famiglia Illy, con 15.000 Euro l’artista under 35 che con il proprio lavoro avrà espresso una particolare freschezza espressiva nel panorama delle tendenze del contemporaneo italiano.

Nel complesso l’esposizione Quadriennale segna un grande ritorno culturale per Roma, ed il merito va in primis al presidente della Fondazione La Quadriennale Franco Berbabè per aver fermamente creduto nel progetto. Una buona notizia per una città ultimamente agli onori delle cronache con notizie non sempre positive. Da visitare per chi abbia voglia di rileggere la realtà con altri occhi.

Al. Sia.

Ciampino: valutare danni subiti dalle strutture pubbliche

“A seguito della forte scossa di terremoto delle h 07.40, avvertita nettamente nel Comune di Ciampino (Rm) – si legge in una nota della segreteria politica del Psi di Ciampino – il Partito Socialista Italiano e la Lista civica Punto e a Capo, confidano nella responsabilità dell’Amministrazione Comunale a valutare attentamente eventuali danni subiti dalle strutture pubbliche, quali scuole, asili e luoghi di pubblica utilità, presenti sul territorio, mostrando il loro sostegno verso “politiche e misure di prevenzione” da effettuarsi con verifiche, controlli approfonditi e iniziative in tal senso.

Vista la condizione favorevole per il ponte di Ognissanti, c’è infatti tutto il tempo necessario al fine di garantire, con la ripresa delle attività didattico-educative e l’apertura degli uffici, massima sicurezza e serenità agli studenti e al personale in servizio. Questo nell’interesse dell’intera comunità ciampinese.

Il nostro pensiero è vicino, nella solidarietà e nell’affetto, alle popolazioni direttamente coinvolte dal sisma e a tutti i nostri concittadini che abbiano subito danni materiali e/o morali.

Contro la “dittatura del politicamente corretto”

Non passa giorno che il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump, non sia oggetto di attacchi da parte delle vestali del “politicamente corretto”, tenendo, di converso, al riparo quella Hillary Clinton, della quale Wikileaks ci ha confermato il ruolo di rappresentate degli interessi del mondo della grande finanza, Goldman Sachs in testa. Certo il miliardario americano è un personaggio debordante: troppo ricco, con troppe donne, con troppa fortuna ostentata. Ma, è il caso di osservare, che di Trump non si condivide la violazione proprio del “politicamente corretto”, cortina fumogena del paradigma mondialista e, in Europa, dell’austerity monetarista.

Si guardino i cosiddetti “pensatori critici”, avanguardia dell’intellighenzia italica post-gramsciana, che imperversano sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, sempre meno letti e sempre più indebitati, i cui rilievi ai problemi del nostro tempo non superano mai la soglia del pur deplorato recinto capitalistico del mondo e della sua l’ineluttabilità, senza mai varcarne i confini. Una prospettiva segnata da un manicheismo in cui non c’è alternativa tra cinismo e (sedicenti…) buonisti, tra razzisti e apologeti del melting pot, che vede protagonista la cosiddetta “sinistra democratica”, quella dei diritti civili, sostitutivi di ogni impegno sui diritti sociali e, quindi, di ogni programma, anche minimo, di critica al sistema economico globalizzato, che ha accantonato, ad un tempo, il comunismo ma anche la più pallida socialdemocrazia.

La sinistra ben pensante ed ipocrita, quella, per intendersi, che esorta all’accoglienza indiscriminata dei migranti dall’alto delle terrazze del radicalismo chic tutto cachemire e caviale, dogmaticamente attaccata a quelle dicotomie, tanto care ai vecchi e nuovi pupari della politica nazionale ed internazionale, perché gattopardescamente, “tutto cambi, per niente cambiare”, come nel caso della riforma costituzionale. Riecheggiano le parole di Dario Fo, intellettuale contradditorio nel suo percorso culturale e politico ma scomodo e non integrato, assolutamente aderenti per descrivere gli innumerevoli guitti e cantori del politically correct: “che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sul balcone? Sono arrivati i re dei ciarlatani, i veri guitti sopra un carrozzone”.

E, forse, oltre l’orizzonte destra e sinistra del ’900 e quello della “dittatura del politicamente corretto”, si può andare a definire, in un diverso assetto geopolitico che pure in forma nebulosa sembra delinearsi, il recupero di alcune categorie politologiche come il comunitarismo, la sovranità nazionale, la critica al multiculturalismo imposto, l’economia sociale.

Maurizio Ballistreri

 

Serie A: top & flop.
I miracoli di Skorupski,
ex ingrato

skoru

Lukasz Skorupski

La Roma non passa a Empoli (0-0): merito delle parate del portiere polacco, in prestito in Toscana proprio dai giallorossi. Ne approfitta la Juventus che, con il gol decisivo del grande ex Higuain, supera 2-1 il Napoli e vola a +4 in classifica sui ragazzi di Spalletti. Ok Milan e Lazio, prima gioia per il Crotone, ancora sconfitta l’Inter: De Boer è al capolinea. Vediamo i top & flop di questa giornata.

TOP – Al terzo posto Jasmin Kurtic: grazie soprattutto alla sua doppietta, l’Atalanta ha battuto 3-0 il Genoa, conquistando la quinta vittoria nelle ultime 6 partite. Alle spalle delle big ci sono i bergamaschi di Gasperini. Al secondo posto Giacomo Bonaventura. E’ grazie alla sua intuizione che il Milan ha avuto la meglio 1-0 sul Pescara: un calcio di punizione dal limite dell’area battuto rasoterra, approfittando del salto della barriera. Un colpo di genio che ha regalato 3 punti preziosi ai rossoneri. E dopo la rete, c’è stata la dedica ai terremotati. Un bellissimo gesto. Al primo posto Lukasz Skorupski. Come detto, il portiere dell’Empoli ha compiuto diverse parate miracolose contro la Roma, in particolare quella al 92’ su El Shaarawy. Uno 0-0 che va stretto ai giallorossi, ma che dà fiducia ai toscani anche se restano i grandi problemi in fase offensiva (solo 2 gol in 11 partite, peggior attacco in Europa).

FLOP – Al terzo posto Daniele Gastaldello. Il capitano del Bologna ha commesso il fallo decisivo nella gara persa in casa 1-0 contro la Fiorentina, causando il rigore poi realizzato da Kalinic e rimediando l’espulsione che ha lasciato i suoi compagni in 10. Partita segnata da quell’episodio. Al secondo posto Mohamed Salah. La sua Roma non è riuscita a superare l’Empoli (come detto, partita finita 0-0) e così nei minuti finali l’attaccante egiziano ha deciso di provare la tattica della simulazione in area. L’arbitro Di Bello non c’è cascato e ha ammonito il giocatore giallorosso. Al primo posto De Boer: sfortunato a Genova nella sconfitta 1-0 contro la Sampdoria, ma il suo periodo all’Inter è ormai finito. Non ha assolutamente lui tutte le colpe della crisi della squadra e il compito era difficilissimo fin dall’inizio (ha preso il posto di Mancini a pochi giorni dall’inizio del campionato), però in più di due mesi non è riuscito a dare la sua impronta ai nerazzurri.

Francesco Carci

NOTTE DI PAURA

terremoto-notte

Una notte di paura, la prima dopo la scossa delle 7,40 di domenica mattina.  Una scossa di magnitudo 6.5 in Umbria, con epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. Una nuova forte scossa, di magnitudo 4.0, è stata registrata alle 19.21. Secondo l’Ingv, l’epicentro è a circa 5 chilometri da Norcia.

I sismografi nelle notte hanno registrato diverse repliche avvertite chiaramente anche nella zona di Norcia, la più forte di tutte, di magnitudo 4.2, registrata alle 4:27.

Fare un bilancio degli sfollati non è facile. Secondo i dati del Dipartimento della protezione civile sono oltre quindicimila le persone assistite in queste ore.  In particolare, oltre cinquecento persone sono accolte in strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone in Umbria e altre settemila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. Questi dati, riferiti alla tarda serata di ieri, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento. Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive, prevalentemente a San Benedetto del Tronto, presso le abitazioni del progetto C.a.s.e. nel comune dell’Aquila o nei Map localizzati in altri comuni d’Abruzzo nonché nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

Lunedì il consiglio dei ministri si riunirà per decidere le prime misure urgenti. “Al momento nonostante questa gravità impressionante del sisma più grave da quello in Irpinia ad oggi non c’è nessuna perdita di vite umane”,  ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Siamo estremamente confortati – ha rilevato – dal fatto che non ci sono vittime. Sono in corso accertamenti. Fino all’ultimo manteniamo la nostra attenzione sul numero dei feriti”.

Nei processi decisionali saranno coinvolti anche i presidenti delle Regioni, Vasco Errani e Curcio. “Le risorse – ha aggiunto Renzi – non si sprecano ma non c’è un problema di risorse. Quello che servirà siamo impegnati a metterlo in campo”.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini si è appellato agli iscritti del partito affinché destiniamo fondi a popolazioni colpite. “Carissime compagne, cari compagni – ha scritto  – mi appello alla vostra generosità. Destineremo una parte del tesseramento al Partito alle popolazioni colpite dal terremoto. Se vuoi, se puoi, fai la tua parte fin da ora. Come diceva Nenni? Mai lasciare nessuno indietro”.

Redazione Avanti!